Universiadi di Napoli: l'atletica italiana chiude con 4 ori

Le vittorie di Luminosa Bogliolo e Roberta Bruni chiudono la manifestazione partenopea.

Oro per Bogliolo

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L’atletica italiana ha concluso l’Universiade di Napoli con quattro medaglie d’oro. Dopo le medaglie di Ayomide Folorunso e Daisy Osakue nella seconda giornata sono arrivate altre due medaglie d’oro grazie alle vittorie di Luminosa Bogliolo sui 100 ostacoli e di Roberta Bruni nel salto con l’asta.

Luminosa Bogliolo ha trionfato nella finale dei 100 ostacoli in 12”79 sfiorando per tre soli centesimi di secondo il record italiano stabilito da Veronica Borsi a Orvieto nel 2013. La ventiquattrenne ostacolista di Alassio si è confermata ad altissimi livelli poche settimane dopo il record personale stabilito lo scorso 30 Giugno sulla veloce pista svizzera di La Chaux de Fonds a 1000 metri di altitudine. La studentessa di veterinaria aveva destato grande impressione vincendo la sua batteria in 12”86 con vento contrario di -0.9 m/s.

L’ostacolista di Alassio in provincia di Savona ha praticato danza, tennis, karate e ginnastica e sci alpino a livello agonistico prima di cominciare con l’atletica dopo aver vinto una gara scolastica alle medie. È stata scoperta al campo di atletica di Albenga da Pietro Astengo, il tecnico ligure che guidò Emanuele Abate alla semifinale olimpica a Londra 2012 e al primato italiano dei 110 ostacoli.

Luminosa Bogliolo
Universiadi di Napoli, oro per Bogliolo

Universiadi di Napoli: l'atletica italiana chiude con 4 ori grazie a Bogliolo e Bruni

Dopo la morte improvvisa di Astengo, Luminosa è passata sotto la guida di Ezio Madonia e Antonio Dotti. Attualmente Bogliolo si divide tra la Liguria e Pinerolo. Nel 2016 ha vinto il suo primo titolo italiano under 23 sui 100 ostacoli pur allenandosi soltanto una volta alla settimana.

Solo da allora ha iniziato ad intensificare gli allenamenti. Ha intrapreso gli studi in medicina veterinaria seguendo le orme del padre Valentino, ex calciatore che svolge la professione di veterinario. Durante l’ultima stagione indoor ha migliorato il suo record indoor portandolo a 8”10 sui 60 ostacoli e ha sfiorato la finale degli Europei di Glasgow. I genitori hanno chiamato la figlia Luminosa in onore di un’amica conosciuta al mare di nome Luminosa Di Natale.

Volevo vincere e non ho pensato a niente, soltanto a non fare falsa partenza. Mi sono confermata sui tempi di La Chaux de Fonds. La mia idea dopo il 12”99 realizzato a Savona nel 2018 era provare a stabilizzarmi sotto i 13 secondi e per questo sono molto contenta. Si può fare ancora molto meglio, ma non ho fretta. Il tempo va fatto quando serve, cioè ai Mondiali di Doha, nel momento in cui competerò contro le migliori del mondo.

La romana Roberta Bruni ha conquistato la medaglia d’oro nel salto con l’asta femminile con 4.46m eguagliando il record stagionale all’aperto realizzato un mese fa in una gara disputata nel centro di Praga. L’astista laziale ha mancato di poco un tentativo a 4.56m, che le avrebbe permesso di staccare il biglietto per i Mondiali di Doha.

Roberta salì sulla ribalta nel 2012 quando vinse la medaglia di bronzo ai Mondiali Under 20 allo Stadio Olimpico di Barcellona sulla collina del Montjiuc. In quella rassegna iridata l’Italia salì sul podio anche con Alessia Trost, vincitrice nel salto in alto davanti all’eterna rivale Maria Kuchina.

Bruni risiede a Nazzano in provincia di Roma e si allena a Rieti sotto la guida di Riccardo Balloni. Dopo aver praticato ginnastica e judo Roberta è stata indirizzata dalla zia Laura Spagnoli, ex mezzofondista reatina e attualmente insegnante di educazione fisica. Da allieva ha battuto il record italiano under 20 sia indoor sia outdoor con 4.20m. Nel 2013 ha saltato 4.60m migliorando due volte il record italiano indoor di Anna Giordano Bruno superando prima 4.51m e successivamente 4.60m ai Campionati Italiani Indoor di Ancona quando aveva ancora 18 anni. In quell’occasione arrivò a soli 3 centimetri dal record mondiale under 20 della svedese Angelica Bengtsson stabilito nel 2011.

Roberta Bruni ha frequentato il liceo scientifico con indirizzo biologico. Nel suo tempo libero ascolta la musica techno e suona la batteria. L’astista azzurra si è lasciata andare ad un pianto di gioia per liberarsi dalla tensione di cinque anni molto difficili rovinati da una serie infinita di infortuni.

In quelle lacrime c’è tanta gioia e una rivincita personale per i cinque anni d’inferno che ho vissuto. Ho pensato anche ad una persona a me cara che non c’è più: mia nonna Clara sarebbe stata orgogliosa. Il merito per questa medaglia va al mio allenatore Riccardo Balloni e alla fiducia che da sempre mi dà. Un grazie speciale anche a Francesca Esposito, la mia consulente filosofica, che mi ha fatto ritrovare fiducia e consapevolezza della persona che sono. Grazie a tutte le persone che non mi hanno mai lasciata sola, ai miei genitori e al mio team dei Carabinieri. Valevo i 4.56m. Ho questa misura nelle gambe da un po' di tempo. Il salto da 4.46m era voluto ma non aspettato. Sapendo di avere già la medaglia al collo la tensione era un po' scesa. Sentivo addosso una felicità che non provavo da anni e mi è piaciuto avere tutti gli occhi su di me in uno stadio così importante. Ora me la prendo comoda con una crociera qui a Napoli. Poi gareggerò agli Assoluti di Bressanone e tenterò l’assalto al minimo per i Mondiali di Doha.

I quattro ori hanno permesso all’Italia di classificarsi al quinto posto nel medagliere. Lorenzo Perini ha centrato lo standard di qualificazione stabilendo il record personale con 13”46 nella semifinale dei 110 ostacoli. L’ostacolista di Saronno allenato da Giorgio Ripamonti si è classificato quarto nella finale in 13”50. Il brasiliano Gabriel Constantino ha conquistato la medaglia d’oro in un ottimo 13”22 (a quattro centesimi di secondo dal recente personale stabilito a Szekehsfervar) davanti al francese Wilhelm Belocian (13”30) e al giapponese Shunsuke Izumiya (13”49).

Maria Chiara Cascavilla si è migliorata sia in batteria sia in finale portando il record personale sui 5000 metri sotto i 16 minuti con 15’59”66, tempo che le ha permesso di classificarsi al sesto posto. La britannica Jessica Judd ha vinto la medaglia d’oro dei 5000m in 15’45”82.

Francesca Lanciano è stata la migliore delle italiane nella finale del salto triplo femminile al sesto posto con 13.46m precedendo di tre posizioni Ottavia Cestonaro (nona con 13.32m). L’ucraina Olha Korsun si è laureata campionessa mondiale universitaria migliorando il personale con 13.90m.

L’ultima giornata di gare ha fatto registrare i quinti posti di Enrico Riccobon negli 800 metri in 1’48”58 nella gara vinta dal marocchino Mohamed Belbachir in 1’47”02 e di Iliass Aouani nella mezza maratona in 1h06’52”. Alessandro Giacobazzi ha tagliato il traguardo all’ottavo posto nella mezza maratona 1h07’56”.

Nella gara di marcia 20 km maschile disputata alle 7 del mattino il marciatore campano Francesco Fortunato si è ben difeso chiudendo al quinto posto in 1h23’53”. Il Giappone ha monopolizzato il podio con il trio formato da Koki Ikeda (1h22’49”), Masatora Kawano (1h23’30”) e Yuta Koga (1h23’35”). Gregorio Angelini ha migliorato il record personale di quasi due minuti con 1h25’49”.

L’Australia ha fatto doppietta nella 20 km femminile dove Katie Hayward ha conquistato la medaglia d’oro in 1h33’30” davanti a Jemima Montag (1h33’57”).

Il Brasile è stato insieme all’Italia e al Giappone il paese protagonista dell’Universiade napoletana con quattro medaglie d’oro. Oltre alla vittoria di Constantino il paese sudamericano ha dominato lo sprint maschile con Paulo Camilo De Oliveira, che ha vinto i 100 e i 200 metri in 10”09 e in 20”28. De Oliveira ha stabilito il personale sui 100 metri in questa stagione con 10”02 e ha contribuito al successo del Brasile nella staffetta 4x100 alle IAAF World Relays di Yokohama.

Nei 400 metri ostacoli Alison Dos Santos ha demolito il record sudamericano under 20 con un eccellente 48”57 migliorando di 27 centesimi il precedente primato di categoria stabilito al meeting IAAF World Challenge di Braganca Paulista. Il diciannovenne brasiliano, bronzo ai Mondiali Under 20 di Tampere, ha battuto il sudafricano Sokhwakana Zazini (personale di 48”73) e il campione europeo under 23 Patryk Dobek (48”99).

Di ottimo livello anche il Giappone che ha vinto il salto in lungo maschile con Yuki Hashioka con 8.01m le due gare di mezza maratona vinte da Akira Aizawa nella gara maschile in 1h05’05” e di Yuka Suzuki nella gara femminile in 1h14’10” e nella staffetta 4x100 maschile con 38’92” davanti alla Cina (39”01) e alla Corea del Sud (39”31).

L’Ucraina ha vinto due ori a livello femminile nel salto in alto con Yulia Chumachenko (1.94m) e Iryna Herashchenko (1.91m) e nel salto in lungo con Maryna Bekh Romanchuk con la buona misura di 6.84m. Le gare si sono svolte sulla nuova pista blu del rinnovato Stadio San Paolo. La grande novità era rappresentata dai seggiolini blu dello stesso colore del team calcistico del capoluogo campano.

Il discobolo australiano Matt Denny (campione del mondo under 18 nel 2018) ha vinto il lancio del disco maschile con 65.27m mancando il record personale di 10 centimetri. La Svizzera ha vinto due medaglie d’oro nell’ultima giornata nella staffetta 4x100 femminile con il tempo di 43”27 e con Joann Raess sui 5000 metri in 14’03”10.

Il Messico ha vinto la terza medaglia d’oro di questa rassegna universitaria aggiudicandosi la staffetta 4x400 maschile in 3’02”89. Il vincitore dei 400 metri individuali Valente Mendoza ha fatto il bis superando il vincitore della medaglia d’argento dei 400 ostacoli Sokwakhana Zazini negli ultimi 20 metri.

Kateryna Klimyuk ha trascinato l’Ucraina al successo nella staffetta 4x400 femminile in 3’30”82 con una rimonta dal quarto al primo posto nella terza frazione. Le gare si sono svolte sulla nuova pista blu del rinnovato Stadio San Paolo. La grande novità era rappresentata dai seggiolini blu dello stesso colore del team calcistico del capoluogo campano.

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