Cagliari, Barella: "Lascio casa, ho giocato per la squadra che amo"

Il centrocampista saluta la sua terra e la sua squadra del cuore dopo il passaggio all'Inter: "Ho dato tutto, sono un ragazzo fortunato e sarò sempre legato al Cagliari".

Cagliari, Nicolò Barella ha salutato il club con una lettera d'addio dopo il passaggio all'Inter

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Non è stato un semplice addio a una squadra che ha rappresentato un pezzo di carriera. Quello di Nicolò Barella al Cagliari ha rappresentato un saluto alle radici, geografiche e calcistiche. Il centrocampista classe 1997 è passato all'Inter di Antonio Conte e sarà uno dei pilastri sui quali si baserà il progetto tecnico dell'ex allenatore di Nazionale, Chelsea e Juventus.

Il centrocampista è passato all'Inter in prestito con obbligo di riscatto, e un contratto quinquennale. Operazione complessiva da 45 milioni di euro, la più cara nella storia del calciomercato nerazzurro. Promozione tra i big, conquistata a suon di chilometri e qualità negli anni spesi nella mediana del Cagliari, passati per 112 presenze e 7 reti con la maglia dei sardi.

Per Barella, come scritto dal Cagliari nel messaggio in cui si comunicava la cessione del giocatore, è "il momento di lasciare casa per continuare da solo il proprio cammino". Lo farà in una squadra con ambizioni rinnovate, che sul suo conto ripone tante attese. Il suo presente si chiama Lugano, sede della prima fase del ritiro estivo dell'Inter, ma la mente è logicamente anche (e ancora) rivolta al recente passato. Salutato con una lettera d'addio, pubblicata sul sito ufficiale del Cagliari.

La mia carriera di calciatore professionista mi sta portando via dalla mia terra, dalla mia città, dalla mia famiglia e dagli amici più cari. Mi sta portando oltre il mare, lontano da casa. Dalla mia casa: il Cagliari. Potrei dire che lo è sin dal giorno in cui sono entrato nelle giovanili, ma forse lo è sempre stata. Sono un ragazzo fortunato: ho avuto la possibilità di difendere sul campo i colori della squadra per la quale faccio il tifo sin da bambino.

Cagliari, Nicolò Barella ai primi passi con la maglia dei sardi nella stagione 2014/2015: esordio in Coppa Italia
Cagliari, Barella ai primi passi con la maglia dei sardi nella stagione 2014/2015 contro il Parma

Barella, l'addio al Cagliari e i ricordi: "Cresciuto nel mito di Conti, Sau e Cossu"

Pronto per l'Inter, ma per sempre legato alla sua squadra del cuore e alla terra che gli ha dato le radici. Nelle parole di Barella si coglie l'amore per Cagliari e la Sardegna. Maturato sin da bambino e alimentato in campo dalla possibilità di giocare e crescere accanto ai giocatori dei quali era tifoso:

Ho realizzato il mio sogno, nato quando da piccolo mio padre mi portava alle sue partite e a bordo campo, con addosso una maglietta del Cagliari, prendevo a calci palloni più grandi di me. Crescendo, sono andato regolarmente allo stadio. Ho ammirato dagli spalti la classe di campioni come Andrea Cossu, Marco Sau e Daniele Conti. Ad un certo punto mi sono ritrovato ad allenarmi e a condividere lo spogliatoio con loro:  mi hanno trasmesso il senso del sacrificio, il valore della sofferenza e della partecipazione. L’appartenenza e l’amore per la maglia le avevo già dentro.

"Ho dato tutto per il Cagliari, questa terra sarà sempre con me"

Tredici anni con la stessa maglia sulle spalle, eccezion fatta per la parentesi nella Serie B 2015/2016 con il Como, non si dimenticano facilmente. La Nazionale e l'Inter confidano in lui per gli anni a venire. Consapevolezze dettate dalle doti fatte vedere in Sardegna. Lì dove Barella ha dato il via alla sua carriera, lì dove Barella - c'è da starne certi - tornerà ogni volta che ne avrà la possibilità.

In campo ho dato tutto, sempre, dal primo all’ultimo minuto, in ogni partita. Ho preso e dato botte, ho discusso con gli arbitri, litigato con gli avversari. Ho esultato, urlato, pianto. Giocare per il Cagliari è insieme un piacere, un onore, una responsabilità: qualcosa che rende più dolci le vittorie e raddoppia il peso del cuore quando si perde. Porterò comunque sempre nel cuore la mia terra e la sua gente con affetto.

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