Ritorni di fiamma: 10 giocatori che hanno deluso al secondo tentativo

Da Cannavaro a Joe Cole, passando per Shevchenko e Drogba. Tutti i calciatori che hanno scritto la storia di un club, prima del bis diventato flop.

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

La prima volta non si scorda mai, la seconda probabilmente può uscire dalla mente di chi la vive e di chi la vede. Nel mondo del calcio, tanti campioni hanno scritto la storia di un club prima di salutarlo, ma non hanno resistito allo stimolo di tornarci per un secondo capitolo della propria avventura. Per alcuni, però, la realtà è stata ben diversa dalle aspettative iniziali.

Non solo calciatori che hanno conquistato salvezze o piazzamenti di rilievo in campionato, ma anche top players che hanno portato la squadra alla vittoria della Champions League, senza dimenticare addirittura il Pallone d'Oro. Se la prima esperienza è stata memorabile, quello che avrebbe dovuto rappresentare il ritorno a casa è stato il definitivo tramonto della carriera.

Diversi esempi fanno parte della Serie A, anche se non proprio recentissima, ma anche della Premier League e della Liga. Nonostante l'amore del pubblico e la voglia di scrivere una nuova pagina nella storia del proprio club, non tutto è andato secondo i piani. Questi sono tra i 10 casi più eclatanti del terzo millennio:

Da Shevchenko a Cannavaro, i big che hanno fatto flop al secondo tentativo nello stesso club
Da Shevchenko a Cannavaro, i big che hanno fatto flop al secondo tentativo nello stesso club

Ritorno nel club storico, quando i big fanno flop

La lista include oltre la metà di casi relativi alla Premier League, ma c'è anche qualche vecchia conoscenza del calcio italiano. Tra vittorie di Champions League, Mondiali e Pallone d'Oro, l'elenco fa riferimento a flop spesso inaspettati.

Fabio Cannavaro

Il Pallone d'Oro del 2006 ha fatto parte della diaspora della Juventus dopo la retrocessione d'ufficio in Serie B. Con i bianconeri, Cannavaro ha raggiunto il successo personale e collettivo: vittoria degli scudetti poi non assegnati o revocati, Coppa del Mondo vinta da capitano e, al termine della stagione, il riconoscimento di miglior giocatore dell'anno dopo un emozionante testa a testa con Buffon. Poi il trasferimento al Real Madrid, prima del ritorno a Torino nel 2009: una sola stagione, la prima di due in cui la squadra delude le attese. Il difensore ne diventa uno dei simboli in negativo.

Cannavaro
Cannavaro è tornato alla Juventus nel 2009, ma non con gli stessi risultati dell'esperienza precedente

Didier Drogba

Senza dubbio il calciatore straniero più rappresentativo del Chelsea durante l'era Abramovich, Drogba è diventato un idolo di Stamford Bridge quanto Terry e Lampard. I primi 8 anni con la maglia dei Blues sono stati di altissimo livello, con il culmine raggiunto nella finale di Champions League del 2012 a Monaco contro il Bayern, che l'ivoriano ha battuto praticamente da solo. Al termine della stagione, la scelta di andare in Cina prima di un altro anno al Galatasaray. Torna nel 2014 per vincere un'altra Premier League e una Coppa di Lega, ma i numeri non sono più quelli di una volta: 7 gol in 40 presenze.

Drogba
Nella seconda avventura al Chelsea, Drogba vince ma non incide

Paul Scholes

Quello che Zinedine Zidane definì il miglior centrocampista del mondo, ha dedicato tutta la sua carriera al Manchester United. Membro della Class of '92 e fedelissimo di Sir Alex Ferguson, Scholes ha vinto tutto il possibile con i Red Devils fino all'addio del manager scozzese. Aveva annunciato il ritiro nel 2011, a 3 anni dalla seconda Champions League vinta a Mosca contro il Chelsea e all'indomani del ko contro il Barcellona nella finale di Wembley. Lo stesso tecnico, però, gli chiese di tornare a gennaio 2012: accetta, vincendo anche una Premier League nel 2013. Lo United, però, si sta già sgretolando e nemmeno un simbolo come Scholes può evitarlo. Si ritira insieme al suo storico allenatore.

Scholes
Scholes torna dopo aver annunciato il ritiro, poi lascia lo United insieme a Sir Alex Ferguson

Diego Costa

Diego Costa rappresenta un caso particolare: ha fatto parte dell'Atletico Madrid per 4 periodi differenti della sua carriera. Nel primo, nel 2007, non è mai sceso in campo, venendo subito girato in prestito al Braga. Tra il 2010 e il 2012 torna nella capitale per segnare i primi gol e dimostrare il suo valore, ma ottiene solo l'ultimo prestito al Rayo Vallecano. L'esplosione avviene nel piccolo club madrileno, per poi tornare con i colchoneros e farsi conoscere al mondo con la Champions League sfiorata nel 2014 e la Liga vinta nello stesso anno. Dopo i 4 anni al Chelsea torna in biancorosso, ma nell'ultima stagione non è stato il Diego Costa dell'esperienza precedente.

Costa
Diego Costa, il ritorno all'Atletico Madrid non è stato come sperava

Andriy Shevchenko

La maglia numero 7 del Milan è indissolubilmente legata al calciatore ucraino. Cresciuto con gli allenamenti di Lobanovski alla Dinamo Kiev, il suo approdo in rossonero ha sconvolto compagni di squadra e avversari. Vince da protagonista la Champions League del 2003 in finale contro la Juventus, poi il Pallone d'Oro e lo scudetto nell'anno successivo. Sfiora il bis nella drammatica finale di Istanbul contro il Liverpool, ma lascia il Milan piazzandosi dietro Nordahl per gol segnati. Va al Chelsea, dove non è lo stesso giocatore visto in Italia. Torna in prestito al Milan nel 2008, ma segna solo 2 gol tra Coppa UEFA e Coppa Italia. Il ritorno alla Dinamo Kiev va meglio, compensando il bis in rossonero con quello in patria.

Sheva
Shevchenko è nella storia del Milan, ma non per il suo bis nel 2008

Thierry Henry

All'esterno dell'Emirates c'è anche una sua statua, a testimonianza del suo ruolo nell'Arsenal di Wenger. Henry trascina i Gunners per 8 anni, tra la Premier League degli Invincibili ed una Champions persa in finale contro il Barcellona nel 2006. Proprio i blaugrana sborsano 24 milioni di euro per portarlo in Catalogna nel 2007: vince la Champions League nel 2009, poi si trasferisce a New York. Nel 2012, poi, il prestito all'Arsenal con il grande ritorno a casa. Segna un gol emozionante in FA Cup contro il Leeds, poi il secondo ed ultimo contro il Sunderland nell'ultima giornata di Premier League. Un ultimo grande ballo, non paragonabile a quello precedente.

Henry
Henry torna all'Arsenal nel 2012: una delle poche gioie arriva contro il Leeds in FA Cup

Joe Cole

Prima di diventare un punto di riferimento del Chelsea, Cole si è imposto in Premier League con la maglia del West Ham. Il trequartista guida la squadra con cui è cresciuto fino al 2003, quando i Blues lo acquistano dopo la retrocessione degli Hammers. Nonostante la discesa in Championship, lascia un ricordo estremamente positivo dalle parti di Upton Park, con oltre 120 presenze e 10 gol tra le "bubbles" di Boleyn Ground. Ci ritorna nel 2013, dopo le avventure con Chelsea, Liverpool e Lille, ma gli infortuni lo rendono incostante nel rendimento. Riesce comunque a far registrare 37 presenze e 5 gol, ma è solo un ricordo sbiadito del teenager che 15 anni prima stava per irrompere tra i big d'Inghilterra.

Cole
Ricordo sbiadito del teenager che fece irruzione in Premier League: il secondo capitolo di Joe Cole al West Ham

Robbie Fowler

Tra gli attaccanti più promettenti di sempre con la maglia del Liverpool, capita nella storia dei Reds in contemporanea con Michael Owen. Fowler si impone come uno dei migliori attaccanti inglesi in circolazione, segnando 183 gol in 369 presenze per i tifosi di Anfield. L'infortunio al ginocchio del 1998 gli preclude gran parte della carriera, favorendo proprio l'ascesa di Owen. Dal carattere incorreggibile e spesso al centro di polemiche e gossip, è famosa la sua esultanza mentre sniffa la linea di fondo, in risposta alle accuse relative all'uso di cocaina. Lascia Liverpool nel 2001 per tornarci nel 2006, dopo due esperienze tra Leeds e Manchester City. Accoglienza da brividi, prestazioni un po' meno: il giocatore pre-infortunio non è mai tornato.

Fowler
La famosa esultnza di Robbie Fowler nel suo primo periodo al Liverpool, quello più roseo

Zlatan Ibrahimovic

Viene considerato un ritorno anche se, al pari di Scholes, non ha mai realmente interrotto l'esperienza. Ibrahimovic si è imposto in Premier League con la maglia del Manchester United: nella prima stagione con Mourinho, fin dall'estate del 2016, colleziona i primi trofei: subito il Community Shield contro il Leicester campione d'Inghilterra in carica, poi la Coppa di Lega a febbraio e l'Europa League a Stoccolma contro l'Ajax. Un mese prima, però, l'infortunio al crociato che lo esclude dalla finale e spinge il Manchester United a non esercitare l'opzione per il rinnovo. Zlatan si svincola il 30 giugno dopo un'annata più che positiva sul piano dei risultati, poi firma un nuovo accordo con i Red Devils a fine agosto. Non recupera più, però, lo stesso ritmo pre-infortunio e rescinde il contratto a marzo, accasandosi ai Los Angeles Galaxy.

Ibrahimovic
Ibrahimovic al Manchester United: nuovo contratto dopo l'infortunio, poi la rescissione

Jermain Defoe

Nella sua lunga carriera tra diverse squadre inglesi, Defoe ha lasciato un segno indelebile nella storia del Bournemouth. È la stagione 2000/2001 quando l'attaccante veste la maglia delle Cherries in prestito dal West Ham: alla prima stagione in terza serie, va a segno in 10 partite consecutive eguagliando il record di John Aldridge. A fine campionato realizza 19 gol in 29 presenze, ma la squadra riesce solo a sfiorare i playoff. Ci torna dopo 16 anni, stavolta in Premier League, senza incidere come all'inizio della carriera. Decisamente diverse, invece, le sue due esperienze al Tottenham, intervallate dalla stagione al Portsmouth: tra il 2004 e il 2014, Defoe segna quasi 100 gol in poco meno di 200 partite con la maglia degli Spurs.

Defoe
Bournemouth 2001, Bournemouth 2017: due esperienze opposte per Defoe

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.