Alberto Puig attacca Ducati: "In MotoGP non vince niente"

Il team manager Honda sostiene che la Casa di Borgo Panigale spenda troppo e male i soldi nella Classe Regina, con il solo trionfo di Stoner nel 2007 a giustificare l'impegno profuso.

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Alberto Puig attacca, spesso. Il team manager della Honda MotoGP sa essere riflessivo, a volte. In altre, dimostra il proprio temperamento spagnolo. In questo caso, Alberto - intervistato dal El Confidential - se l'è presa con la Rossa di Borgo Panigale. L'ex pilota di 250 e 500 Grand Prix ha dichiarato parole forti e chiare. La moto bolognese vince poco e niente. O meglio: l'azienda bolognese vince poco e niente, riferendosi al Motomondiale.

L'analisi di Puig riguarda, appunto, i prototipi. A ben vedere. Infatti, nelle derivate di serie, Ducati rimane il riferimento storico. Nella Top Class, effettivamente, la Desmosedici ha conquistato un solo alloro. Fu Stoner a farcela, nel 2007. Tanti bei piazzamenti, successi di tappa, non più il titolo mondiale. Ecco perché il rappresentante Honda è stizzito. Considerando classi a due e quattro tempi, la marca giapponese - a suo dire - avrebbe umiliato quella italiana.

Non soddisfatto, Puig ha esteso il pensiero. Merito proprio di Casey se Ducati abbia vinto un campionato nella Regina. Merito del talento australiano se la Casa emiliana ha raggiunto l'impresa. Dopo di lui, tanti soldi spesi e male. Messi a confronto coi risultati Honda, quelli Ducati non sono all'altezza degli sforzi compiuti. L'ala dorata ha vinto con più piloti, mentre a Bologna raccoglievano solo delusioni. Alberto ha tirato la mazzata, osservando le classifiche della MotoGP nei suoi ultimi anni.

Stoner vinse con la Ducati il titolo MotoGP del 2007
Casey Stoner e Ducati, iridati MotoGP nel 2007

MotoGP, Puig sostiene Honda e punta il dito contro la Ducati

Strano, particolare ed indefinibile. Tuttavia personaggio. Alberto Puig alterna lunghi momenti di silenzio a monologhi senza fine. Di sicuro, quando lo spagnolo parla, lascia il segno. Dall'alto della sue esperienza in sella e nel paddock e con uno status importante - nelle vesti di team manager Honda - il cinquantaduenne di Barcellona sa che ogni sua esternazione viene monitorata, registrata analizzata. 

Ecco perché  lui ha sparato a zero, nei giorni scorsi. Alberto, dopo aver appreso le parole di Ciabatti da parte di Ducati (Paolo ha dichiarato che, senza Marquez, Honda non avrebbe vinto niente) ha deciso di rispondere, convinto e spietato. Mettere i puntini sulle "i" è per Puig fondamentale, specialmente basandosi sulle classifiche degli ultimi anni. Se per la Rossa fu il solo Stoner a trionfare, con la moto di Tokio i piloti giunti al vertice sono stati tanti:

Con la Honda hanno vinto in tanti corridori: Freddie Spencer, Michael Doohan, Alex Criville, Nicky Hayden, Valentino Rossi e Stoner. Per Ducati, invece, solo Casey riuscì a centrare il titolo mondiale nel 2007. Come vedete, a Marquez la Casa dell'ala dorata può aggiungere tanti nomi, tutti capaci di primeggiare in 500 e MotoGP. La differenza tra le due marche è evidente.

Non del tutto soddisfatto, Puig rincara la dose, spiegando come le strategie dell'azienda emiliana siano da rivedere. L'effort non corrisponde al guadagno, il tanto denaro non ha un riflesso decente nei risultati. Alberto pensa che il bilancio per la Rossa sia negativo e lo dice senza troppi peli sulla lingua:

A parte il campionato vinto nel 2007, in circostanze del tutto particolari, per Ducati i risultati ottenuti nella MotoGP sono scarsi. Loro spendono soldi, provano tutto e di più, invano. Lo sforzo di Borgo Panigale è consistente ma completamente sbilanciato. Stanno raccogliendo proprio poco e, se guardiamo i numeri, non hanno vinto nulla.

Evviva la schiettezza. Parole di Alberto a parte, i numeri danno conforto alle dichiarazioni appena lette. Da quando è stata istituita la classe a quattro tempi - chiamata MotoGP - la Ducati ha conquistato una affermazione singola, con Stoner, appunto. In Honda non sanno, invece, dove appoggiare i trofei, che continuano ad arrivare nel box HRC grazie a Marquez. Prima di -Marc, in tanti piloti hanno contribuito, lo spagnolo li ha ricordati elencandoli in ordine sparso.

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