NBA, blockbuster trade: Westbrook ai Rockets, Paul e scelte ai Thunder

Paul scambiato ai Thunder per arrivare a Westbrook confermando le voci di frizioni con Harden e ora Houston è di nuovo da titolo.

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Ormai abbiamo capito che fare dei pronostici o delle proiezioni di scambi nella NBA del 2019 è quanto di più complicato ci possa essere. Solamente ieri avevamo provato a disegnare delle possibili destinazioni per Russell Westbrook che potessero andare bene ai Thunder in ottica di rebuilding e solo 24 ore più tardi siamo qui a commentare una delle trade che risultavano meno probabili di tutte alla vigilia. Fortunatamente non solo noi l’avevamo accantonata, ma anche tutta una serie d’illustri columnist americani avevano sostanzialmente escluso un approdo di Westbrook a Houston, perlomeno in uno scambio con Paul.

Invece è proprio ciò che è successo, perché gli Oklahoma City Thunder hanno mandato la loro bandiera a Houston in cambio di Chris Paul, due prime scelte (2024 e 2026), più uno scambio di scelte nel 2021 e 2025. Ovviamente il primo a dare la notizia è stato il solito Adrian Wojnarowski, insostituibile news breaker NBA e questa ufficialità ha colto alla sprovvista tantissime stelle che hanno commentato nei modi più disparati sui social network.

Anche Dwyane Wade, noto amico intimo di Chris Paul, è rimasto quasi choccato dalla notizia e ha detto di tenersi per sé i commenti sino a quando non avrebbe parlato con il diretto interessato. Di certo si va a ricomporre una coppia che, assieme a Kevin Durant, aveva portato i giovanissimi Thunder alla finale NBA nel 2012, ma sette anni dopo tante cose sono cambiate, dallo status di Harden, all’età di Westbrook, fino al loro tipo di gioco e al fatto che entrambi non hanno mai trovato il compagno o la squadra giusta (per demeriti propri e non solo) per assaltare quel titolo NBA che tanto bramano. Ora hanno davvero la possibilità di inseguirlo insieme, anche se la coesistenza non sembra così automaticamente positiva.

I Rockets accolgono Westbrook

NBA: Prendere Paul perché?

Come insegna Sam Hinkie, per rifondare in maniera radicale bisogna distruggere tutto ciò che si è creato e che non ha portato risultati, in nome di un futuro roseo che permetta di ritornare a essere una contender. Nella NBA odierna non ci si può più accontentare di essere competitivi, arrivare lontano nella stagione senza mai lottare per il titolo e l’esempio sono i Raptors che sono andati all-in nella loro unica finestra possibile di un anno con Kawhi Leonard. Non a tutti riesce di vincere in così poco tempo, ma il senso di urgenza delle franchigie spinge sempre di più a puntare tutte le fiches nelle brevi finestre da contender che si creano.I Thunder, negli ultimi dieci anni, hanno mancato i playoff solo una volta, hanno raggiunto una finale, ma hanno decisamente raccolto meno di quello che ci si potesse aspettare e con una pesantissima tassa di lusso da pagare in un mercato così piccolo hanno considerato chiusa la suddetta finestra.

La chiusura dell’era Westbrook è un colpo al cuore sia per i tifosi che per Russell stesso, che ha sempre legato il suo nome a OKC e il fatto di veder arrivare Chris Paul ha lasciato dapprima più perplessi che persuasi, perché è uno dei pochi giocatori dotati di contratto peggiore a livello economico, oltre che meno forte sul campo. In sostanza una mossa non da rebuilding e non da Presti, ma non sembra essere finita qui, perché Paul potrebbe non appoggiare nemmeno le valigie a OKC, infatti i Miami Heat sembrerebbero i possibili fruitori dei suoi servizi in un’ulteriore scambio che lo coinvolga, portando così, per vie traverse, a degli asset più sensati per i Thunder.

Barba e Russ insieme

Westbrook e Harden funzionerebbe?

La telenovela dei Rockets affonda le radici a qualche tempo fa, quando dopo gli screzi tra Chris Paul e James Harden durante i playoff era uscita la notizia che i due non si sarebbero più parlati e che Harden sostanzialmente avesse rifiutato ogni confronto con Paul portando il compagno a chiedere la trade. Sembrava tutto rientrato con le distensive dichiarazioni dell’ex Clippers, ma questa trade conferma quanto di vero ci fosse nell’incrinatura del rapporto tra i due. Con Westbrook, invece, c’è sempre stato grande feeling e rispetto anche in squadre diverse e umanamente i due potranno fare una coppia sicuramente armoniosa e unita, anche se il campo potrebbe dire qualcosa di diverso.

I due hanno giocato insieme quando ancora Harden non era Harden e soprattutto era molto più spesso accoppiato a Durant rispetto a Westbrook. Al momento la carta direbbe che il tipo di gioco dei due sia difficile da incastrare: entrambi hanno bisogno di molta palla in mano per rendere con Harden molto più efficiente in isolamento rispetto a Westbrook, ma Russ (per quanto strano possa sembrare) è un migliore e più predisposto tiratore da tre in catch and shoot rispetto a Paul secondo le statistiche ufficiali. Russ rimane una stella di primissima grandezza, ma i Rockets rimarranno sempre la squadra di Harden. Difensivamente D’Antoni riuscirà a sostenere la presenza di entrambe le stelle? Chi gestirà i palloni dalla punta? E se fosse davvero Harden potrebbe anche essere una svolta per la carriera di Westbrook, in grado di fare molto più male se innescato in movimento rispetto all’isolamento. È una nuova sfida per D’Antoni…bella ma pur sempre provante.

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