Valentino Rossi non getta la spugna: "Con Galbusera usciremo dal caos"

Il Dottore sta vivendo uno dei momenti più difficile della sua carriera. Non mette in discussione il suo staff tecnico, ma da Brno in poi occorre un'inversione di rotta: "Lavoriamo per uscire dal caos".

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Non c'è mai stata prima metà di campionato peggiore per Valentino Rossi, 80 punti dopo nove gare, su cui pesano come un macigno i tre zero consecutivi al Mugello, in Catalunya e ad Assen. Neppure nel biennio Ducati aveva fatto peggio. A gravare maggiormente sull'animo del veterano della MotoGP il vedersi alle spalle del compagno di squadra Maverick Vinales, sia in pista che in classifica, con il rookie Fabio Quartararo nettamente più veloce sul giro secco e nel trovare il setting della M1 sin dal venerdì. Due podi stagionali all'attivo per il Dottore, ma con la vittoria che manca dal GP d'Olanda del 2017 e l'incognita di un futuro che si fa sempre più stringente.

Dopo l'amaro ottavo posto del Sachsenring si fanno più insistenti le voci di un possibile ritiro anticipato, ma dal suo staff lasciano intendere che Valentino Rossi proseguirà fino a termine di contratto. Potrebbe essere l'ultimo della carriera se non arriveranno nuovi stimoli dalla Yamaha, dopo di che potrà dedicarsi alle competizioni sulle quattro ruote. Il primo banco di prova sarà il test di Brno del 4 agosto. Al termine dell'ultimo Gran Premio il 40enne pilota aveva lasciato intendere che non ci saranno grandi novità da parte della casa di Iwata. Ma una smentita è arrivata dal team manager Maio Meregalli, assicurando che il prototipo 2020 debutterà nel test del 5 agosto e successivamente a Misano.

Il team ha chiesto al suo esperto pilota di lavorare insieme per trovare il giusto setting sin dal primo giorno di prove libere. Se possono riuscirci Vinales, Quartararo e anche Morbidelli, non ha alibi in questo senso. L'accesso diretto alla Q2 deve essere un obbligo per evitare di partire dalle retrovie e ritrovarsi coinvolto negli incidenti che spesso coinvolgono il gruppone. Secondo punto da chiarire, perché Maverick e Quartararo riescono ad avere un ritmo gara migliore? Una risposta che attende risposte e mette sulla graticola lo staff del box VR46. Ma Valentino Rossi ha già messo in chiaro: Silvano Galbusera e gli altri tecnici intorno a lui non si toccano.

Valentino Rossi pilota MotoGP
Valentino Rossi al Sachsenring

Valentino Rossi: "Non mi arrenderò"

La situazione si fa certamente pesante per il campione di Tavullia. L'opinione sportiva punta il dito sulla sua età, sul fatto di non poter tenere il passo dei più giovani e agguerriti piloti del calibro di Marquez, Vinales, Rins e Quartararo. Di questo passo alla fine del 2020 potrebbe definitivamente appendere il casco al chiodo,.

Certo che non mi piace questa situazione. Ma ho avuto periodi di debolezza simili nella mia carriera e sono sempre stato in grado di vincere nuovamente le gare. Ho vinto 89 GP nella classe regina. Quando ricordo questi risultati, penso che non sono un pilota così cattivo. Non è un peccato se le 89 vittorie si fermano qui. Ma non mi arrenderò. Non si può negare che sono vecchio. Ma ero già vecchio nel 2018 e lo scorso aprile quando ho quasi vinto in Texas.

Cosa è cambiato negli ultimi dodici mesi? Di certo non sono calate le motivazioni, ma Vinales pare abbia trovato nuovi stimoli sostituendo il capotecnico Ramon Forcada (ora al fianco di Franco Morbidelli) con Esteban Garcia

Non sto programmando alcun cambiamento. Mi sento bene con il mio team di ingegneri. Lavoriamo diligentemente. Siamo stati con Silvano per sei anni, ma abbiamo bisogno di lavorare con lui per trovare una via d'uscita dal caos.

Ma come spiegare, allora, le prestazioni di Vinales e Quartararo? E come bisognerà lavorare al ritorno dalla pausa estiva (in questi giorni Valentino Rossi è ad Ibiza)?

Non posso andare in moto come ho fatto l'anno scorso. La moto di quest'anno ha bisogno di impostazioni diverse ed è più difficile per me e Franco [Morbidelli] usare queste impostazioni. Dobbiamo trovare la strada giusta, perché se durante la gara Al Sachsenring ero veloce come l'anno scorso, ma gli altri ragazzi giravano 20 secondi più veloci, penserei che sia finita. Ma io ero più lento di 20 secondi rispetto all'anno scorso. Mi sento bene, sono motivato, ma non ho il "tocco" con la moto.

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