Tour de France, Ciccone maglia gialla: impresa in salita, ora è leader

Sulle prime salite francesi, l’abruzzese fa un capolavoro: va in fuga, si arrende al belga Teuns, ma per appena 6’’ spodesta dalla vetta Alaphilippe.

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Tutto come da programma più una sorpresa. La prima salita vera del Tour de France incorona Teuns, fa vestire di maglia Giulio Ciccone e conferma Geraint Thomas come favorito alla vittoria finale. Emozioni a non finire sull’arrivo a La Planche des Belles Filles. L’impresa dell’abruzzese della Trek-Segafredo parte da lontano con una fuga: al traguardo è secondo, ma poco importa. Il primo della classifica generale è lui.

Un italiano torna a vestire la maglia gialla al Tour due anni dopo quella di Fabio Aru. A proposito: il banco di prova delle prime rampe mette il sardo e Vincenzo Nibali (che perde 51'') subito fuori dai giochi. Chiaro, non c’erano molte aspettative, ma era lecito crederci visto il carattere dei due corridori.

Ciccone in giallo per appena 6’’. Questo sembra davvero il suo anno: al Giro d’Italia si è portato a casa la maglia di miglior scalatore, un'impresa sancita con la vittoria della tappa del Mortirolo. Ora è leader della corsa più famosa al mondo: il traguardo più bello per un ragazzo di 24 anni professionista dal 2016 operato due volte al cuore.

Tour de France, Ciccone in azione con Teuns
Tour de France, Ciccone in azione: Teuns davanti nel finale

Tour de France, l’impresa di Ciccone: attaccante nato ora in maglia gialla

Applausi per Giulio Ciccone, al Tour de France c’è un italiano in maglia gialla. E che corridore: 24 anni di Chieti, professionista da tre. Oggi festeggia l’arrivo più bello, quello che dopo una fuga sulle montagne francesi gli regala per appena 6’’ la casacca da leader. Si arrende Alaphilippe, un francesino niente male che sulle prime salite della Grand Boucle saluta subito il drappo da leader.

Planche des Belles Filles è stato l’apice di una tappa lunga 170 km con sette Gpm e un muro finale al 24% che di solito è una pista da sci. Solo Teuns, più brillante sulla rampa, riesce a beffarlo e prendersi la vittoria. Il sorriso dell’abruzzese però c’è comunque: ha raschiato il barile, con le ultime forze si è andato a prendere una maglia inaspettata, per questo ancora più bella. Quassù già Nibali e Aru avevano trionfato, rispettivamente nel 2014 e nel 2017. Dopo due anni sventola di nuovo il tricolore.

Possibilità 

E adesso? Viene il bello. Le responsabilità raddoppiano anche per la Trek-Segafredo, la squadra di Ciccone, che dovrà aiutare a difendere con i denti la maglia dello scalatore abruzzese. 

È stato ancora più bello. A un certo punto pensavo solo alla tappa. Non sono riuscito a vincerla, ero arrabbiato dopo l'arrivo.

Le dichiarazioni a freddo ai microfoni della Rai. Domani la settima tappa, da Belfort a Chalon-sur-Saône di 230 km, adatta ai velocisti. Sarà una giornata con il vento in faccia tutta da godere vestito di giallo. Attenzione alla frazione di sabato, Mâcon – Saint-Étienne, molto movimentata. Servirà un’altra impresa per restare leader di questo Tour de France che promette altre sorprese.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.