NBA: fine di un’era, gli scenari di Westbrook lontano dai Thunder

Dopo la dipartita di George i Thunder rifondano e sembra sempre più imminente la cessione di Westbrook.

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Nel 2019 bisogna aver chiaro un semplice ma ancora non sempre focalizzato concetto: l’NBA è la lega dei giocatori. Non ci sono più dubbi su chi abbia in mano il potere per fare sostanzialmente ciò che vuole. Ovviamente non parliamo di tutti, ma quei 10, forse 15-20, migliori giocatori in assoluto che possono fare letteralmente ciò che vogliono dei loro obiettivi sono in grado di forzare una trade grazie anche a degli agenti che ormai lavorano su sottili confini tra potere e abuso.

L’esempio di Paul George è solamente l’ultimo in ordine di tempo ed è stata una notizia che ha lasciato sorpresi molti. Nella scorsa offseason aveva firmato un prolungamento contrattuale di quattro anni con i Thunder dando l’idea di volersi legare a Russell Westbrook e all’organizzazione per lungo periodo, ma solamente 12 mesi dopo, a seguito di una chiacchierata con Kawhi Leonard, si è presentato da Presti chiedendo e fisiologicamente ottenendo di essere mandato a casa sua ai Clippers. In pochi giorni è cambiata la geografia della NBA per l’ennesima volta, così come quella dei Thunder e di Russell Westbrook che si è trovato solo, un’altra volta.

L’unica differenza arriva dalla posizione della società che, a quanto pare, avrebbe cercato un scambio inserendolo assieme a George con i Raptors, poi rifiutato e ora sarebbe alla ricerca di fruitori per i suoi servizi. Ci sarebbe probabilmente la fila fuori dall’ufficio di Presti se il contratto di Russ non chiamasse 170 milioni per altri quattro anni. Per la prima, però, volta il front office è disposto ad ascoltare offerte per una delle poche bandiere rimaste nella lega e dopo 12 stagioni, l’impressione è che la sua carriera a OKC sia vicina al termine.

Thunder e Westbrook al bivio

NBA: Quale il destino di Westbrook?

Poco prima della trade che ha portato Danilo Gallinari e Shai Gilgeous-Alexander ai Thunder, pare che Presti avesse formulato l’offerta estrema ai Raptors per Siakam e una nidiata di scelte. Questo ha aperto così mille discussioni sul futuro di Westbrook, volto e cuore di questa franchigia da quando è arrivata a OKC. I Thunder sono Russell Westbrook, pensavano di essere Russell Westbrook fin quando il numero #0 sarebbe stato in NBA, invece ora sembra che il futuro delle due parti possa dividersi. Russ è sempre stato ispirazione e motivo d’attrattiva per free agent e giocatori di livello. Paul George aveva rifirmato per il suo rapporto con lui, Oladipo ha sempre detto di essere diventato il giocatore che è grazie all’esempio avuto dall’ex compagno e come lui altri.

Non c’è dubbio che sia sempre un stato un giocatore in grado di dividere, del quale si notano molto di più gli errori (a volte fragorosi) piuttosto l’incredibile impatto che ha sulle partite e il fatto che abbia chiuso tre stagioni in tripla doppia di media. È difficile risultare indifferente a lui: o si ama o si odia e a OKC c’è un solo sentimento di affetto profondo. È sempre stato un giocatore d’altri tempi, che va in campo non per farsi degli amici ma per competere e che poi nelle mura dello spogliatoio è il miglior compagno possibile. Ha firmato quello che sembrava essere un vitalizio con Sam Presti e per questo motivo ora voltare pagina definitivamente da lui e da tutto il passato che ha annoverato James Harden e Kevin Durant tra gli altri è molto difficile.

Quali scenari possibili?

Gli unici scenari possibili di una trade per Westbrook sono relativi a possibili assets in cambio sotto forma di giocatori di buon valore in scadenza oppure scelte (possibilmente prime). Per questo sembra quasi da escludere uno scenario che possa coinvolgere i Timberwolves che darebbero in cambio Andrew Wiggins e il suo importante contratto o addirittura Chris Paul in ottica scambio con i Rockets. Hanno molto più cognizione di causa invece le trattative con Miami, Detroit ed eventualmente Phoenix.

I Pistons offrirebbero il cavallo di ritorno Reggie Jackson, mentre gli Heat Goran Dragic, entrambi giocatori che potrebbero far gola in sede di trade deadline portando a ulteriori prime scelte per squadre che puntano al titolo, oppure semplicemente liberare spazio al termine della stagione assieme a Danilo Gallinari. Leggermente diverso lo scambio con Phoenix che potrebbe portare Tyler Johnson, Kelly Oubre appena rinnovato e una prima 2022. Oubre diventerebbe sicuramente un ottimo valore istantaneo, con Johnson e Baynes che scadrebbero a fine anno ma sicuramente farebbero meno gola in ottica deadline e accumulo di ulteriori scelte. Le trade possibili sono poche e potrebbero anche non arrivare prima dell’inizio della stagione, ma l’impressione è che (a meno di arrivi difficili da prevedere) Russ difficilmente terminerà la stagione in magli Thunder.

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