Formula 1, Hamilton: "Paragone con Verstappen? Non mi serve..."

Il campione della Mercedes in conferenza stampa risponde alla provocazione di Horner e parla delle sue motivazioni per Silverstone.

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Arriva il GP di Gran Bretagna e, ovviamente, il pilota più atteso è Lewis Hamilton. Per il cinque volte campione del mondo di Formula 1 si tratta della gara di casa e lui ci tiene a ben figurare sempre di fronte al suo pubblico. Dunque, ci attendiamo di vederlo nuovamente davanti dopo una gara in Austria un po' anonima per i suoi standard abituali.

Per il driver della Mercedes vincere a Silverstone sarebbe importante per allungare nuovamente in classifica e anche per diventare il più vincente di sempre nel gran premio britannico. Attualmente è a quota cinque successi assieme a due leggende come Jim Clarke ed Alain Prost. Normale che voglia prendersi il record assoluto di vittorie.

Ci saranno tanti tifosi a sostenerlo, anche la sua famiglia. Sarà un fine settimana speciale per lui. Ovviamente non mancherà chi vorrà mettergli i bastoni tra le ruote. A partire dal compagno di squadra Valtteri Bottas, che lo insegue a 31 punti nella classifica. Ma anche i rivali di Ferrari e Red Bull cercheranno di insidiarlo.

Hamilton, Ricciardo, Giovinazzi, Norris e Russell in conferenza stampa piloti Formula 1 a Silverstone
Bella conferenza stampa piloti oggi a Silverstone, ovviamente Hamilton principale protagonista.

Formula 1, GP Silverstone 2019: Hamilton in conferenza stampa

Oggi a Silverstone consueta conferenza stampa piloti alla vigilia della prima giornata di prove libere di Formula 1. Presente anche Hamilton, al quale è stato chiesto innanzitutto del rinnovo del contratto del circuito fino al 2024 e in generale delle sue sensazioni per questo GP.

Il calendario della Formula 1 non può esistere senza la casa del motorsport - ha affermato -, che è il GP di Gran Bretagna. Venire qui è un privilegio, questo gran premio è il più speciale dell'anno. Ci sono tante persone che vengono a vederci, sarà uno spettacolo e c'è sempre pressione. Spero che ci sarà una bella battaglia, penso che avremo un'opportunità migliore rispetto all'Austria. Se ci sarò nel 2024? Vedremo, manca tempo. Non dovessi esserci come pilota, sarò presente a Silverstone con un altro ruolo.

Il Gran Premio d'Austria non è stato positivo per la Mercedes, che non era una monoposto da podio. Bottas ha chiuso terzo, ma solo grazie all'errore della Ferrari nel pit-stop di Sebastian Vettel. Un weekend non entusiasmante, ma Lewis conta di riscattarsi in Inghilterra dopo il quinto posto di Spielberg.

Non siamo preoccupati - ammette - e non approcciamo mai i weekend con negatività. Sappiamo che sia Ferrari che Red Bull hanno fatto grossi progressi. Ci aspettiamo di essere tutti molto vicini qui. L'anno scorso a Silverstone la Ferrari è stata già molto veloce. Record di vittorie? Non guardo tanto queste cose, non mi dà motivazione ulteriore. A Silverstone siamo stati sempre forti e vogliamo esserlo anche in questo weekend. Dobbiamo essere concentrati.

Chris Horner, team manager della Red Bull, ha affermato che Max Verstappen è il pilota più forte della Formula 1 e che Hamilton è davanti perché dispone della monoposto migliore. Non ha negato il fatto che Lewis sia tuttora velocissimo, però ritiene che l'olandese abbia qualcosa di più. 

Non mi paragono a nessuno - ha replicato il campione in carica -, non ho bisogno di farlo. Non ho una risposta, a volte qualcuno ha bisogno di attirare l'attenzione. Lui sta facendo un lavoro fantastico e sarà interessante vedere cosa farà in futuro.

Lewis Hamilton e Max Verstappen sul podio Formula 1
Hamilton e Verstappen tra i maggiori talenti della Formula 1 odierna, uno campione affermato e l'altro giovane ambizioso

F1, i modelli di Hamilton e il rapporto coi tecnici

Sempre oggi, La Gazzetta dello Sport ha pubblicato un'intervista fatta proprio con Hamilton. Una domanda interessante riguardava le percentuali di talento, di lavoro e di intelligenza tattica presenti in lui. Bella la sua risposta.

Per me il talento contiene l'intelligenza tattica - ha spiegato -. Poi, se ne hai molto, puoi decidere di lavorare poco o tanto. Senna e Schumacher avevano una grande etica del lavoro ed è il motivo per cui hanno conquistato tanto successo. Io punto a quel tipo di atteggiamento. Non so tradurlo in percentuale, ma in F.1 ho scoperto che, anche vincendo, dovevo lavorare molto. La gente pensa non serva, invece il talento non basta.

Il campione della Mercedes prende ispirazione da leggende come Ayrton Senna e Michael Schumacher, due che avevano un enorme talento ma che al tempo stesso lavoravano costantemente per migliorarsi. Avere doti naturali non è sufficiente per conquistare il successo, bisogna ambire a migliorarsi continuamente. Hamilton è un grande lavoratore e con i suoi tecnici ha un confronto importante per riuscire a progredire. 

Li sfido ogni giorno - racconta -. In McLaren era difficile. C'erano cose che volevo, sapevo avrebbero funzionato. Ma all'inizio in squadra c'era Alonso, un due volte campione del mondo, e seguivano lui. Poi sono sempre stato percepito come un pilota giovane. Quando sono arrivato in Mercedes, invece, mi hanno ascoltato tanto. Di sicuro non li ho mai portati sulla strada sbagliata...

Il 34enne pilota britannico non è solamente uno al quale affidare una monoposto veloce che poi lui saprà portare alla vittoria. Lui sa anche incidere nel processo di sviluppo della macchina stessa con i suoi suggerimenti. Nella crescita della Mercedes i suoi consigli sono stati sicuramente utili e i risultati parlano da soli.

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