Torino, AAA stadio cercasi per il 25 luglio: c'è l'Europa League

Il Grande Torino non sarà disponibile fino al 1° agosto e il club ha incassato il no all'inversione di campo. Alessandria o Udine le possibili soluzioni nel cassetto.

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Centrare l'Europa, sia pure dalla... porta di servizio, e non avere lo stadio per ospitare l'esordio. Questa è in sintesi la situazione nella quale si trova il Torino di Urbano Cairo, a causa dell'indisponibilità della propria struttura, l'Olimpico Grande Torino, che tornerà utilizzabile soltanto a partire dal prossimo 1° agosto.

È estate, tempo di concerti e anche se sono sempre meno gli artisti che, a rischio flop, puntano a esibirsi negli stadi, nel giro di due settimane sono stati programmati due eventi nella struttura granata: il 2 luglio è stata la volta di Ligabue che ci ha portato il suo Start Tour 2019, mentre mercoledì 17 sarà la volta di Stadi 2019, un nome un programma, la tournée nella penisola di Laura Pausini e Biagio Antonacci.

Ma l'erba di un campo da gioco è materiale delicato che mal si concilia con il calpestio degli appassionati del Liga e col passaggio dei mezzi di carico e scarico, tanto più al termine di una lunga stagione calcistica. Ecco, dunque, che subito dopo l'esibizione di Laura e Biagio sono da tempo in programma i lavori di rizollatura del prato in vista della prossima stagione. Saranno completati a tempo di record, ma non prima della fine di luglio: lo stadio tornerà fruibile a partire dal 1° agosto.

Torino stadio
Torino: il club deve scegliere un altro stadio per l'esordio europeo

Torino in cerca di uno stadio per l'Europa League

Ma l'esclusione del Milan dall'Europa League decisa dall'Uefa - causa mancato rispetto prolungato del FPF - oltre alla gioia per il ritorno al calcio continentale, ha scaricato sulla scrivania del Torino anche una piccola grana: l'incrocio col Debreceni o col Kukesi prevede infatti l'andata in casa il 25 luglio e il ritorno in trasferta il 1° agosto. Impossibile accelerare i lavori di rizollatura, i granata hanno tentato la via dell'inversione di campo, subito rispedita al mittente da entrambe le possibili rivali. Nessuno sgarbo, per carità, ma né ungheresi né albanesi intendono, comprensibilmente, rinunciare al piccolo vantaggio di giocare il secondo match fra le mura amiche.

Ecco, dunque, che al Toro non è rimasto che cercare una casa provvisoria per l'Europa, una soluzione a tempo che gli consenta di disputare questo turno preliminare di Europa League, per poi tornare al Grande Torino. I tifosi granata hanno fame di calcio europeo - cinque anni fa col Brommapojkarna erano stati quasi 25 mila gli spettatori sugli spalti - ma il Piemonte non brilla certo per impianti degni dell'Europa League. Scartato lo stadio di Novara, che ha 18mila posti ma erba sintetica, il dilemma è scegliere fra una struttura piccola ma vicina e comoda da raggiungere per i tifosi - il Moccagatta di Alessandria, approvato dall'Uefa ma solo per 4.500 posti sui 6mila totali - o una più di livello ma decisamente più lontana, come la Dacia Arena di Udine. A breve la scelta.

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