SBK, il pagellone di Donington: riecco Rea, il Re del mondiale

Con la tripletta centrata in Inghilterra, Johnny prende il comando della classifica, grazie ad una Kawasaki competitiva con tutti i suoi piloti. Bautista ancora da rivedere, negativo il bilancio Yamaha.

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La pista di Donington Park aprì ufficialmente la storia della SBK. Era il 1988, quando in Inghilterra vide la luce il primo mondiale interamente dedicato alle moto derivate di serie. Sono passati tanti anni, ma il pubblico britannico è ancora appassionato e caloroso nei confronti della serie. Dalla loro parte, i fan di Oltremanica possono contare su una cultura particolare, attaccamento alle tradizioni e piloti rappresentativi, sempre e comunque al top.

Jonathan Rea è il perfetto esempio di rider britannico. Veloce, concreto, determinato. Uno che non si arrende mai, nonostante tutto. Il nordirlandese ha dominato il round di casa, recuperando punti su Bautista. Non contento, il numero 1 della Kawasaki ha superato Alvaro, per andare a comandare la classifica generale. Se pensiamo all'inizio della stagione, alle tante delusioni e sconfitte mandate giù da Johnny, tutto ciò è incredibile. Ma non per uno come lui, promosso a pieni voti, grazie a doti non comuni, sia in sella che mentali.

"Bau Bau" non azzanna più. Non possiamo promuovere lo spagnolo, però, neppure bocciarlo definitivamente. Diciamo che l'appello di Laguna Seca sia molto importante per il ducatista, aggrappato con le unghie al rivale. Un terzo posto su tre partenze non è granché, specialmente ricordando il dominio esibito al debutto. A Donington, Bautista ha limitato i danni, su una Panigale V4 R non perfetta. Non hanno raccolto molto i piloti Yamaha, che lasciano il Regno Unito senza un podio in cinque portacolori. Le R1 M non sono al livello delle Ninja ZX-10RR, ora le moto più in forma della SBK.

Prima di Donington, Bautista comandava la classifica SBK, ora è secondo
Bautista e la Panigale V4 R SBK

SBK, Donington Park: le pagelle

Jonathan Rea e Ninja ZX-10RR - Promossi

Quali altre parole altisonanti aggiungere ai già tanti positivi commenti spesi su Rea? Al posto suo, ad inizio stagione qualsiasi piloti avrebbe gettato la spugna. Molti - blasonati - colleghi, dopo averle prese a raffica e con determinata modalità da Bautista, sarebbero addirittura caduti in depressione. Ma Jonathan è un duro, lui arriva dall'Irlanda del Nord, paese con un presente sempre "borderline" dal punto di vista sociale e politico.

Al limite sa vivere pure Rea, che guida la Ninja ufficiale rinata, dopo le difficoltà iniziali. Si diceva che la Kawasaki fosse una moto vetusta e prossima alla pensione, non in grado di contrastare la furia Rossa, chiamata Panigale V4 R. Se la Ducati riesce - non a Donington - ad essere competitiva con il solo Alvaro,  notiamo come la quattro cilindri di Akashi si stia adattando a diverse mani e stili.

In Inghilterra il Cannibale ha mangiato il menù completo, costituito dalle tre gare in programma. Semplicemente superiore, il campione si è ri-preso la vetta del mondiale, che tanto ama, assente dal Qatar dello scorso anno. Proprio di fronte al pubblico amico. Le verdone hanno concluso a podio, grazie alle belle prove di Razgatlioglu e Haslam, non al livello del vincitore, ma nemmeno poi così distanti. Però, Rea è la marcia in più del team Provec e la moto giapponese è tornata il riferimento delle derivate. Bravo il cavaliere, su una sella comoda e ben assettata. Johnny be good e verdona. PROMOSSI

Ottimi risultati in SBK per il turco Razgatloglu su Kawasaki
Razgatlioglu, rivelazione SBK del team Puccetti

Alvaro Bautista e Ducati - Rimandati

Le buche e gli avvallamenti di Donington erano indigesti allo spagnolo, che mancava su quella pista dai tempi della dueemmezzo da Gran Premio. Ritornato venerdì, Bautista si è subito accorto che la vita - lassù - per lui sarebbe stata dura. Difficile acquisire un ritmo decente, quasi impossibile domare la sua Panigale V4 R, imbizzarrita in accelerazione, goffa nei cambi di piega, timida nel mutare delle condizioni meteo.

Il binomio imbattibile di fine anno, non è più tale. Per giunta, ora Alvaro non guida più la graduatoria piloti, ad appannaggio di Rea con la Ninja. Tutto è ancora da decidere, mancano tanti round, però, l'inerzia non pende a favore dello spagnolo. Tra pochi giorni si correrà a Laguna Seca, un altro circuito che il numero 19 non frequenta da anni. In California vedremo se "Bau Bau" sarà in grado di mordere ancora, prima della pausa di agosto. Se non ci riuscirà, la ripresa di settembre sarà ancor più ardua per Bautista e per le Ducati, che proprio non vanno sotto al sedere di Davies e Rinaldi. RIMANDATI

La stagione SBK di Davies non decolla
Chaz Davies non ha brillato nemmeno a Donington, sua gara di casa in SBK

Yamaha e piloti su R1 - Bocciati

Le Yamaha erano molto attese a Donington. I lunghi curvoni inglesi - stando alle previsioni e seguendo le teorie tecniche - avrebbero dovuto favorire le doti telaistiche della moto di Iwata che, invece, non ha espresso il massimo potenziale disponibile. Anzi, scriviamola meglio: se quello visto era il massimo potenziale disponibile, proprio non ci siamo. Attesa come seconda forza in campo, la folta compagine blu ha disatteso le aspettative.

Non poteva fare miracoli Van Der Mark, perché l'olandese arrivava da infortunio ed intervento chirurgico post Misano. Cortese sta "imparando" i trucchi della Superbike e gli manca esperienza. Baz corre da poco con Ten Kate (ma si è ben difeso), quindi non ha pressioni o grosse richieste. Davvero male Melandri e Lowes, meritevoli di bocciatura. Marco ha gareggiato decine di volte  a Donington, e vederlo tra gli ultimi è stato deprimente. Alex si esibiva di fronte al pubblico amico, non ha cavato un ragno dal buco. BOCCIATI

Loris Baz impegnato con la Yamaha SBK su pista allagata
La pioggia ha bagnato la SBK ma Baz se l'è ben cavata a Donington Park

L'errore e lo spavento dei commissari di pista

Solitamente bravi, attenti e professionali, quasi mai pagati o ringraziati, i commissari di percorso stavolta hanno sbagliato. Vi spieghiamo il motivo. Durante la gara sprint, la BMW di Peter Hickman si rompe, versando grandi quantità di olio nella staccata in discesa, il Melbourne Hairpin. Innanzitutto, vedendo la moto fumare, i commissari avrebbero dovuto sospettare perdite di liquido. Non ci è parso se ne siano accorti.

Giunti in frenata ed inconsapevoli del pericolo, altri piloti sono finiti a terra, in un incidente pazzesco. Si è sfiorato il dramma, ma non è finita: la Race Direction ha sospeso la corsa, ma gli stessi commissari non hanno segnalato a Rea, Sykes e compagnia bella la presenza di olio dopo lo scollinamento, nel giro di rientro ai box. Tom è caduto, distruggendo la S 1000RR. Podio perso per lui e grande spavento rimediato dallo staff arancione, intento a scappare nelle vie di fuga, per non essere investiti dalle moto rotolanti.

Commissari preparati ed attenti nelle gare SBK mondiali
Con freddo e pioggia, i commissari di pista della SBK sono sempre presenti

Da Oltremanica ad Oltreoceano, senza respiro alcuno from UK to USA

Terminato lo show di Donington, è già tempo di ripartenze. Destinazione, San Francisco, USA. Il circuito di Laguna Seca è situato nei pressi di Carmel, non distante da Monterey, casa del mito Wayne Rainey, tre volte campione con la Yamaha 500 ed attuale presidente MotoAmerica. Per raggiungere il posto, ecco cosa dovranno fare i piloti, prendendo in esempio un viaggio "medio".

Il primo step consiste nel lasciare la pista di Donington Park, in auto o con un taxi, per poi arrivare al più vicino aeroporto. In questo caso, dovendo cambiare continente, è consigliabile Heathrow di Londra, che non è propriamente vicinissimo. Poco male, si guida nelle campagne inglesi e tutto passa. Check-in e via, verso gli Stati Uniti. Con un aereo di prima classe e diretto, il tempo necessario per tagliare l'Oceano Atlantico e territorio a stelle e strisce è di circa 11 ore. Dopo l'atterraggio a SF, un altro allungo verso Salinas, sempre in macchina con ulteriori quattro ore di spostamento.

Alcuni addetti ai lavori preferiscono optare per la soluzione B, quella che parte da Birmingham, fa scalo a Chicago e riprende per la California. Come per il viaggio descritto prima, le auto a noleggio ed i taxi non dovranno mancare. Da considerare anche il fuso orario differente, al quale ci si deve adattare subito. Anche se si scende in pista di venerdì, il paddock e le foto di rito devono essere pronte il giorno prima con annesse attività promozionali.  La SBK è anche tutto questo.

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