NBA: Leonard-George ai Clippers, i Lakers veterani, Russ via da OKC?

Leonard e George faranno coppia ai Clippers, i Lakers rispondono con Cousins e Danny Green, gli Spurs si muovono nell'ombra.

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L’NBA recente ha vissuto più scossoni di mercato in questa stagione rispetto a gran parte del resto dell storia, anche se ci limitiamo dai tempi di Jordan a oggi. La differenza rispetto agli anni novanta è la voglia delle stelle di essere bandiere della propria franchigia e ora rischia di crollare anche una delle ultime rimaste con Russell Westbrook che avrebbe chiesto la trade ai Thunder dopo essere stato inserito in un pacchetto con i Raptors e aver perso Paul George.

PG, dopo aver rinnovato con OKC la scorsa estate, sembrava essere la spalla vera di Westbrook per provare a ritornare in finale, ma ieri mattina è stato scambiato ai Clippers a seguito della richiesta di Leonard di giocare con lui a Los Angeles. In sostanza Leonard pone George come condizione necessaria per andare ai Clippers, George parlando con Leonard chiede la trade ai Thunder e i Clips mandano Gallinari, quattro prime scelte non protette, due protette e Alexander a OKC per avere la stella ex Pacers. Wojnarowski, poco dopo, fa uscire il rumor che Presti avesse proposto George e Westbrook a Toronto per Siakam e innumerevoli prime scelte, così anche Russ sembrerebbe aver chiesto la trade in un tourbillon difficile da immaginare.

Oggi è difficile pensare di trovare una semplice destinazione per Russell Westbrook, perché le squadre che avevano fatto tanto spazio salariale per la free agency lo hanno occupato con le stelle libere. Nonostante questo la percezione che l’era di Russ ai Thunder sia finita è ormai evidente, con Presti che in caso di rebuilding, però, dovrà fare molta attenzione a renderlo il più breve possibile perché un piccolo mercato come Oklahoma City senza Westbrook, Durant, Harden e George rischierebbe di diventare un serio candidato a una relocation.

Davis e Cousins di nuovo insieme a L.A.

NBA: i nuovi-vecchi Lakers

I primi delusi dai movimenti del sabato sono stati i Los Angeles Lakers, che con Leonard sarebbero stati quasi sicuri di creare una nuova dinastia NBA, ma che ora hanno dovuto semplicemente puntellare in modo più equo il proprio roster da affiancare alla coppia Davis-James. La conferma di Rajon Rondo in playmaker mantiene il condottiero e sostanzialmente mette il primo tassello per una ricostruzione che sa di dejavu verso i New Orleans Pelicans di due anni fa. Anthony Davis c’è, Rondo c’è e nella giornata di ieri è arrivato anche DeMarcus Cousins con un annuale da 3.5 milioni, dopo che in molti pensavano non avesse più mercato.

Tre quinti di quei Pelicans sono questi, oltre ovviamente a LeBron James e se il terzetto aveva reso già molto bene nella Big Easy, c’è da pensare che possa ripetersi anche con qualche anno in più e soprattutto con Danny Green a chiudere il quintetto. L’ex Spurs e Raptors ha inchiostrato un biennale da 30 milioni dopo la scelta di Kawhi Leonard di andare ai Clippers e si potrebbe dimostrare un importantissimo veterano/role player per le aspirazioni gialloviola. A chiudere il mercato c’è stata anche la conferma di Alex Caruso con un biennale da 5.5 milioni.

Rifiutati i Lakers, Morris sceglie San Antonio

Le altre mosse di Spurs, Wizards e Grizzlies

I più attivi, oltre alle solite note, nella free agency NBA di ieri sono stati i San Antonio Spurs che dapprima hanno ristrutturato l’accordo con DeMarre Carroll facendolo passare da un triennale da 13 milioni a uno da 21, poi mandando Davis Bertans a Washington per creare spazio e infine firmando con un biennale da 20 milioni Marcus Morris che aveva poco prima rifiutato un’offerta dei Los Angeles Lakers.

Per chiudere la giornata di follia NBA, i Memphis Grizzlies hanno fatto spazio salariale cedendo ai Washington Wizards CJ Miles e ricevendo in cambio Dwight Howard che qualche giorno prima aveva garantito di essere in forma e pronto per tornare a giocare ai suoi livelli. C’è da pensare che i movimenti estivi non siano ancora finiti, ma è già stata sino a oggi una estate torrida nella Lega.

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