Inter, l'intervista di Marotta: "Questo è l'anno zero, Conte garanzia"

L'amministratore delegato nerazzurro si racconta a SkySport: "Vogliamo rimanere stabilmente in Champions e migliorare la nostra posizione di classifica in Serie A".

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Con l'anticipazione mandata in onda nella giornata di ieri, si è vista una parte dell'intervista rilasciata dall'ad dell'Inter Beppe Marotta ai microfoni del direttore di SkySport, Federico Ferri. In quelle poche battute, il dirigente nerazzurro ha toccato i temi più caldi del momento, confermando ciò che era nell'aria da tempo riguardo il futuro di Mauro Icardi e Radja Nainggolan:

Abbiamo già parlato con i diretti interessati, abbiamo spiegato loro la presa di posizione della società. Sia Icardi sia Nainggolan non rientrano nel progetto tecnico. Sono entrambi ottimi giocatori e ottimi talenti. Ma chiaramente il talento da solo fa vincere le partite, ma è la squadra che fa vincere un campionato e raggiungere l’obiettivo che ognuno ha prefisso. Di conseguenza non rientrano nel nostro progetto, con la trasparenza e il rispetto che è loro dovuto.

Come ha sottolineato successivamente Marotta, ciò non significa che i due debbano essere svenduti o che possano permettersi di non rispondere alla convocazione del club:

Una cosa è affermare che il giocatore è sul mercato, e questo lo abbiamo detto, una cosa è rispettare quelli che sono poi gli aspetti contrattuali, un accordo collettivo che prevede comunque che il calciatore debba prendere parte agli allenamenti, quindi debba essere allenato. Noi non vogliamo assolutamente venir meno ai nostri doveri. Poi ci sono anche dei diritti, come quello dell’allenatore di scegliere la formazione da mettere in campo.

Beppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter
L'amministratore delegato dell'Inter, Beppe Marotta

Inter, l'intervista completa di Marotta a SkySport

Queste anticipazioni hanno inevitabilmente alimentato l'interesse di questa intervista realizzata nella nuova sede dell'Inter. Beppe Marotta si è comportato da padrone di casa, mettendo ben in mostra tutti i trofei nerazzurri:

Sono molto orgoglioso - spiega Marotta - di far parte di questo progetto che coinvolge Suning come modello vincente, la famiglia Zhang, la storia dell'Inter e i valori rappresentati in questi trofei e che hanno condizionato le scelte degli uomini. cultura del lavoro, della vittoria e del senso di appartenenza.

Si può considerare l'anno zero dell'Inter?

Direi di sì, un punto di partenza. La società si è distinta per dare un'identità precisa, stabilità finanziaria ed economica. È uscita dal Settlement Agreement e ora inizia un percorso che ci permetterà di alzare l'asticella verso traguardi più ambiziosi.

Come si lavora nel gruppo Suning e con un presidente come Zhang?

Modello vincente nell'imprenditoria mondiale, quindi anche i valori che ha portato li ha trasmessi nell'Inter. Soprattutto con la presenza di Zhang, un giovane presidente che ha dalla sua un'educazione, valori e passione che lo portano a identificarsi come punto di riferimento per tutti noi, con l'umiltà che lo contraddistingue e che ci sta permettendo, lavorando insieme, di raggiungere obiettivi importanti.

Come è nata l'idea di scegliere Conte?

L'idea nata nell'ottica di trovare un profilo che avesse i valori citati prima e aiutasse la società a crescere ulteriormente. E devo dire che siamo orgogliosi di questa scelta.

D'accordo con il ridimensionamento del concetto di "pazza Inter"?

Dico che l'obiettivo principale è trovare continuità e stabilità.

Rapporto con Antonio Conte, come l'ha ritrovato?

L'ho trovato come prima, nel senso che le caratteristiche sono invariate. Grande motivatore, non solo nei confronti della squadra ma anche della società. Lui cura i minimi particolari e così si raggiungono traguardi importanti. Accanto a lui possiamo tutti crescere insieme.

Inter, il nuovo allenatore Antonio Conte
Il nuovo allenatore dell'Inter, Antonio Conte

C'è un metodo Marotta?

Non è un metodo Marotta, ma un metodo da utilizzare in tutte le comunità. Quindi avere regole precise, con diritti ma anche doveri che devono essere rispettati.

C'è però un metodo Marotta nella gestione economica del club.

Sono convinto che valga sempre l'equazione che non vince sempre chi spende di più. Il compito del management di una società è porsi degli obiettivi: noi vogliamo partecipare sempre alla Champions League, migliorare le nostre prestazioni in campionato, visto che siamo arrivati quarti e quindi ci sono 3 squadre che hanno fatto meglio di noi, e vincere la Coppa Italia, un trofeo importante e sicuramente alla nostra portata. Questo si raggiunge con un mix tra il costruire la squadra forte e il rispetto degli equilibri finanziari.

C'è un obiettivo minimo?

Nello sport e nel calcio in particolare non bisogna mai porsi limiti ma dare il meglio di sé. Se si riesce a dare il massimo e tutte le componenti spingono nello stesso verso senza cultura dell'alibi, penso si possa raggiungere un obiettivo straordinario per questo momento.

C'è possibilità che Icardi vada alla Juve?

Nei giorni scorsi ho appreso dai giornali di questo presunto incontro. Non ho elementi più concreti per valutare se sia vero, ma non ci sarebbe motivo di nasconderlo. Se questa o quella squadra volesse Icardi, noi saremmo a disposizione per parlarne.

Con Godin squadra ancora più muscolare per le esigenze di Conte?

Si sa che Conte ha tra i suoi pregi quello di valorizzare al massimo le risorse a disposizione. In questo c'è un aspetto agonistico che va privilegiato. Conte lo sa fare nell'ottica di farlo interpretare ai suoi giocatori. Quello che ha caratterizzato l'acquisto di giocatori magari contrastanti tra loro per caratteristiche, come Godin, Sensi o Lazaro, è quello di creare un mix tra giovani e anziani. Vogliamo uno spogliatoio che possa configurare questi valori

Dzeko e Lukaku?

Due profili interessanti e differenti per età. Non nascondo che siano due obiettivi.

E Barella?

Da parte nostra c'è convinzione e voglia di acquisirlo. Non è facile perché i diritti sportivi sono del Cagliari, che giustamente attraverso il suo presidente sceglie la valutazione che ritiene più adeguata. Stiamo negoziando, c'è volontà di portarlo all'Inter. Un ragazzo italiano in cui crediamo molto e credo che una squadra italiana debba avere uno zoccolo duro del nostro paese per conquistare grandi traguardi.

L'acquisto di giocatori italiani

Secondo me il campionato italiano ha caratteristiche di grandissima difficoltà e gli italiani le capiscono meglio degli stranieri, poi hanno un attaccamento diverso che possono trasmettere al resto della squadra. Io sono fautore di questo, l'Italia calcistica esprime grandi talenti non solo negli allenatori, ma anche nei giocatori.

Sul calcio femminile?

Uno spot bellissimo per il movimento calcistico. Il calcio è di tutti, un fenomeno di aggregazione molto importante che dobbiamo cercare di sviluppare. Un fenomeno per noi straordinario, ma abbastanza ordinario negli Stati Uniti, che nasconde valori molto importanti. Dietro una palla che corre ci sono tantissime emozioni che vengono regalate.

Olimpiadi invernali in Italia

Molto coinvolto dalle immagini di Losanna. Motivo di grandissimo orgoglio, sta a noi adesso dare un supporto cittadino formando un'Inter che torni vincente.

Rapporto con la Juventus?

Esperienza di vita importante, ma è il mio passato. Il presente e futuro è l'Inter. Sana competitività è l'essenza dello sport e del calcio. Cercherò di arrivare più in alto possibile nell'Inter.

Dove trova nuovi stimoli?

Credo sia nel DNA. Ognuno ha quell'adrenalina che ti spinge a creare sfide continue. Cerco di vincere con l'Inter, così come da ragazzino cercavo di vincere con il Varese.

Cosa è l'Inter per Marotta?

L'Inter è una storia, una società di calcio, un brand forte. Sono contento di far parte di questa società. Fare calcio significa affrontare ogni settimana un esame diverso. Come succede a scuola, quando si cade bisogna rialzarsi e guardare al futuro con grande serenità.

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