Serie A: e se gli arbitri potessero parlare? C'è l'apertura di Nicchi

Il presidente dell'AIA ha lanciato la proposta quanto meno in chiave VAR per cercare di ridurre le discussioni legate alle scelte arbitrali nelle partite di campionato.

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Il mondo corre veloce, le cose cambiano e bisogna essere pronti e attenti a qualunque mutamento. Che poi ci sia chi riesce a intercettare la "direzione del vento" meglio e prima di altri è indubbio. Per decenni per esempio il sistema arbitrale ha marciato senza porsi punti interrogativi, poi sono arrivate le prime aperture e la Serie A è stata, va detto, fra le prime a interpretare le domande di cambiamento.

Il Var è stato indubbiamente una rivoluzione epocale: la verità impressa fotogramma per fotogramma e calata dall'alto aveva, almeno nella prima stagione di applicazione, zittito le polemiche più urlate, le risse da bar sport: il responso della tecnologia fungeva da ceralacca certificatrice e quasi nessuno aveva più nulla da dire.

Ma poi, si sa come vanno le cose. Noi italiani non siamo solo un popolo di commissari tecnici: no, le nostre ampie competenze si spingono anche alla direzione di gara e recentemente anche alla sala Var. E poi, in fondo, la polemica è il sale della vita e ancor più lo è nel calcio ed ecco, così, che sono ripartite un po' ovunque le discussioni, in televisione, al bar, davanti alla macchinetta del caffè e, ovviamente, sui social.

Serie A Var
Serie A: alla prima stagione l'esame del Var aveva ridotto le polemiche

Serie A, Nicchi apre: gli arbitri potranno parlare?

I casi che hanno aperto i dibattiti più accesi? Già solo nell'ultimo campionato di Serie A ne sono stati esaminati, discussi e sminuzzati a decine, dal presunto fallo di Florenzi su Pandev a quello di D'Ambrosio su Zaniolo, dal mano-non-mano in Fiorentina-Inter ai due rigori negati al Milan contro la Juventus, fino alle lamentele di Urbano Cairo e Lotito, per citarne solo alcuni. Ecco che allora l'Associazione Italiana Arbitri cerca di ascoltare gli umori della gente e fa prove di cambiamento. È di ieri la per certi versi sorprendente proposta espressa dal suo presidente Marcello Nicchi nel corso della riunione del Comitato Nazionale della stessa AIA che ha avuto luogo a Roma:

Magari una domenica che si gioca una partita importante, perché non vederla in Sala Var a Coverciano insieme ai due presidenti delle società? Così magari eviteranno di dire sciocchezze dopo la partita: sono cose che oggi sembrano impossibili, ma un domani chi lo sa.

Sicurezza e sincerità di linguaggio molto toscane, diciamo, ma la proposta è decisamente apprezzabile, ora molto dipenderà dal via libera ai lavori riguardanti la Sala Var di Coverciano dove si dovrebbero tenere gli incontri auspicati da Nicchi:

Spero che il Comune di Firenze ci dia presto le autorizzazioni per fare i lavori. È un progetto sensazionale, se ci danno le autorizzazioni veloci. Là dentro possiamo fare tutto: dibattiti, spiegazioni. Magari c'è stata una domenica con degli episodi controversi e il martedì lo stesso arbitro a Coverciano spiegherà la situazione e le dinamiche delle scelte.

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