Fiorentina, restyling totale in vista. Ma Pradè allontana De Paul

Il direttore sportivo viola ha fatto il punto della situazione: "Abbiamo 75 giocatori, 60 dei quali non funzionali". E sull'argentino: "Oggi in pochi possono permetterselo".

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Pochi giorni fa la Fiorentina ha mandato avanti Daniele Pradè, il nuovo direttore sportivo della società, a spiegare per filo e per segno quali saranno i programmi viola del prossimo futuro, calciomercato compreso. Il dirigente ha parlato chiaro, rimarcando come - con la nuova proprietà - cambieranno un po' di cose. D'altronde non poteva essere altrimenti: la piazza aspettava da tempo una boccata d'aria fresca, arrivata dopo 14 anni di gestione Della Valle. La famiglia marchigiana, contestata negli ultimi tempi, è stata comunque in grado di restituire al grande calcio una società storica e importante, ma il rapporto con l'ambiente si era definitivamente incrinato.

Impossibile andare avanti, così l'interesse di Rocco Commisso - italoamericano palesatosi per la prima volta a fine stagione - si è concretizzato in un acquisto in brevissimo tempo. L'approdo in Italia del magnate di origini calabresi è coinciso con alcune prese di posizione nette e decise, una delle quali riguarda la conferma di Federico Chiesa. Il campioncino viola è parecchio ambito sul mercato, ma perderlo significherebbe presentarsi male ai nuovi tifosi. A parole il classe 1997 è stato quindi confermato, ma va detto che Juventus e Inter rimangono sempre vigili sulla sua situazione.

Inoltre, lo stesso Chiesa ha più volte fatto capire di voler andare via, quindi - a fronte di un'offerta congrua - il giocatore diventerebbe tutt'altro che incedibile. La Fiorentina lo valuta almeno 70 milioni di euro, possibilmente pagabili in una rata sola e tutti cash. Da qui si ripartirà per costruire quella che sarà la squadra del futuro, una compagine affidata al confermato Vincenzo Montella, colui il quale impersonifica in pieno il passaggio di consegne tra vecchia e nuova società.

Daniele Pradè, direttore sportivo della nuova Fiorentina
Daniele Pradè ha tracciato la strada da seguire per la Fiorentina che verrà: il direttore sportivo ha parlato di grande rivoluzione e della ricerca spasmodica di giocatori funzionali al progetto tecnico di Montella

Fiorentina, Pradè: "Abbiamo 60 giocatori non funzionali. De Paul? Oggi è irraggiungibile"

Guardare avanti, si diceva. Per farlo bisogna per forza partire dalle succitate parole di Pradè:

Abbiamo 73 giocatori sotto contratto e 2 che stanno per tornare dai prestiti. Di questi, 60 non sono funzionali al nostro progetto tecnico. Il presidente lo sa e stiamo cominciando a lavorare in tal senso.

Ciò che il direttore sportivo viola sta implicitamente affermando è che, a breve, ci sarà un repulisti generale che toccherà quasi tutti, senza alcuna pietà. A lasciare il capoluogo toscano sarà l'equivalente di circa cinque squadre di calcio, un numero impressionante che restituisce la certezza di come le idee, in casa Della Valle, negli ultimi tempi fossero parecchio confuse. C'è una deadline, fissata al 10 agosto, e ci sono le certezze che lo stesso Pradè ha comunicato ufficialmente alla stampa. L'ex dirigente della Roma ha detto che Commisso non gli ha chiesto plusvalenze, ma anzi gli ha confermato la volontà di aumentare il tetto stipendi.

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Non ci sono obiettivi prefissati, ma la voglia di poter tornare in grande stile a giocarsela con tutti. Per farlo occorre gente di qualità, giocatori che sappiano infiammare una piazza ancora sotto shock dopo l'ultima, incredibile stagione. I Viola, che alla fine del girone di andata incalzavano la zona Europa League, al giro di boa sono crollati a tal punto da rischiare addirittura di retrocedere. La nuova gestione vuole evitare capitomboli simili, quindi aumentare il tasso tecnico sarà fondamentale. E, in tal senso, dalle parti dell'Artemio Franchi - anche se per poco - si è paventata una suggestione di mercato davvero clamorosa.

Il nome in questione è quello di Rodrigo De Paul, uno dei giocatori più positivi durante l'ultima spedizione della nazionale argentina in Copa America. I bianconeri lo valutano almeno 25 milioni di euro e Pradè ha respinto ogni speculazione al mittente, definendo l'ex Racing come profilo inavvicinabile.

De Paul mi piace tantissimo ma non è raggiungibile ad oggi visti i costi. E come noi molte altre squadre non possono permetterselo.

Un vero peccato, perché Montella potrebbe valorizzarlo al massimo e farlo definitivamente esplodere. In cambio, otterrebbe un giocatore in grado di muoversi in diverse zone di campo, capace di offrire varie soluzioni tattiche e, soprattutto, imprevedibile quanto basta per spaccare in due una partita con le sue giocate estemporanee.

Gli altri obiettivi di mercato: sarà rivoluzione totale

Come si può facilmente apprendere, la Fiorentina darà presto il via a un restyling quasi totale, a partire proprio dal reparto offensivo. In attesa di valutare eventuali offerte per Giovanni Simeone (che verrà valutato in ritiro da Montella e dal suo staff), i viola stanno prendendo in considerazione le candidature di Roberto Inglese e Leonardo Pavoletti, due profili che per caratteristiche si sposerebbero molto bene con l'idea di calcio di Montella. Per la fascia, invece, il candidato principale è Adam Ounas, un elemento giovane e con tutto da dimostrare. Nonostante al Napoli non stia trovando spazio, l'algerino è un esterno dalle spiccate qualità tecniche, come dimostrato di recente in Coppa d'Africa.

Dando per scontata la partenza di Jordan Veretout, a centrocampo arriveranno almeno due interpreti in grado di aggiungere il giusto mix di esperienza e intelligenza tattica. In entrambi i casi si tratterebbe di clamorosi ritorni, visto che - a domanda precisa - Pradè non ha smentito il forte interesse per Borja Valero e Milan Badelj, soluzioni low cost dal punto di vista di cartellino e ingaggio (Lucas Biglia, invece, ha uno stipendio al momento troppo alto). Un altro gradito rientro sarebbe quello di Cristiano Piccini, che nella Fiorentina ha mosso i primi passi da calciatore prima di emigrare all'estero.

Tra i pali si punterà forte su Bartlomiej Dragowski, mentre Nikola Milenkovic e German Pezzella sono stati ufficialmente tolti dal mercato. Pradè ha le idee chiare:

Da adesso in poi useremo spesso il controriscatto a nostro favore: non vogliamo più rischiare casi come quelli di Zaniolo e Mancini. Inoltre, stiamo dando il via ad alcune collaborazioni con realtà del territorio. Puntiamo ad italianizzare, anzi a portare sempre più ragazzi toscani nel nostro settore giovanile. Speriamo di avere presto un grande centro sportivo.

Il direttore sportivo ha tracciato le nuove linee guida. In questo percorso verrà affiancato da Giancarlo Antognoni, una sicurezza quando si parla di universo viola, e dal braccio destro del presidente, Frank Barone. Una sorta di triumvirato, che da ora in poi sarà chiamato a metterci la faccia ogni qualvolta i tifosi dovessero avere delle rimostranze da fare. Rompere i legami col passato e proiettarsi verso un futuro - si spera - radioso: la Fiorentina di Rocco Commisso riparte da qui.

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