Il motociclismo come il calcio: il rigoglioso vivaio della FMI

La Scuola Federale Velocità mette a disposizione dei bambini dai 6 ai 12 anni strutture, tecnici, moto, abbigliamento e metodo: nascono così i professionisti del futuro

Il vivaio FMI scopre ed aiuta i giovanissimi talenti del motociclismo FMI Official

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Un lavoro che non finisce mai, quello della Federazione Motociclistica Italiana. Da gennaio a dicembre, lo staff federale è impegnato a definire budget, stilare calendari, scrivere regole tecniche e sportive, per garantire credibilità e continuità alla serie nazionale. Il Campionato Italiano Velocità continua la propria storia, migliorando, affinando, evolvendo quanto imparato dal passato. Per un presente importante, nell'ottica di un futuro ancor più radioso.

L'avvenire è costituito dai giovani. Esattamente come un fiore, un pilota deve essere prima "seminato", poi coltivato. In seguito, per vederlo sbocciare, il ragazzo va sostenuto, a livello psicologico e strutturale. Non siamo più negli anni Settanta, quando ci si lanciava allo sbaraglio. Tra pericoli, cattive condizioni, precariato e strutture inesistenti. Adesso i genitori sanno che i propri figli potranno contare su un progetto sano e strutturato: la Scuola Federale Velocità.

Vivaio è la parola giusta. Come negli altri sport, il motociclismo necessita di una filiera che "produca" talenti. Prendendo in esempio il calcio, specialità che offre vere e proprie scuole dedicate all'attività , anche la Federazione ha istituito strutture competenti e professionali. Dagli 8 ai 12 anni, ogni bambino ha la possibilità di saltare in sella, in spazi sicuri e adeguati. Al suo fianco, persone competenti e preparate. L'obiettivo principale è il divertimento ma, spesso, in mezzo a loro spunta un talento. Alcuni nomi? Petrucci. Bagnaia e Morbidelli. Oggi tutti in MotoGP, tutti passati attraverso Talenti Azzurri FMI.

Savadori, Pirro e Russo sul podio dell'ELF CIV di ImolaFMI Official
Savadori. Pirro e Russo: piloti mondiali sul podio dell'ELF CIV di Imola

L'ELF CIV tricolore: l'erba del vicino non è più verde della nostra. Anzi

Il Campionato Italiano Velocità è la massima espressione nazionale del motociclismo in pista. Sotto l'effige della Federazione, si articola su sei appuntamenti stagionali, divisi nelle piste di Misano, Mugello, Imola e Vallelunga. Circuiti mondiali per la serie tricolore, che vanta team, strutture e piloti di calibro internazionale. Oltre 150 i corridori fissi iscritti, spalmati in 5 categorie, con più di 50 squadre impegnate. Considerando i relativi trofei di contorno, il CIV viaggia tra i 250 e 260 piloti partecipanti. Numeri da mondiale. Anche di più.

Lo staff FIM coinvolge almeno 20 persone a weekend, al lavoro su più fronti e con diverse mansioni. A loro vanno aggiunte numerose risorse e figure professionali, tra cui la produzione televisiva, i servizi, gli ufficiali gara e di percorso e i medici, per un totale di circa 140 profili, ognuno dotato di competenze specifiche. L'effort economico e logistico è considerevole, perché la macchina di costruzione del CIV è affiancata da un reparto marketing e comunicazione di livello, fondamentali al giorno d'oggi.

A costi molto contenuti, l'appassionato può entrare in autodromo, girando tra tribune e paddock, liberamente. L'idea di lasciare i garage aperti è sensata: molto bello ammirare piloti e meccanici al lavoro intorno alle moto, in un evento privo di filtri o barriere forzate. Il pubblico presente ricopre ogni fascia di età e - la cosa ancora migliore - non trovare qui hooligans o persone che, con l'ambiente, non c'entrano nulla.

Il valore di squadre, meccanici e corridore è - senza dubbio - mondiale. Per esempio, Savadori. Lorenzo ha centrato una doppietta con l'Aprilia nella classe Superbike, battendo Pirro, Zanetti, Russo, Gamarino. Tutti piloti forti, già protagonisti nei campionati internazionali, con titoli conquistati. Stesso discorso nella categorie Supersport e Moto3: nella piccola cilindrata il campione italiano Kevin Zannoni rappresenta il presente ed il futuro del motociclismo. Già sbocciato, rivedremo spesso il numero 111 illuminato da riflettori molto importanti.

Zannoni e TM detengono il titolo Moto3 dell'ELF CIV FMI Official
Campione italiano Moto3, Kevin Zannoni è pronto al mondiale

FMI, Simome Folgori: "Dal nostro vivaio i campioni del futuro"

Sino a poco tempo fa, ci si avvicinava al motociclismo con modalità limitanti: era il papà o lo zio a portare in pista il bambino, mettendolo su una moto. A volte, ciò accadeva nelle strade, i tempi sono cambiati e non ce lo possiamo più permettere. Simone Folgori, CIV Event manager per conto della Federazione, vuole che i giovanissimi fruiscano di strutture, mezzi e persone adeguate al caso. L'immagine romantica - e passionale - del bimbo che gira sulla motoretta nel cortile di casa è affascinante, ma in contrasto con le esigenze moderne. Per imparare bene i rudimenti del mestiere, si devono considerare aspetti basilari, quali professionalità e, soprattutto, sicurezza:

Noi mettiamo in sella tantissimi bambini, aiutandoli con le attrezzature a nostra disposizione. Il bambino, ben seguito, capirà subito se è portato per il motociclismo, perché non viene lanciato nel mucchio o messo a gareggiare senza esperienza. Non possiamo sapere se potrà diventare poi un pilota professionista, di sicuro possiamo dire che le nozioni di sicurezza proposte rimarranno utili nella guida di tutti i giorni, sia in pista che in strada. Il nostro è un vivaio sano, che coltiva motociclisti comuni e campioni del futuro. E ntrambe le strade rappresentano la nostra soddisfazione

Altri esempi? Tony Arbolino e Lorenzo Dalla Porta, rispettivamente vincitore e sul podio dell'ultimo Gran Premio Moto3 in Olanda. Riccardo Rossi e Celestino Vietti, protagonisti della categoria. Dennis Foggia si aggiunge a loro e, messi insieme, questi giovani piloti hanno già ottenuti prestigiosi risultati in carriera. La scuola federale ha conferito loro le giuste basi.

Gianluca Nannelli, l'esperienza del pilota SBK messa a servizio dei bambini

Gianluca era un pilota veloce, coraggioso, forse un po' "matto". Dotato di grande resistenza fisica e doti da equilibrista, il "Nanna" metteva in pista tutto ciò che aveva, spesso battendo corridori super ufficiali, con moto e mezzi più competitivi dei suoi. Nella classe Supersport del mondiale, è riuscito a vincere alla grande con la Ducati, ottenendo anche quattro podi. Il toscano si è divertito, ha rischiato, ha imparato molto. La sua professionalità viene ora offerta ai giovanissimi motociclisti in erba.

Nel paddock di Imola è stata allestita un'area limitata, dedicata ai bambini che non erano mai saliti in moto. Oppure, che l'avevano già provata, ma in condizioni improvvisate. La Federazione, invece, pensa a tutto. Dapprima furono istituite giornate di prova a Misano, per due volte al mese. Avendo riscontrato successo, la FMI ha poi deciso di espandere ed ampliare l'esperimento, strutturandolo, coprendo gran parte del territorio nazionale.

Nannelli impegnato coi giovanissimi motociclisti in erba nella scuola federaleFMI Official
Gianluca Nannelli spiega gli esercizi ai bambini impegnati nella scuola federale FMI

Ed ecco i bimbi in sella, vestiti con materiale tecnico e protezioni, con il casco più grande del loro stesso esile corpo. Vederli impegnati nella guida, infonde un sentimento di tenerezza e protettività. Sentimenti che la Federazione e Nannelli riversano nel proprio lavoro, dando - gratuitamente - la possibilità ad ogni fanciullo di potersi cimentare in piena sicurezza. 

Mettere un giovanissimo in sella per la prima volta? La cosa che, dopo le vittorie, mi emoziona di più. I bimbi arrivano curiosi ma timorosi, il nostro metodo però garantisce sicurezza e qualità. A fine giornata vanno via che guidano da soli e sono talmente felici che la loro gioia contagia anche noi istruttori

Si ha a che fare con un numero impressionante di ragazzini, la Federmoto ne ha contati sino a 600, dai 6 ai 12 anni di età. La scuola ha la funzione di promuovere il motociclismo, con l'obiettivo di allargare la base ed il supporto tecnico del talento stesso. Dopo aver appreso le nozioni principali, molti di loro vedono aprirsi l'accesso ai campionati Minimoto, poi la Premoto3, in seguito la Moto3. Proprio come hanno fatto Morbidelli e Bagnaia, campioni del mondo ed oggi assi della MotoGP.

Marzio Leoncini: "Calcio e motociclismo hanno aspetti simili, noi creiamo uno spogliatoio per i giovani piloti"

Marzio, torinese, di calcio ne capisce. Eccome. Suo papà Gianfranco ha giocato nella Juventus, con il Mantova e nell'Atalanta, diventando poi allenatore. Tra l'altro, Leoncini ha fatto parte della Nazionale azzurra, partecipando ai Mondiali inglesi del 1966. Di conseguenza, Marzio ha respirato l'aria del pallone, quella di altissimo livello. Con quei ricordi e quelle emozioni, oggi segue il programma FMI Talenti Azzurri, che coltiva i "fiori", li nutre e li lancia nei campionati più importanti, CIV in primis:

Se penso al calcio, posso dire che le dinamiche in comune con il motociclismo sono le stesse. Ogni ragazzo ha bisogno di sostegno, sia negli allenamenti che a casa. Le moto, però, sono più pericolose del pallone, ecco perché noi mettiamo i giovani nelle condizioni ideali per esprimere il proprio talento. Oltre ai mezzi tecnici, le piste e lo staff, noi vogliamo che per il pilota il garage diventi un vero e proprio spogliatoio, dove divertirsi, comunicare e lavorare con gli altri ragazzi. Il giovane non si sentirà mai solo

Leoncini ha ragione: non si possono lanciare allo sbaraglio ragazzini su una motocicletta, di qualsiasi tipo o cilindrata. Oggi occorre tenere sotto controllo tutti gli aspetti, quello della sicurezza al primo posto. Non è vero che i piloti siano incoscienti e individualisti, perché il professionismo insegna, invece, che la squadra conta come il corridore stesso. In fondo, lo ha anticipato il grande Ajax di Cruijff, un club che a metà anni Novanta vantava un vivaio verde come tutta l'Olanda.

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