Fiorentina, Pradè: "L'entusiasmo non si crea comprando Higuain"

La conferenza stampa del nuovo direttore sportivo dei viola.

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Ecco Daniele Pradè. Il dirigente italiano si presenta in conferenza stampa come nuovo direttore sportivo della Fiorentina e affronta tantissimi argomenti. Tre anni fa lasciava i viola, oggi torna con l'acquisizione della società da parte dell'imprenditore italoamericano Rocco Commisso.

Inizio con un grazie. Un grazie detto con il cuore. Un grazie a Joe Barone e al presidente Commisso, che appena mi ha visto mi ha scelto. Mi ha detto che lui a 70 anni va più veloce di me che ne ho 52. Il mio però è più keep calm. Abbiamo già stabilito un piano, ho un tetto salariale più alto degli anni precedenti. La nostra difficoltà adesso è quella di avere 73 contratti in essere, più due in rientro. Circa 60 di questi non sono funzionali al nostro progetto. Bisogna assolutamente snellire tutto questo, perché il monte ingaggi è molto alto per questo motivo. Sarà un lavoro duro, molto difficile e lungo. Ho preso possesso di tutto, adesso ci mettiamo al lavoro a testa bassa

Poi trova spazio un ricordo di Astori:

La mia prima esperienza qui finì in modo inaspettato. Quando ci fu l'ufficialità dell’addio, mi chiamarono tutti. Uno dei primi fu Davide, che mi ringraziò per averlo portato in questa città meravigliosa. Non era mai stato così grato a qualcuno. Gli promisi che un giorno saremmo tornati a lavorare insieme. eccoci qui

Sul futuro di Federico Chiesa:

Del suo futuro può rispondere solo Commisso. Per quanto mi riguarda, quando tornerà dalle vacanze, gli palerò e gli spiegherò tutto il nostro progetto. Ci metteremo seduti in maniera molto serena e infine capiremo cosa ha recepito dal nostro discorso. Per ora non c’è stato nessun contatto telefonico, aspettiamo che torni per parlare con lui e suo padre

Su Veretout, destinato a lasciare Firenze:

Ha chiesto di essere ceduto, vuole essere più competitivo e noi adesso non lo siamo come gli altri ma lo diventeremo. Molte squadre stanno parlando con noi ma nessuno ha presentato un’offerta. Ci ho parlato, è intelligente e disponibile, troveremo una soluzione. Non vogliamo contropartite tecniche

Ancora sulle possibili cessioni:

Benassi ci piace, è un giocatore forte. Non abbiamo mai parlato con il Genoa. Si tratta di un ragazzo che deve assolutamente arrivare in Nazionale. Eysseric, Saponara e Cristoforo? Li valuteremo con serenità in ritiro. Abbiamo tanti giovani e ci piacciono tutti, vogliamo vedere quanto sono pronti. Sono tutti veramente forti

Su Simeone:

Parliamo di un giocatore forte che vogliamo rigenerare, non vedo l’ora di parlarci. Poi dipende tutto dalla testa dei giocatori. Tanto per fare un esempio: Cutrone costa 25 milioni di euro, ma per noi Simeone non è da meno. Quindi cercheremo di motivarlo. Quando le punte falliscono una stagione l’anno dopo devono mangiare l’erba

Sul mercato in entrata:

Il primo colpo non ci sarà prima del 10 agosto. Intanto posso dirvi che Commisso ha subito organizzato un incontro per capire da Fifa e Uefa come funziona il Fair Play finanziario. Oggi è tutto molto restrittivo per noi, ci vorrebbe una giornata per spiegarne il funzionamento. La società mi ha colpito molto, perché mi ha detto che non pretende plusvalenze e non teme minusvalenze. Grandi investimenti? L’entusiasmo si crea con il gioco, la serità, la passione. Non comprando Higuain. De Paul costa troppo, una cifra che in molti in Italia non possono permettersi. Borja Valero è una suggestione, quello che ha dato alla Fiorentina e quanto è fiorentino è tanta roba, solo che ha uno stipendio troppo alto. Biglia e Badelj? Sono calciatori forti, ma con due contratti importanti e il secondo lo ricompreremmo dopo averlo perso a parametro zero. Lirola? Ci hanno fatto una richiesta incredibile. Ounas e Rog? Il secondo non ci interessa, il primo sarebbe adatto per noi. Pavoletti? Carli mi ha detto che è incedibile, se lo dà via lo linciano a Cagliari. Inglese ci piace, ma non è sostenibile a certi costi. Bennacer mi piace tanto e da tanto tempo, ma in questo momento sta facendo molto bene in Coppa d’Africa e ha intenzione di giocare in Europa. Spesso è quello che fa la differenza

Su De Rossi:

La nostra è stata una sorta di quatto amici al bar. Fra me, Montella e Daniele c’è un rapporto bellissimo, ma non c’è stata nessuna risposta perché da parte nostra non c’è stata nessuna offerta

Sui portieri:

Abbiamo deciso di puntare su Dragowski, quindi la partenza di Lafont è stata una nostra scelta. Tuttavia parliamo di un potenziale campione, per questo abbiamo conservato un controriscatto dal Nantes. La nostra volontà è quella di fare sempre operazioni del genere con i giovani, vogliamo evitare casi come Zaniolo. Viviano? Mi piacerebbe avere una figura di carisma nello spogliatoio. Ho passione, ma sono pragmatico. Emiliano sarebbe disposto a mettersi a nostra disposizione, a far crescere Dragowski. Ma un suo arrivo metterebbe una pressione enorme su Dragowski

Su Montella:

L’ho trovato non carico, ma stracarico. Ha tantissime idee, l’ho trovato più uomo. So tutto di lui. Se fallisce qui, per lui sarà un fallimento totale. Perciò il suo impegno sarà al mille per cento

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