Chelsea, una leggenda in panchina: è ufficiale il ritorno di Frank Lampard

Triennale per il tecnico 41enne, che da calciatore ha scritto la storia dei Blues vincendo tutto e mettendo insieme quasi 650 presenze. È il primo manager inglese del club dal 1996 e primo assoluto per Abramovich.

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Dopo oltre vent'anni il Chelsea affida la propria panchina a un manager inglese: toccherà a Frank Lampard guidare i Blues (ha firmato fino al 2022) in una stagione, la prossima, che si prospetta decisamente complicata per il club presieduto da Roman Abramovich. L'imprenditore russo ha scelto l'ex leggenda del calcio inglese, che alle spalle ha appena un anno di esperienza in panchina, per mettersi alle spalle le recenti esperienze con i tecnici italiani Antonio Conte e Maurizio Sarri.

Un'esperienza, quella con gli allenatori che adesso siedono sulle panchine di Inter e Juventus, che si è rivelata agrodolce al di là degli ottimi risultati ottenuti: nel suo biennio in panchina a Stamford Bridge Conte ha conquistato una Premier League e una FA Cup prima di essere allontanato in malo modo nell'estate del 2018. Al suo posto è arrivato Sarri, capace di conquistare l'Europa League al termine di una stagione dove non sono mancati forti contrasti con la dirigenza, in particolare con il braccio destro di Abramovich Marina Granovskaia.

Adesso tocca a Frank Lampard, come detto primo manager british della gestione Abramovich e primo inglese - escluse le brevissime parentesi della coppia Rix/Wilkins, del solo Wilkins e di Steve Holland - a guidare i Blues dal 10 maggio 1996, giorno in cui Ruud Gullit prese il posto di Glenn Hoddle: nella sua prima esperienza in panchina l'ex leggenda del Chelsea, squadra con cui da calciatore ha vinto tutto a livello nazionale ed europeo, ha guidato il Derby County a un passo dalla promozione in Premier League, traguardo sfumato nella finale dei playoff persa a Wembley con l'Aston Villa.

Frank Lampard con la Champions League 2012
Frank Lampard alza al cielo la Champions League vinta nel 2012 da capitano. Centrocampista di grandissima classe, con i Blues ha giocato quasi 650 gare realizzando oltre 200 gol.

Chelsea, le prime parole di Lampard come nuovo allenatore

Il 41enne ha dichiarato:

Sono orgoglioso di tornare al Chelsea come allenatore. Tutti conoscono l'amore che provo per questo club e per la storia che abbiamo condiviso, adesso penso solo a lavorare e a preparare la prossima stagione. Sono qui per lavorare duro e vincere. Non vedo l'ora di iniziare

Così invece Marina Granovskaia, braccio destro di Roman Abramovich:

Per noi è un piacere riaccogliere Frank come manager. Lui ha una straordinaria conoscenza di questo club e nell'ultima stagione col Derby County ha dimostrato di essere uno dei migliori allenatori emergenti. Dopo 13 anni trascorsi qui come giocatore, diventando una leggenda e il recordman per gol segnati, crediamo sia il momento ideale per il suo ritorno. Faremo di tutto per supportarlo e permettergli di ottenere grandi risultati

Chelsea-Lampard, insieme nel momento più difficile

Era il Derby County di Fikayo Tomori e Mason Mount, gioiellini rispettivamente classe 1997 e 1999 in prestito proprio dal Chelsea e da lui valorizzati al massimo, ragazzi su cui con ogni probabilità Frank Lampard punterà anche nella sua prima esperienza in Premier League. I Blues ripartiranno dai giovani, dunque, un atto di fiducia e riconoscenza nei confronti di ragazzi di cui il nuovo tecnico conosce bene caratteristiche e potenziale ma allo stesso tempo anche un atto dovuto, dato che il club di Roman Abramovich non potrà operare in entrata sul calciomercato dopo la sospensione fino al 2020 inflitta dalla FIFA.

Il massimo organo calcistico internazionale ha infatti riconosciuto i Blues colpevoli di numerose irregolarità nel tesseramento di alcuni calciatori minorenni, sanzionando il club con un blocco che rappresenterà un ostacolo di non poco conto per Lampard: a differenza dei predecessori, infatti, il nuovo manager non potrà contare sulle grandi risorse che solo negli ultimi anni hanno permesso l'arrivo a Londra di nomi come David Luiz, Kanté, Marcos Alonso, Rudiger, Bakayoko, Morata, Kepa e Jorginho.

Lampard, che tatticamente ama affidarsi a un 4-2-3-1 versatile, capace di trasformarsi in corso d'opera in un 4-1-4-1 e in un 4-3-3, dovrà fare di necessità virtù lavorando con una rosa che per giunta ha perso il suo giocatore più importante, Eden Hazard, finito al Real Madrid per 100 milioni di euro dopo anni di corteggiamento. Oltre a Mateo Kovacic, riscattato dal Real Madrid, il nuovo tecnico dei Blues saluterà come "nuovi acquisti virtuali" i numerosi giocatori tornati dai vari prestiti.

I già citati Tomori e Mount, il vice-capocannoniere dell'ultima Championship Tammy Abraham, 26 gol con la maglia dell'Aston Villa, il talentuoso attaccante ancora in attesa di esplosione Batshuayi, il poderoso difensore Zouma, il mediano Bakayoko che al Milan ha alternato buone cose ad alcuni importanti passaggi a vuoto. Sono questi alcuni dei possibili nomi da cui il Chelsea dovrà ripartire, integrandoli con i giocatori di qualità già presenti in rosa. Che non sono comunque pochi: il portiere Kepa, i terzini Marcos Alonso e Emerson, centrocampisti di qualità come Barkley, Kanté e Loftus-Cheek, attaccanti come Hudson-Odoi, Willian e il campione del mondo Giroud.

Due le incognite: il regista italo-brasiliano Jorginho, fortemente voluto da Maurizio Sarri come perno del suo gioco e che senza il suo mentore potrebbe faticare a trovare spazio, e il talentuoso attaccante americano Christian Pulisic. Prelevato a gennaio dal Borussia Dortmund per 64 milioni di euro e lasciato in Germania fino a fine stagione, Pulisic rappresenta l'unico vero nuovo acquisto del club - la firma è arrivata prima del blocco deciso dalla FIFA - e ha dimostrato di avere qualità importantissime e un'età, 21 anni a settembre, che lascia intravedere margini di miglioramento da top player.

Toccherà a lui sostituire un'icona come Eden Hazard, 352 gare e 110 gol in 7 stagioni e ripetutamente miglior calciatore del club. Ne sarà all'altezza? La domanda è lecita, così come i dubbi sulla scarsa esperienza in panchina di Frank Lampard, che potrebbe finire con l'essere schiacciato da una situazione tutt'altro che semplice in una realtà, quella del Chelsea, dove comunque le aspettative sono sempre altissime: Abramovich ha già dimostrato in passato come neanche la vittoria dei trofei possa mettere al riparo i tecnici dalla sua collera.

Per questo Frank Lampard dovrà partire bene e proseguire ancora meglio nonostante tutte le evidenti difficoltà che andrà a incontrare. Di certo l'ex campione avrà dalla sua la tifoseria, felice di riabbracciarlo e che certo non ha scordato le 13 stagioni vissute insieme al tecnico, uno dei più importanti calciatori inglesi di sempre, né la Champions League vinta nel 2012 da capitano, apice di un'esperienza indimenticabile che ha portato anche un'Europa League, 3 Premier, 2 Coppe di Lega e 4 FA Cup. L'augurio è che anche da allenatore Lampard- figlio d'arte, il padre fu una leggenda al West Ham - possa ripetere certi risultati. La sfida è ufficialmente lanciata, a rispondere penserà come sempre il campo.

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