Perché Bayern e Real Madrid possono spendere così tanto

Posizione finanziaria sana al 30 giugno, ecco perché Real Madrid e Bayern Monaco possono dominare il mercato in questa sessione. Meno bene è messo il Barcellona.

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I giganti ricominciano a far tremare il calciomercato. In tanti si stanno chiedendo in questi giorni come mai il Real Madrid possa scatenarsi in tal modo senza incorrere nelle forche caudine del fair play finanziario. I Blancos del resto in questa prima fase sono stati gli assoluti protagonisti piazzando diversi colpi ognuno dei quali ha sfondato il muro dei 45 milioni.

Il meno caro, si fa per dire, è stato quello di Rodrygo, baby talento brasiliano prelevato dal Santos per 46 milioni; seguono Mendy, preso dal Lione per 48 milioni, ed Eder Militao, arrivato dal Porto per 50 milioni. Sul gradino più alto del podio si piazza Hazard, acquistato per 120 milioni, Jovic è secondo poiché per convincere l'Eintracht sono serviti 60 milioni. Una spesa totale di oltre 300 milioni. Un'enormità. E non sembra essere finita qui. 

Le cessioni di Llorente, Kovacic e Raul de Tomas hanno portato nelle casse 90 milioni e quindi non possono fare da contraltare alle uscite. Perché quindi il Real può spendere così? Merito di una politica economica fino a oggi molto oculata. Il Real ha fondato il proprio ciclo vincente in campo consolidando il gruppo, senza fare spese folli. In data 30 giugno la liquidità era superiore ai 190 milioni, con debiti bancari intorno ai 60. La posizione finanziaria netta del club è ampiamente positiva e questo ha permesso a Florentino Perez di inaugurare la sessione di mercato con diversi botti. 

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Un altro gigante che intende far tornare a tintinnare le casse con denari sonanti è il Bayern Monaco. L'ultima stagione, soprattutto in Europa, non ha soddisfatto la dirigenza che vuole dare a Kovac una rosa di primissimo livello. I tedeschi hanno già speso 80 milioni per prelevare dall'Atletico Madrid Lucas Hernandez, ma non intendono certo fermarsi. Leroy Sané è un obiettivo per rimpiazzare i partenti Ribery e Robben e il City chiede almeno 80 milioni per cedere il tedesco. 

Le finanze del Bayern del resto sono più che sane. Il gruppo controllante del club ha chiuso per il 26° anno consecutivo in attivo il bilancio, producendo 12 milioni di dividendi per i soci. I bavaresi al 30 giugno potevano vantare una liquidità da oltre 220 milioni e neanche un euro di debito con le banche. Questo evidentemente permette loro di poter recitare la parte del leone sul mercato.

Chi è messo meno bene è invece il Barcellona. Vero che è arrivato De Jong per 75 milioni dall'Ajax e che la prossima settimana verrà ufficializzato anche l'acquisto di Griezmann per 120 milioni di euro, ma sono state tante anche le cessioni con Cillessen, André Gomes, Paco Alcacer, Cardona e Denis Suarez che hanno fruttato quasi 100 milioni. La liquidità però, a fine giugno, era di 40 milioni, mentre i debiti oltre i 150 milioni: per questo sono previste altre cessioni eccellenti. Dembelé e Rakitic sembrano gli indiziati principali a lasciare la Catalogna. 

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