Torino, manovre per l'Europa: in attacco c'è Verdi, il sogno è Pereyra

Granata al lavoro per puntellare la rosa in vista del triplo impegno stagionale. Mazzarri chiede l'ex Bologna per l'attacco e l'argentino del Watford per la mediana.

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Il Torino che si riaffaccia in Europa è una squadra profondamente diversa da quella che, approfittando delle difficoltà del Parma, si rese protagonista di una grandissima cavalcata culminata con l'immeritata sconfitta incassata dallo Zenit, dopo aver sbancato Bilbao ai sedicesimi di finale di Europa League grazie ai gol del fresco innesto di mercato Maxi Lopez. Il filo conduttore tra queste due squadre sembra essere seduto in panchina: se allora a dirigere i granata c'era l'ingombrante figura di Giampiero Ventura, oggi sarà Walter Mazzarri a dover preparare il Toro per affrontare la nuova campagna internazionale.

I due, per certi versi, si somigliano: non è un caso che, dopo la parentesi Mihajlovic, Cairo si sia affidato nuovamente a un tecnico più pragmatico, un maniaco del lavoro ossessionato dalla perfezione: la squadra ci ha messo un po' a recepire i suoi dettami, ma una volta presa la rincorsa il Torino ha cominciato a volare, giocando un girone di ritorno in cui il collettivo ha viaggiato su medie punti impressionanti, collezionando peraltro anche scalpi molto importanti.

Per questo la società ha deciso di continuare sulla linea intrapresa di recente: l'obiettivo del club, che di recente ha salutato Massimo Bava nella veste di nuovo direttore sportivo, è quello di non cedere alle lusinghe di mercato riguardo ai suoi pezzi forti. Per cercare di capire quale sarà il Toro del futuro bisogna infatti partire da qui: i migliori, a meno di offerte scandalose, verranno confermati e formeranno l'ossatura della squadra del domani. Gente come Sirigu, N'Koulou, Izzo, Rincon e Belotti è stata più volte blindata, almeno a parole. Il che, rispetto al recente passato, è già una buona notizia per i tifosi: oggi i granata sono una realtà sana che non ha bisogno di cedere per forza, una posizione ideale per pensare di costruire qualcosa di importante da qui in avanti.

Roberto Pereyra con la nazionale argentina
È Roberto Pereyra il sogno per il centrocampo del Torino: l'argentino piace a Mazzarri, che lo ha già allenato al Watford, ma le Hornets chiedono almeno 25 milioni di euro

Il Torino ritorna in Europa: Cairo conferma i big e fissa gli obiettivi

Il segreto di una squadra che funziona è senza dubbio rappresentato dal nucleo centrale sul quale essa stessa può contare. Il Torino finalmente lo ha, ed è di qualità assoluta. Salvatore Sirigu attualmente è il miglior portiere italiano assieme a Donnarumma, mentre Armando Izzo e Nicolas N'Koulou rappresentano le due rocce sulle quali Mazzarri ha costruito una delle migliori fasi difensive d'Europa. In mezzo al campo, dopo la prima stagione in chiaroscuro, si è confermato Tomas Rincon, mediano di sostanza che però, almeno ultimamente, si è tolto anche qualche sfizio in fase realizzativa. Ultimo, ma non per importanza, viene Andrea Belotti: il capitano è entrato in completa simbiosi con l'ambiente e ne sta raccogliendo i frutti, visto che ormai siamo arrivati al quinto anno con la maglia granata numero 9 sulle spalle.

Attorno a loro verrà sviluppato l'intero progetto tecnico in vista della stagione 2019/20, che per il Torino comincerà a fine luglio con la disputa della prima uscita europea, dove la squadra di Mazzarri se la vedrà con la vincente della sfida tra gli albanesi del Kukesi e gli ungheresi del Debrecen. Per quella data, il mister punterà forte su chi il suo modulo lo conosce bene, quindi è probabile vedere in campo molte seconde linee e, facilmente, la condizione fisica sarà quella che sarà. Filtra comunque ottimismo, visto che tra i nomi impiegati spiccano quelli di gente chiamata a guadagnarsi una riconferma. Poi, con calma, il tecnico e Bava fisseranno gli obiettivi da portarsi a casa per puntellare una compagine che ha già dimostrato di funzionare molto bene.

L'ex allenatore del Watford ha chiesto almeno un paio di rinforzi da considerare titolari. Gli identikit sono presto fatti: sicuramente arriverà un centrocampista abile negli inserimenti senza palla, un laterale mancino bravo a ribaltare rapidamente l'azione e, forse, una seconda punta di ruolo. Il che, ovviamente, impone dei ragionamenti in uscita dove, alla luce delle considerazioni fatte fino a qui, ci potrebbe essere la possibilità di vedere sacrificati sia Iago Falque che Baselli. I due, complessivamente, potrebbero portare nelle casse societarie almeno 40 milioni di euro, una cifra da reinvestire totalmente per regalare a Mazzarri gente più funzionale al suo modulo.

Difesa confermata, ma c'è il rebus Bonifazi

Andiamo con ordine. La difesa non dovrebbe essere toccata, se non marginalmente: con le uscite di Salvador Ichazo e Antonio Rosati, dovrà per forza arrivare almeno un portiere di riserva mediamente valido. I nomi più gettonati sono quelli di Stefano Sorrentino e Orestis Karnezis: il primo avrebbe dalla sua il fatto di essere un prodotto del vivaio, quindi inseribile in lista UEFA senza fare numero, ma il più vicino sembrerebbe essere il secondo, ai margini del Napoli e facilmente acquistabile.

L'altra incognita riguarda la posizione di Kevin Bonifazi: la Spal lo avrebbe richiesto in prestito (pochi giorni fa lo aveva riscattato, con Cairo che prontamente aveva esercitato il controriscatto) con la stessa formula di prima, ma qualora dovesse arrivare un'offerta clamorosa per Izzo, il Torino tornerebbe a puntarci forte. In caso contrario, per meno di 15 milioni di euro non partirà (lo stesso discorso vale per Lyanco).

Diverso il discorso che riguarda le fasce, dove di recente è stato riscattato dal Chelsea Ola Aina. Il nigeriano ha giocato spesso a sinistra durante la scorsa stagione, ma in futuro verrà riportato nella sua posizione originale, ovvero a destra. Così il ds Bava è al lavoro per portare a Torino un laterale sinistro bravo a risalire il campo con rapidità, che possa alternarsi ad Ansaldi e, possibilmente, con qualche gol nei piedi. Dall'Italia avanzano le candidature di Mario Rui, Diego Laxalt e Mohamed Fares, mentre dall'estero spunta la new entry Thomas Ouwejan, eclettico mancino olandese dell'AZ Alkmaar, oltre all'ex bolognese Adam Masina.

In mezzo il sogno è Pereyra: il Watford chiede 25 milioni

Il centrocampo verrà confermato in blocco e, in tal senso, la posizione di Baselli non è determinante. Qualora il numero 8 dovesse ricevere una proposta importante andrà via, ma almeno un affare in entrata il Torino lo farà a prescindere. Il sogno si chiama Roberto Pereyra, profilo che si sposerebbe perfettamente con le richiesta tattiche di Mazzarri. Il livornese lo ha già allenato in Inghilterra e lo riaccoglierebbe a braccia aperte, ma il Watford chiede circa 25 milioni di euro. A queste cifre non si può fare, ma la situazione va monitorata. In alternativa si valuta gente a prezzi scontati, profili alla Daniel Bessa, dalla minima spesa e massima resa. O, almeno, così dovrebbe essere.

Il terzo tassello potrebbe arrivare in attacco. Detto della situazione legata a Iago Falque (lo spagnolo è amato, si trova bene a Torino, ha appena rinnovato e ufficialmente non è in vendita), Cairo proverà a piazzare Simone Zaza cercando di non mettere a bilancio una minusvalenza. A quel punto verrebbe fatto almeno un acquisto: il nome più gettonato è quello di Simone Verdi, pare richiesto espressamente da Mazzarri. Al Napoli non ha mai trovato spazio, complice anche un fastidioso infortunio, così il suo agente sta cercando di capire dove poterlo dirottare per fargli recuperare il tempo perso.

I granata sarebbero graditi e rappresenterebbero un ritorno, visto che Verdi arrivò in Piemonte ai tempi della Serie B con Ventura. Il problema, chiaramente, rimane la distanza con i partenopei: i 20 milioni di euro chiesti da De Laurentiis sono troppi. Si valutano anche Diego Perotti, Gianluca Caprari e Christian Kouamé, che però pare più orientato a scegliere il Bologna.

Il Torino avrà comunque bisogno di una rosa lunga e omogenea, pronta a mordere fin da subito perché, per arrivare ai gironi di Europa League, bisognerà passare la bellezza di tre turni. Il gruppo si radunerà il 4 luglio al Filadelfia senza volti nuovi, ma con la consapevolezza di avere a disposizione tempo e modi per riflettere al meglio sul da farsi. La squadra è completa e deve solo essere aggiustata: per questo, se da una parte ci si può fermare a ragionare, dall'altra è paradossalmente più complicato inserire gli innesti giusti in un sistema che già funziona abbastanza bene. Ma l'Europa chiama e, il Toro, deve farsi trovare pronto.

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