Il tempo di Francis Ngannou

The Predator è tornato in scena con la solita prestazione fulminante ai danni di Cigano dos Santos. Il fighter è una delle meraviglie del mondo delle MMA, e ora punta al titolo.

MMA: dettaglio di Francis Ngannou, 32 anni

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Un colpo. Luci spente. È il biglietto di presentazione della più grande meraviglia vista fra i pesi massimi negli ultimi anni. Francis "The Predator" Ngannou è l'uomo col colpo da KO più spaventoso non solo dell'intera divisione, ma probabilmente dell'intero sport. Le MMA non avevano mai visto un colosso così straordinario in termini di KO power, ma soprattutto non avevano mai visto un fighter capace di incutere un timore così grande nei suoi avversari, impotenti, indotti all'errore, prima di finire sempre con la faccia sul pavimento.

Ngannou cavalca un record totale di 14 vittorie e 3 sconfitte, 9-2 in UFC. È molto semplice capire le caratteristiche di Ngannou anche solo osservando il suo record e i metodi di finalizzazione. Le sue vittorie arrivano tutte prima del limite, quattro delle quali per sottomissione, il resto per KO o TKO. Si ha così un quadro completo delle capacità del Predator africano. Tre sconfitte in curriculum, arrivate per decisione dei giudici: dopo il doppio passo falso contro Stipe Miocic - che gli costò la prima opportunità titolata - e la prestazione davvero blanda messa in scena nel match successivo contro Derrick Lewis, Ngannou pare aver ripreso la giusta direzione.

Tornato al suo team d'origine, la MMA Factory, Ngannou pare aver ritrovato se stesso: un fighter pauroso, forse quello che incute più timore date le caratteristiche, un incubo dal quale è stato capace di risvegliarsi davvero solo Stipe Miocic. I due si affrontarono a UFC 220 e nel corso del match, un sempre meno sicuro Ngannou lasciò ogni speranza quando si trovò alle prese con la qualità nel wrestling dell'ex campione, che intelligentemente riuscì a portare il match al tappeto ed a punire The Predator con un buon ground and pound e grazie all'abilità nell'imporre la posizione da terra, limitandogli ogni possibilità di movimento e quindi ogni opportunità per sprigionare la sua immensa potenza.

MMA: Ngannou affonda ancora Blaydes
A UFC Fight Night 141, Francis Ngannou batte per la seconda volta Curtis Blaydes, dopo il primo successo avvenuto a UFC Fight Night 86

Il percorso nelle MMA di Francis Ngannou

Nato e cresciuto a Batié, Camerun, Francis Ngannou a 12 anni lavorava già in una cava di sabbia. La reputazione del padre, quella di spietato street fighter, fece nascere in Francis una sorta di rigetto per il mondo malevolo delle gang di strada, portandolo ad evitarle con tutti i mezzi possibili e a perseguire un sogno molto più costruttivo e nobile: quello di diventare un pugile. 

Dotato già da bambino di un fisico mastodontico ed invidiabile, dovrà attendere l'età adulta per iniziare a prepararsi seriamente, contando fino a quel momento appena su un anno di allenamento nella boxe, interrotto a causa di una malattia. Arrivato a Parigi a 26 anni, senza un soldo e con la venerazione per Mike Tyson, Francis era pronto ad iniziare il suo percorso, sebbene conscio delle scarse possibilità a causa dell'età. Vivendo da senzatetto a Parigi, iniziò ad allenarsi gratis nell'agosto 2013 sotto la guida di Didier Carmont.

Quando ho iniziato - avrebbe poi dichiarato Ngannou - non avevo niente. Niente. Avevo bisogno di tutto. Quando inizi a guadagnare soldi ed a collezionare oggetti, pensi di volere davvero tutto. Ma il proposito non era quello di collezionare delle cose, ma quello di realizzare qualcosa di grande. Di portare a compimento il sogno.

Così Francis ha iniziato a lavorare per realizzare il suo sogno. Più avanti, con il denaro ottenuto in carriera, fonderà la Francis Ngannou Foundation. La fondazione ha costruito la prima palestra di sport da combattimento in Camerun, dando la possibilità ai giovani con meno opportunità di perseguire i propri sogni.

L'arrivo in UFC e la rapida scalata

Francis Ngannou arriva in UFC nel 2015, appena due anni dopo l'inizio degli allenamenti, e vanta un record di 5-1. Dotato di una già evidente predisposizione ai colpi, è altrettanto evidente il limite nell'impostazione del grappling e del ground game, abilità evolutesi nel tempo, così come la sua padronanza dell'inglese. La sua voce soave da bambino curioso fa da contraltare alla brutalità con cui inizia ad affossare i primi avversari.

L'esordio in UFC, datato 19 dicembre 2015, certifica la sua capacità di saper combattere in piedi con tutte le caratteristiche del caso: i colpi sembrano forse un po' lenti, il footwork però è parecchio funzionale, la coordinazione perfetta, la potenza indescrivibile. È Luis Henrique il primo a farne le spese, steso nel corso del secondo round a seguito di una combinazione di braccia che fa crollare il brasiliano sulle sue stesse gambe. Si capisce da subito che Ngannou non è un combattente comune.

Grazie anche a un'impostazione da pugile facilitata dalle dimensioni enormi (193 cm d'altezza per 211 d'allungo), Ngannou ha iniziato a far strage di avversari, collezionando teste illustri in brevissimo tempo. Il suo stile è brutale ma pulito, costituito da combinazioni di braccia letali, da potenza irresistibile in entrambe le mani e dalla capacità quasi chirurgica di individuare il mento del proprio avversario. Un insieme di punti forti spettacolari e vincenti, che gli hanno consentito di scalare rapidamente la divisione fino ai vertici. Dopo aver inanellato cinque vittorie di fila e due Performance of the Night, battendo avversari del calibro di Curtis Blaydes, Andrei Arlovski e Alistair Overeem, a Ngannou il 20 gennaio del 2018 gli viene data l'opportunità di combattere per il titolo che apparteneva allora a Stipe Miocic.

Stipe Miocic e Francis Ngannou a tappeto
UFC 220: arriva la sconfitta contro Stipe Miocic

Il match assume dei connotati strani: inizialmente Ngannou cerca di prendere le misure e di staccare, letteralmente, la testa dal collo di Miocic. Il pompiere di Cleveland però ha l'intelligenza e l'esperienza di chi conosce benissimo la gabbia ed ogni suo segreto e non fatica ad assorbire qualche colpo di striscio ed a mettere a segno la strategia vincente: quella di affidarsi al proprio wrestling per costringere spalle a terra il camerunense, rendendolo totalmente inoffensivo fino al suono della sirena del quinto round. Il verdetto è impietoso: 50 a 44 in favore dello statunitense per tutti e tre i giudici. Un risultato che porta Francis a riconsiderare il proprio ruolo all'interno del mondo delle MMA: anche il fighter più forte può essere sconfitto.

Il match successivo è d'assestamento per Ngannou e rimane probabilmente uno dei match dalle più alte aspettative, ma estremamente deludente nel suo svolgimento, che si sia mai visto. È la Bestia Nera Derrick Lewis ad avere la meglio su Ngannou, ancora per decisione unanime. 31 colpi totali in tre round, un dato agghiacciante che pone il match fra i due colossi al secondo posto fra i match col minor numero di colpi totali fra due sfidanti in UFC, considerando i match da tre round.

Dopo il ritorno alla MMA Factory però Francis Ngannou non sbaglia una singola uscita. Chi lo dà per morto nel rematch contro il potente wrestler Curtis Blaydes, deve ricredersi. Chi suona la sua marcia funebre in occasione del rientro di Cain Velasquez viene zittito in una manciata di secondi. Chi crede che la strategia e la qualità in gabbia di Junior dos Santos siano superiori all'istinto ed alla brutalità del Predator africano rimane sorpreso. Ed in due minuti e ventidue secondi totali Ngannou si libera di tre dei più forti pesi massimi mai visti all'interno dell'ottagono UFC.  È ancora rivoluzione. È ancora Francis Ngannou.

Con la legalizzazione delle MMA in Francia a partire dal 2020, un evento a Parigi da parte di UFC, sicuramente numerato, è già dietro la porta. Una possibilità che il francese d'adozione Ngannou non potrà farsi sfuggire. E infatti ha già iniziato la sua campagna per ottenere la prossima chance titolata che dovrebbe vederlo contro il vincitore del rematch fra il campione Daniel Cormier e lo sfidante Stipe Miocic. A UFC 241, che avrà luogo ad Anaheim, California, il prossimo 17 agosto, sapremo chi sarà il prossimo campione dei pesi massimi. 

The Predator è già in attesa, dopo aver messo a segno tre impressionanti vittorie di fila contro un contendente credibile e due ex campioni. Dopo il ridimensionamento subito e la palese evoluzione in termini di esperienza e presenza nell'ottagono, Francis Ngannou è pronto.

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