In lutto dal 1963: la storia della promessa di un tifoso delle Baleari

Allo stadio vestito di nero: un tifoso dell'Atletico Baleares da 50 anni aspetta il ritorno in Segunda Division.

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Due semplici parole: per sempre. Nel calcio, come in pochi altri ambiti della vita, hanno ancora un peso, un senso, una reale solidità. Per questo la squadra del cuore si ama "per sempre", certe sconfitte bruciano l'anima "per sempre", ci sono esultanze e vittorie destinate a rimanere indelebili in testa "per sempre". 

L'Atletico Baleares quest'anno ha sfiorato la promozione in Segunda Division: sarebbe bastato un solo gol contro il Mirandes per festeggiare. Il 3-1 maturato in casa non è bastato per trionfare nei playoff, la festa è rimandata. Soprattutto per Bernat. 

Gli assoluti nel calcio esistono: lo sa bene Bernat Vallori-Mas, tifoso leggendario dell'Atletico Baleares. Che da 50 anni allo stadio va vestito di nero. L'ha giurato: fino a che il suo club non tornerà in Segunda Division, allo stadio vestirà a lutto. Abbracciami, finché l'Atletico non torna in B.

La promessa di un ragazzino vale per sempre: 50 anni dopo, Bernat la mantiene ancora

Tutto è nato in un giorno quasi estivo: siamo nella stagione 1962/63, l'Atletico Baleares scende dalla Seconda Divisione alla Terza dopo lo spareggio contro Algeciras. Finisce 3-1, risultato senza appello: il 9 giugno del '63, quando l'arbitro Bañón Gonzálbez fischia la fine, non sa di aver cambiato per sempre la vita, e l'abbigliamento, di Bernat Vallori-Mas.

Che, ragazzino, giura solennemente di vestire a lutto allo stadio finché non rivedrà in Segunda l'Atletico Baleares. In realtà immagina, come tutti i ragazzi, di avere altre occasioni, pensa sia una questione di una o due stagioni. Non arriva a pensare che, a 72 anni, 50 anni dopo, la sua maglietta nera diventerà leggenda, a Son Malferit. 

Da 50 anni in nero, con pochissime deroghe, e solo per casi sfortunati. Vallori-Mas racconta la sua speranza e il suo nero lutto che dura da quel caldo giugno al giornale spagnolo "Ultima Hora":

Una volta ho messo una maglietta bianca e contro il Guernica mi sono vestito di verde, ma perché non avevo abiti neri... Ho perso un paio di stagioni, perché ero in India, in America e a Tenerife. Dell'Atletico Baleares per il resto so tutto e ho visto tutto: l'inaugurazione dello stadio delle Baleari, quando hanno rotto la gamba a Crespi contro il Birmingham, il primo gol che abbiamo fatto nella seconda divisione, era la stagione 1961/62...

La sua promessa riecheggia ancora, domenica dopo domenica, maglietta nera dopo maglietta nera. Da quel giugno, il suo Atletico Baleares non è più riuscito a risalire. Anno dopo anno, maglietta nera dopo maglietta nera, allo stadio il suo lutto è diventato iconico. Una promessa per sempre, il calcio è anche questo, incredibile capacità di stimolare passioni travolgenti. Che superano tempo e spazio, e tutte le naturali coordinate che sembrano limitare l'uomo. La sua promessa resiste:

Amo le Baleari più di me stesso. Quando abbiamo giocato contro Mirandés nella gara valevole per la promozione, ho portato una borsa con una maglietta rosa, per ogni evenienza

"Per sempre", parole che forse in certi angoli della vita non avranno significato, ma nel calcio acquistano una profondità inaudita, inaspettata, incredibile. I seggiolini azzurri del Campo de Son Malferit hanno una storia da raccontare: parla di un signore di 72 anni che da 50 anni si siede, vestito di nero, in attesa di vedere il suo Atletico in Segunda... 

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