Atletica, grande attesa per il Prefontaine Classic di Stanford

Stadio tutto esaurito per quello che si preannuncia come uno dei migliori meeting dell’anno.

La corridrice Shelly Ann Fraser Pryce Getty

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Il Prefontaine Classic si sposta quest’anno da Eugene a Stanford, città universitaria californiana non lontana da San Francisco. Il teatro del Pre Classic è il Cobb Track and Angel Field, impianto dove viene organizzato l’annuale Payton Jordan Invitational di Palo Alto. Nel 2003 e nel 2004 ha ospitato due edizioni dei National Championships.

Il Meeting Director del Prefontaine Classic Tom Jordan ha annunciato che lo storico impianto californiano sarà tutto esaurito.

Avremo uno stadio pieno con 8000 spettatori. Sarà un meeting ricco di emozioni. E’ un impianto piccolo ma l’atmosfera sarà famigliare e perfetta per una grande giornata di atletica. Avremo le migliori gare di sempre nel mezzofondo su suolo statunitense. Genzebe Dibaba è imbattuta nelle precedenti gare disputate al Prefontaine Classic e correrà i 3000 metri. Nel salto con l’asta avremo Sam Kendricks, il primo astista statunitense in grado di classificarsi primo per due anni di fila  nel Ranking della rivista Track and Field dai tempi di Bob Seagren dal biennio 1968-1969. Nello sprint debutta in Diamond League Sha’Carri Richardson, che ha battuto il record mondiale under 20 sui 100 metri dopo 42 anni. Correrà contro Shelly Ann Fraser Pryce, una delle velociste più medagliate nella storia con tre ori mondiali e due titoli olimpici. 

La diciannovenne Sha’Carri Richardson debutta da professionista in un 100 metri stellare che presenta Shelly Ann Fraser Pryce, la campionessa mondiale Tori Bowie e la vincitrice del titolo NCAA e degli US Nationals 2018 Aleia Hobbs (prima al meeting di Shanghai al debutto in Diamond League).

Essere diventata professionista ha rappresentato per me un grande cambiamento. Sapevo che sarebbe stato tutto molto diverso rispetto al passato. E’ stata la scelta giusta per me. Quando sono entrata alla Lousiana State University pensavo che sarei diventata un’atleta migliore, ma non mi aspettavo di raggiungere i risultati che ho ottenuto quest’anno. Non pensavo che sarebbe arrivato tutto così presto. Come tutti ero sorpresa. Conoscevo il mio potenziale e sapevo che la mia etica del lavoro va di pari passo con il mio talento. Il 10”75 realizzato ai Campionati NCAA dimostra che cosa potrò fare in futuro quando avrò raggiunto la mia piena maturità. Gareggiai al Prefontaine Classic in una gara sui 200 metri dedicata agli studenti delle high school. E’ un sogno poter correre la mia prima gara da professionista in questo meeting. La pista di Stanford è molto veloce e non vedo l’ora di correre. 

La corridrice Shelly Ann Fraser Pryce
Attesa per Shelly Ann Fraser Pryce al Prefontaine Classic

Atletica, attesa per il Prefontaine Classic di Stanford

Shelly Ann Fraser Pryce ha parlato del suo graduale ritorno all’attività dopo la nascita del primogenito Zyon. La fuoriclasse giamaicana soprannominata “the Pocket Rocket” è tornata a grandi livelli ai recenti Campionati giamaicani di Kingston dove si è classificata seconda sui 100m in 10”73 e sui 200m in 22”22.

Dopo la nascita di Zyon ho impiegato molto tempo per tornare in forma. Ricordo di aver ripreso ad allenarmi gradualmente 11 settimane dopo il parto. Nella prima settimana ho fatto solo due giorni di allenamento perché sentivo dolore. Il 2018 era un anno senza Mondiali e Olimpiadi e questo mi ha aiutato a tornare in forma senza pressioni. Ho avuto bisogno di molta pazienza e di gare ad alto livello per ritornare ai miei livelli del passato, come quelle dei Campionati nazionali contro Elaine Thompson. Mio figlio avrebbe dovuto venire con me, ma il passaporto di mio marito è scaduto, e non ha potuto seguirmi qui, ma verrà in Europa a partire da Luglio. 

Elaine Thompson guida la starting list di un 200 metri da favola che presenta la tripla campionessa europea Dina Asher Smith e la due volte campionessa mondiale dei 200m Dafne Schippers. Thompson arriva a Stanford in grandi condizioni dopo la doppietta sui 100m e sui 200m ai Campionati Giamaicani di Kingston dove ha realizzato i migliori tempi mondiali dell’anno con 10”73 e 22”00.

Non credo di aver corso ancora la mia gara perfetta. Sto ancora lavorando per correre la mia miglior gara di sempre. Onestamente non mi aspettavo di andare così forte ai Trials giamaicani e sono rimasta sorpresa.

Christian Coleman torna a correre i 100 metri dopo il recente secondo posto in 19”97 realizzato a Ostrava alle spalle di André De Grasse.

Dopo la gara di Ostrava ero molto stanco ma penso che questo sia dovuto alla mancanza di abitudine nel gareggiare. Servono più gare per raggiungere il top della forma. Puoi lavorare duramente in allenamento, ma è difficile replicare le stesse sensazioni in gara quando si corre con i migliori sprinter del mondo. Durante le gare universitarie si gareggiava tanto correndo ogni settimana nelle staffette e si raggiungeva la forma migliore con le competizioni. Da quando sono diventato professionista ci si allena di più per arrivare già in forma alle gare. Devo tutto al mio coach che mi permette di raggiungere il top della forma. Non ho mai corso a Stanford ma tutti mi hanno detto che è una pista velocissima.  

Coleman ha confermato l’intenzione di doppiare 100 e 200 metri ai prossimi Mondiali di Doha.

I 100 metri sono la mia gara principale. I 200 metri saranno un bonus e ogni risultato sulla distanza più lunga sarà ben accetto.

Filippo Tortu parte con il tempo più “lento” tra gli iscritti di un 100 metri stellare che annovera otto velocisti con un personale al di sotto dei 10 secondi. Il primatista italiano ha un tempo di iscrizione di 9”99, il tempo che gli ha regalato il record italiano lo scorso anno al meeting di Madrid. Soltanto il figlio d’arte Cameron Burrell ha un tempo di accredito stagionale più lento con 10”12, anche se in carriera ha corso in 9”93. Per la gara di Stanford è prevista una temperatura di 24°C. Oltre a Coleman sarà presente anche il campione del mondo di Londra 2017 Justin Gatlin.

Gatlin guida 3-0 nei confronti diretti con Coleman e ha vinto cinque volte al Prefontaine Classic. Da seguire anche Mike Rodgers, l’unico statunitense ad essere sempre sceso sotto i 10 secondi ogni anno dal 2009. Il record dello stadio è detenuto dal grande Maurice Greene con il 9”99 realizzato ai Campionati nazionali del 2002. Nella lunga trasferta americana Filippo Tortu è stato accompagnato dal fratello maggiore Giacomo e dal preparatore atletico Flavio Di Giorgio.

Il campo è spettacolare. E’ già un onore far parte di un simile cast. Dopo Stanford gareggerò il 12 Luglio a Montecarlo sui 100 metri.

Norman insegue il record del meeting di Michael Johnson

Michael Norman sfiderà Fred Kerley in una gara di 400 metri stellare dove potrebbe essere in pericolo il record del Prefontaine Classic detenuto dal 2000 dal grande Michael Johnson. Michael ha raccontato dei suoi ricordi d’infanzia legati ai suoi inizi nel mondo dell’atletica.

Ho iniziato a correre a scuola quando ero piccolo. La prima gara che ho visto in televisione è stata la finale olimpica dei 200 metri di Pechino vinta da Usain Bolt nel 2008.

Norman ha affermato in conferenza stampa che il programma è di concentrarsi sui 400 metri ma non ha escluso la possibilità di correre anche i 200 metri.

La mia intenzione è correre solo i 400 metri ma i programmi potrebbero cambiare. In futuro mi piacerebbe tentare la doppietta.

Anticipazione dei Mondiali nel salto con l’asta e nel getto del peso

Due delle gare più attese del Pre Classic sono il salto con l’asta e il getto del peso che riuniscono tutti i migliori in una sorta di anticipazione dei prossimi Mondiali di Doha. Sam Kendricks è l’uomo da battere dopo il recente 5.93m realizzato a Ostrava. La gara del salto con l’asta annovera cinque atleti con un personale oltre i 6 metri e Christoper Nilsen, che ha battuto Armand Duplantis con 5.95m nelle recenti Finali NCAA di Austin con la maglia dei Coyotes del South Dakota.

Inseguiamo gli stessi obiettivi e trascorriamo tante ore in pedana insieme e questo ha cementato il nostro legame. Non è solo una sfida tra noi e l’avversario, ma una gara tra l’atleta e l’asticella. C’è molto talento in pedana ed è straordinario trovarsi tutti insieme in un grande evento come il Prefontaine Classic. L’atletica è come la marea. Va e viene. E’ difficile prevedere se in futuro ci saranno talenti in grado di superare i 6 metri nella nuova generazione oppure no. L’obiettivo è essere un buon ambasciatore della mia generazione. Nella nostra specialità non ci sono veri favoriti ma bisogna sempre conquistarsi la vittoria in ogni meeting e non bisogna mai dare nulla per scontato. Ci sono tanti grandi atleti in gara. Renaud Lavillenie torna dopo l’infortunio. Mondo Duplantis ha saltato 6.00m in questa stagione. Chris Nilsen ha saltato 5.95m.

Il campione mondiale di Londra ha raccontato in una recente intervista con il Magazine televisivo della IAAF in onda quest’estate su Sky Sport che agli inizi della sua carriera non era tra i migliori e che veniva regolarmente battuto da altri atleti. La svolta è avvenuta con la conquista del titolo NCAA e il bronzo olimpico nel 2016 a Rio de Janeiro a 23 anni. Fin dagli esordi l’astista del Mississippi è stato guidato dal padre allenatore Scott Kendricks, che cominciò ad allenare nel 1999 alla Oxford High School nel Mississippi.

Un altro figlio d’arte in gara a Stanford è il campione olimpico di Rio de Janeiro Ryan Crouser, che ha ereditato la passione da una famiglia di lanciatori. Il padre Mitch Crouser ha fatto da riserva nel team americano alle Olimpiadi di Los Angeles. Lo zio Dean Crouser è stato un buon pesista e discobolo, mentre i cugini Sam e Haley sono discreti giavellottisti. Crouser ha iniziato la stagione con lo straordinario 22.74m realizzato a Long Beach.

Sono contento della mia condizione di forma. Prima del lancio da 22.74m di Long Beach non ero al meglio e mi sono concesso qualche giorno per recuperare e presentarmi al meglio in gara. Sono eccitato per domani e non vedo l’ora di gareggiare al Prefontaine Classic. Come avviene nel salto con l’asta esiste un bel rapporto anche tra noi lanciatori. Siamo gli stessi atleti in gara nei meeting della Diamond League e trascorriamo molto tempo insieme. Ci alleniamo insieme e ci conosciamo molto bene. Prima del 2016 non si perdeva mai una gara di Diamond League con un lancio da 22 metri. Ora questa misura non è sufficiente per vincere. C’è molta competizione. Tanti avversari vogliono batterti e questo causa un senso di frustrazione, ma in generale c’è un’ottima atmosfera, specialmente tra noi americani. Stanford sarà la prima grande competizione dell’anno. Ci sarà una grande atmosfera. Non gareggio da parecchio tempo in questo impianto e non vedo l’ora. A parte il meeting di Doha ho gareggiato in manifestazioni sempre più piccole. 

Laura Muir guida un grande campo di partenti sui 1500 metri femminili dove la campionessa olimpica Faith Kipyegon fa il suo ritorno dopo la maternità. Muir ha iniziato molto bene la stagione outdoor vincendo a Stoccolma prima del secondo posto a Roma in 3’56”73, suo miglior tempo dal 2016.

Mi sento in grande forma. Vincere due medaglie d’oro agli Europei Indoor a Glasgow davanti alla mia famiglia e ai miei amici è stata un’esperienza straordinaria. Se corri in 3’56” senza aver svolto ancora allenamenti veloci ma con tanto allenamento di resistenza sulle gambe è un buon segno. Si tratta di eseguire al meglio la gara.

Genzebe Dibaba insegue il quarto successo al Prefontaine Classic dopo le tre vittorie in carriera sui 5000 metri a Eugene.

Sono ben preparata nonostante il lungo viaggio. Ho lavorato molto bene per migliorare l’ultima parte della gara.

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