Rapinoe: "Senza gay non si vince, è scienza". Trump le toglie la fascia?

La calciatrice degli Stati Uniti decide la sfida contro la Francia con una doppietta, ma a tenere banco sono le sue dichiarazioni contro la Casa Bianca e la perdita della fascia di capitano nella sfida contro Les Bleues.

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Non accenna a placarsi la polemica tra il presidente americano Donald Trump e la stella della Nazionale femminile degli Stati Uniti Megan Rapinoe, che nel corso dei Mondiali di categoria in scena in Francia in questi giorni si è prima rifiutata di cantare l'inno e poi ha annunciato la ferma intenzione di non recarsi alla Casa Bianca in caso di vittoria finale ed eventuale invito presidenziale.

33 anni, dichiaratamente omosessuale e icona nella lotta per i diritti civili e contro le discriminazioni di genere, Megan Rapinoe aveva ribadito la propria presa di posizione nei confronti dell'attuale presidente degli Stati Uniti all'indomani della vittoria sulla Spagna, arrivata grazie a una sua doppietta su calcio di rigore. E a stretto giro di posta era arrivata la risposta di Trump, che dopo aver definito l'atteggiamento della calciatrice "poco adeguato" l'aveva invitata a far parlare i fatti, a vincere prima di parlare di eventuali inviti da rifiutare.

Un invito che la Rapinoe ha preso alla lettera: nei quarti di finale contro le padrone di casa della Francia la stella del Seattle Reign ha sbloccato la gara su calcio di punizione dopo appena 5 minuti e l'ha chiusa al 65esimo, una botta di destro che ha frustrato il tentativo di rimonta delle transalpine e regalato al team USA il pass per le semifinali, dove le ragazze di Jill Ellis se la vedranno con l'Inghilterra. A tenere banco però è stato un particolare: perché Megan non indossava la fascia di capitano come nelle precedenti occasioni?

Megan Rapinoe festeggia il gol contro la Francia
Dopo aver deciso la gara contro la Spagna con una doppietta su rigore, Megan Rapinoe si è ripetuta contro la Francia con altri due gol che proiettano il Team USA in semifinale.

Rapinoe, nuova stilettata a Trump: "Senza gay non si può vincere, è scientifico"

Se è vero che nelle gerarchie della Nazionale americana la Rapinoe condivide il ruolo di co-capitano con Alex Morgan e Carli Lloyd, e quindi si potrebbe essere trattato di normale turnazione, lo è altrettanto il fatto che questa si sia verificata all'indomani del botta e risposta tra la calciatrice e Trump lascia spazio anche ad altre ipotesi. Megan potrebbe avere rifiutato la fascia in segno di protesta, oppure questa potrebbe esserle stata tolta in seguito a un ordine dall'alto.

La cosa non ha comunque toccato la stella degli Stati Uniti, autrice fino a oggi di tutti i gol della selezione a stelle e strisce nella fase a eliminazione diretta e che immediatamente dopo il fischio finale ha commentato la vittoria riaccendendo la polemica che la vede protagonista.

Non si può vincere un torneo come questo senza gay in squadra, non è mai successo prima, mai. È scienza. Sono motivata dalle persone a cui piaccio, che combattono le mie stesse battaglie. Mi regalano più energia che provare a dimostrare agli altri che si sbagliano. Per me essere gay, e giocare i Mondiali nel mese del Pride, è favoloso.

Dichiarazioni forti che seguono quelle precedenti alla gara, quando pur scusandosi per i termini utilizzati ("Non andrò alla fot**ta Casa Bianca!") aveva ribadito l'intenzione di rifiutare un eventuale invito da parte del presidente Trump, esortando le compagne a riflettere seriamente sulla questione.

Incoraggerei le mie compagne a riflettere attentamente sul condividere qualcosa con un'amministrazione che non lotta per le stesse cose per cui lottiamo. Ma non sono preoccupata di destabilizzare la squadra con le mie dichiarazioni, abbiamo uno spogliatoio molto forte e unito e siamo incredibilmente aperte le une con le altre.

Un concetto ribadito anche dalla selezionatrice Jillian Ellis, che ha ribadito il pieno supporto della Nazionale alla sua stella.

Non sono affatto preoccupata a proposito delle sue dichiarazioni, Megan ha il nostro pieno supporto, sa come gestire se stessa e la sua risposta sul campo è stata eloquente. 

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