Serie A, il Decreto Crescita è legge: i vantaggi per i nostri club

Passato ieri anche l'esame del Senato. Ora i club italiani avranno consistenti sgravi fiscali e potranno offrire ingaggi maggiori a top player e tecnici provenienti dall'estero.

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È passato sul filo di lana, ma è passato con 158 voti favorevoli, 104 contrari e 15 astenuti. I giorni erano contati: superato lo scoglio della Camera dei deputati, il Decreto Crescita doveva superare anche l'esame del Senato entro il 29 giugno pena la decadenza. E sarebbe stato un peccato, almeno guardando la situazione dal punto di vista del calcio italiano e soprattutto della nostra Serie A.

Il Decreto, infatti, conteneva diverse misure, un mix che andava dal taglio dell'Ires a norme a favore dell'ex Ilva di Taranto, dal cosiddetto "salva-Roma" a diversi provvedimenti in favore di enti in difficoltà, di Radio Radicale, dei fornitori di Mercatone Uno. Un frullatore, insomma, nel quale hanno trovato posto anche alcune novità che agevoleranno le nostre società di calcio, sempre in competizione con quelle straniere.

Il governo Conte, anche nell'ottica di preparare il terreno alle multinazionali nel post-Brexit, ha ripreso un provvedimento del governo Renzi del 2015 che, per mezzo di una serie di sgravi fiscali, intendeva agevolare il rientro in Italia dei nostri "cervelli in fuga". Ora ne è stata estesa l'applicabilità a tutti coloro che non sono stati residenti in Italia negli ultimi due anni ed esprimono l'intenzione di rimanerci per almeno i prossimi due. Non saranno nemmeno più necessari titoli accademici, come era in precedenza, né ci sarà più lo sbarramento dei 5 anni, e soprattutto è anche stato notevolmente abbassato l'imponibile su cui verranno conteggiate le tasse da pagare: dal 70 al 30%.

 Serie A: Conte e Pogba
Serie A: Conte e Pogba rientrano pienamente nei parametri degli sgravi fiscali del Decreto Crescita

Serie A, i vantaggi del Decreto Crescita

Certo, temendo di aver esagerato, il governo ha approfittato del lungo iter del dl per apportare alcune modifiche, fra le quali spicca quella che riguarda proprio la Serie A: per le società professionistiche, infatti, l'imponibile da tassare è stato innalzato al 50% anziché al più favorevole 30%, pur sempre, comunque, un bello sgravio per i nostri club che ora potranno competere con tutte altre armi con quelli esteri. Inoltre, l’applicazione del regime agevolato per gli sportivi professionisti sarà subordinata al versamento di un contributo pari allo 0,5% dell’imponibile che finirà in un fondo destinato a finanziare la crescita dei nostri settori giovanili. Un po' come la cosiddetta "legge Beckham" (Decreto reale 687/2005) in Spagna, attraverso la quale si prevedeva un'aliquota di tassazione ridotta dal 43% al 24% per tutti i lavoratori stranieri in Spagna con introiti superiori ai 600.000 euro annuali.

Infine è stato cancellato, ma solo per le società calcistiche, il cosiddetto supersconto - che abbassa l'aliquota agevolata addirittura al 10% - per il Sud e le Isole. È stato fatto notare, infatti, che la tassazione sul solo 10% applicata ai club di calcio del Meridione - Napoli in testa, ovviamente - avrebbe causato un iniquo squilibrio rispetto a quelli del centro-nord.

De Ligt  Ajax
Anche l'operazione De Ligt potrebbe essere ora agevolata dalle norme del decreto

Tali modifiche, comunque, non alterano l'essenza di un provvedimento grazie al quale ora i nostri club potranno mettere sotto contratto giocatori e allenatori con stipendi che finora per loro erano spesso quasi proibitivi. Potranno infatti contare su uno sconto fiscale - pari, per fare un esempio, a 2,15 milioni su uno stipendio netto di 10 - che consentirà loro o di risparmiare sugli stipendi lordi o di offrire contratti più vantaggiosi a chi proviene da altre leghe (fra gli altri De Ligt, Pogba, James, Conte, ma non Sarri che all'estero è rimasto un solo anno). Una vera e propria chiave di accensione per mettere in moto un circolo virtuoso che, insieme alla crescita dei ricavi da merchandising, diritti televisivi e ticketing, permetterebbe di attirare nuovi sponsor, aiutando così a rendere decisamente più competitiva la nostra Serie A rispetto a campionati che in questo momento ci sono davanti, come Liga e Premier League.

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