Milan, il TAS sentenzia: rossoneri fuori dall'Europa League 2019/20

Rossoneri esclusi dalla prossima campagna europea in cambio di un accordo sui parametri di rientro. La Roma avanza alla fase a gruppi, dentro anche il Torino.

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Il primo atto della sfida tra il Milan e la UEFA si è finalmente concluso. I rossoneri non parteciperanno all'edizione 2019/20 di Europa League. La decisione è stata presa e comunicata dal TAS, ma era attesa già da diverse settimane visto che l'ipotesi di un'esclusione veniva paventata addirittura come proposta stessa della proprietà rossonera, incline alla rinuncia in cambio di un trattamento un pochino più morbido da parte di Nyon. In seguito, nella mattinata di oggi, la decisione è stata solo ratificata in maniera definitiva.

L'accordo raggiunto tra le parti prevede la contestuale rinuncia del Milan ai due ricorsi presentati allo stesso TAS di Losanna contro due decisioni della UEFA (la prima relativa alla sanzione con multa di 12 milioni ed esclusione dalle coppe senza break even nel 2021, la seconda riguardo il deferimento del club nel triennio 2015-2018). Da Nyon invece arriva la rinuncia a procedere con l’investigazione per quanto riguarda il triennio 2016/17/18, riunendo il tutto sotto un'unica sentenza.

Il verdetto ottenuto questa mattina porta a fare un obbligato passo indietro per capire a cosa il Milan pensava di andare incontro quando, durante gli ultimi mesi, gli avvocati di Elliott si sono praticamente trasferiti in Svizzera per lavorare ai fianchi la UEFA. Il primo scenario, ipotizzato in più occasioni, prevedeva che la società trattasse a ranghi serrati direttamente con chi avrebbe dovuto giudicarla, ma ci sono regole molto restrittive verso questo tipo di condotta.

Maldini Milan
Paolo Maldini, direttore dell'area tecnica del Milan: i rossoneri non giocheranno l'edizione 2019/20 di Europa League, come stabilito dal TAS

Milan – UEFA, niente Europa League: gli altri scenari della vigilia

O, altra voce, la trattativa sarebbe stata condotta a stretto contatto con la commissione inquirente, che però aveva già detto no una volta alle richieste dei rossoneri, il cui obiettivo è sempre stato quello di prolungare di almeno un anno l'obbligo del pareggio di bilancio. Su questa questione si è spesso dibattuto, ed è stato uno dei cavalli di battaglia portato avanti dal club negli scorsi mesi quando, proprio con il massimo organismo calcistico europeo, ci si era più volte incontrati per cercare di mediare le rispettive posizioni.

Il secondo scenario prevedeva l'abbandono della trattativa di cui sopra, con il Milan che avrebbe direttamente ritirato il ricorso al Tas. Già, perché il club al momento ha due pendenze ancora in attesa di giudizio, la prima delle quali imporrebbe una squalifica nel 2021 qualora non venissero presentati le adeguate garanzie di rientro, quindi i conti in ordine. In questo modo i legali avrebbero dovuto ammettere l'errore gestionale davanti ai giudici chiedendo clemenza e l'unificazione delle due sentenze, visto che il buco economico è stato ereditato dalle scellerate gestioni precedenti marchiate Fininvest e Yonghong Li.

La terza e ultima possibilità, quella che alla vigilia sembrava già più probabile, coinvolgeva anche Roma e Torino, due società in attesa di chiarezza sul proprio futuro perché, in caso di esclusione dei rossoneri dall'Europa League, i giallorossi si sarebbero potuti permettere di allungare le vacanze lasciando ai granata la fatica di giocare (se tutto va bene) tre turni preliminari. Elliott si era già detto pronto a rinunciare agli introiti della coppa (stimati tra i 15 e i 30 milioni) in cambio di un allungamento dei tempi di rientro. Stando così le cose, invece, la Roma avanzerà direttamente alla fase a gruppi di Europa League, mentre il Torino giocherà tre preliminari.

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