Marchetti: "Al Genoa situazione aberrante. Ho ricevuto alcune offerte"

Il portiere del Grifone ha parlato della sua ultima stagione, nata sotto ben altri auspici: "Mi hanno messo fuori dopo cinque partite". E in estate sarà addio.

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Nove squadre, quindici anni a livelli quasi top, esperienze trasversali in tutta la Penisola e la certezza di aver dato al calcio tutto ciò che era possibile dare. Federico Marchetti è stato uno dei più grandi "what if" del movimento giovanile azzurro: cresciuto nel vivaio del Torino, da ragazzino veniva considerato uno dei portieri più promettenti in circolazione, una nomina guadagnata con il sudore della fronte e la fatica di chi, consapevole di non essere dotato di un talento particolare, ha ottenuto tutto con il lavoro duro e tanti sacrifici.

Dopo sette anni passati alla Lazio, il classe 1983 originario di Bassano del Grappa aveva bisogno di rimettersi in discussione: da qui la scelta del Genoa che, nonostante l'età avanzata, aveva comunque deciso di offrirgli un contratto biennale. Molto probabilmente però le parti si separeranno prima, visto che la stagione non è andata come il numero uno - precipitato dal ruolo di primo a quello di quarto portiere - si sarebbe atteso:

La situazione è molto semplice: avevo bisogno di carburare dopo anni in cui avevo avuto poche occasioni per giocare, ma dopo sole cinque partite ero già finito in panchina. Penso che per un professionista come me, quella vissuta al Genoa sia una situazione aberrante.

Dichiarazioni molto dure, quella rilasciate da Marchetti al sito Europa Calcio. Il portiere ci ha tenuto a raccontare la propria versione perché, durante la stagione, più volte la sua professionalità è stata messa in dubbio, sia da tifosi che - seppure in maniera più velata - dalla società. La scelta di approdare sotto la Lanterna era stata fatta sotto tutti altri auspici: la voglia di tornare in campo era tanta ma, ben presto, quella che doveva trasformarsi in una sorta di rilancio ha preso le sembianze di una trappola dalla quale, adesso, bisognerà provare a evadere.

Federico Marchetti in una delle poche apparizioni al Genoa
Nonostante un contratto in scadenza 2020, Federico Marchetti potrebbe a breve lasciare il Genoa: il portiere, finito subito ai margini del Grifone, non ha risparmiato critiche alla società

Genoa, le bordate di Marchetti: "Hanno cambiato idea un po' troppo velocemente"

Quando si tocca l'argomento Genoa, l'ex Primavera del Torino ne ha davvero per tutti. Bordate clamorose con la consapevolezza che, così facendo, il rischio di passarsi tutto il secondo anno di contratto in tribuna potrebbe farsi più concreto:

Mi ritengo una persona centrata ed equilibrata, non mi sono mai lasciato scoraggiare né dai nuovi tifosi, ai quali non sono mai piaciuto, né dalla società, che evidentemente aveva rapidamente cambiato idea sulla mia utilità. Avrei potuto fare la guerra, ma non sono uno stupido: ho imparato che non portano a nulla.

Scontato, quindi, che il suo futuro sarà lontano da Genova:

Ho un contratto per tutta la prossima stagione e l’opzione per quella successiva, condizione non sufficiente per chi, come me, vuole stare in campo. Ho ricevuto alcune proposte interessanti, tutte all’estero e in squadre con profili appetibili. Sono tentato di accettarne una, ma la voglia di rilancio in Italia al momento mi stuzzica di più. Vedremo a breve.

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Sicuramente portarsi a casa Marchetti equivale ad assicurarsi un portiere di qualità e di grande esperienza. Nonostante lui abbia dichiaratamente espresso il desiderio di fare ancora il titolare, come secondo farebbe comodo a diverse realtà di medio-alta Serie A. Pensiamo per esempio al Torino, al quale - essendo un prodotto del vivaio - permetterebbe ai granata di liberare una slot in più all'interno della rosa.

I suoi ultimi anni non riflettono il reale valore di quello che, per diversi anni, è stato il vice di un certo Buffon in Nazionale:

Indossare quella maglia è come vestirsi da supereroe, una responsabilità incredibile. L'emozione più grossa però l'ho vissuta il 26 maggio 2013, quando con la Lazio abbiamo vinto la finale di Coppa Italia contro la Roma: ancora ci chiamano eroi, una cosa che mi fa venire la pelle d'oca. Spiace per come ci siamo lasciati, si vede che doveva finire così.

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