Napoli, la variabile James: Ancelotti studia come sfruttarlo al meglio

Interno, esterno o trequartista: il colombiano può offrire più soluzioni tattiche a una squadra che cambierà proposta di gioco molto spesso.

2 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Ancora pochi giorni, giusto i necessari per capire quanto la Colombia rimarrà ancora dentro alla Copa America, e poi il matrimonio tra James Rodriguez e il Napoli potrà finalmente consumarsi. Il trequartista cafetero sarà il fiore all'occhiello della campagna di calciomercato estiva degli azzurri, con il presidente De Laurentiis deciso a regalare a Carlo Ancelotti uno dei suoi giocatori feticcio, di quelli allenati in passato e mai più dimenticati. Proprio come in una storia d'amore, di quelle simili al grande sentimento che la piazza campana nutre per i propri beniamini.

Un'unione, quella tra James e il Napoli, che potenzialmente potrebbe alzare decisamente il livello di squadra. Il colombiano in Italia diventerebbe subito uno degli elementi di spicco, all'interno di un campionato che da tanti, troppi anni aveva bisogno di riportare dentro i propri confini giocatori di questo spessore tecnico. Ancelotti lo ha già allenato a Madrid e Monaco di Baviera, scoprendolo piano piano e apprezzandone le doti solo col passare del tempo. Questo perché il Bandido, soprannome affibiatogli ai tempi in cui giocava nell'Envigado, è un ragazzo timido e poco incline a spiccare in mezzo a personalità più incisive della sua.

È successo in Spagna, dove in breve tempo è stato oscurato dalla BBC, e poi in Germania, dov'era partito bene per poi regredire nel post esonero dell'allenatore emiliano. Addirittura, anni fa Arrigo Sacchi raccontò che all'inizio Ancelotti nemmeno lo voleva, visto che come condizione principale per rimanere a Madrid dopo la "Decima" aveva chiesto rinforzi top a centrocampo. Invece le cose sono andate diversamente: Rodriguez è stato aspettato e sgrezzato tatticamente, il mister lo ha migliorato nella gestione della fase di non possesso restituendo al calcio mondiale l'elemento impattante - seppure ancora discontinuo - che avevamo imparato a conoscere ai tempi di Porto e Monaco.

James Rodriguez con Carlo Ancelotti
Potrebbe essere James Rodriguez il colpo di mercato per il Napoli della prossima stagione: il campione colombiano rappresenterebbe una variabile tattica molto importante per Ancelotti, che lo ha già allenato a Madrid e Monaco di Baviera

Esterno, intero o trequartista: James Rodriguez è pronto a prendersi il Napoli

Proprio grazie alle prestazioni sfoderate durante la sua esperienza nel Principato, James si era conquistato la chiamata e la titolarità della nazionale colombiana al Mondiale 2014, dove stupì tutti e fece innamorare follemente di lui Florentino Perez. Darlo ad Ancelotti, a posteriori, è stata la svolta di una carriera che avrebbe potuto prendere una piega decisamente diversa. In primo luogo, va specificato che - rispetto agli esordi - Rodriguez ha arretrato di molto il suo raggio d'azione, spostandosi di qualche metro per rimanere più spesso nel vivo dell'azione.

Da questa certezza si partirà per provare a cucirgli attorno il nuovo Napoli, una squadra nella quale lui dovrà per forza essere quello che nel basket viene definito "primo violino". Il protagonista, il leader, il trascinatore: un ruolo che può interpretare con successo, sulla falsariga di ciò che da anni sta facendo vedere quando indossa i colori della Colombia. Ancelotti ricomincerà da dove ha terminato la scorsa stagione, ovvero da un 4-4-2 tatticamente molto fluido, una proposta tattica camaleontica capace di modificarsi a partita in corso, adattandosi agli avversari.

Sulla carta il Bandido dovrebbe partire da finto esterno destro di centrocampo, ruolo ricoperto agli inizi della sua esperienza al Real Madrid, quando Carletto lo utilizzava come dodicesimo uomo inserendolo a partita in corso per spaccare gli equilibri. Agendo in posizione larga, il colombiano veniva liberato quando la palla si trovava nella metà campo avversaria, andando a intasare le linee e portando imprevedibilità negli ultimi sedici metri. La costante sono le mattonelle che va a toccare con continuità durante la partite, tutte collocate esclusivamente sul centrodestra.

Che sia mezzala in un 4-3-3 o estremo offensivo in un 4-2-3-1, Rodriguez è impattante quando può sprigionare le sue qualità nell'uno contro uno e creare superiorità numerica saltando l'avversario. Caratteristiche che, ovviamente, Ancelotti ha poi deciso di provare a sfruttare anche al Bayern, per quanto la sua avventura sulla panchina bavarese sia durata ben poco. Da interno di centrocampo il giocatore si trasforma definitivamente in un incursore capace di far saltare i piani delle difese avversarie: per questo, qualora l'affare di mercato dovesse chiudersi, l'idea dell'ex allenatore delle Merengues è quella di riportarlo a muoversi in quella zona, magari concedendogli qualche libertà in più nella scelta delle soluzioni di gioco durante i 90 minuti.

Poi, chissà, a campionato in corso potrebbe anche pensare di alzarlo a supporto di Milik, per permettere al centravanti polacco di essere rifornito al meglio dagli assist di uno degli specialisti in questa categoria. Il suo sinistro è in grado di indirizzare le partite e il tecnico lo sa: proprio per questo vuole studiare un modo per metterlo nelle condizioni di fare male in più circostanze. Esercitandoci un po' con la fantasia, si potrebbe pensare anche all'eventuale integrazione con un esterno ficcante come Hirving Lozano, altro grande obiettivo del Napoli.

Qualora il messicano dovesse sbarcare al San Paolo, non è difficile immaginare gli Azzurri virare su moduli un pochino più aggressivi del 4-4-2 attuale. Qui James potrebbe riscoprirsi come l'interno di centrocampo con compiti di regia già testato in passato o, in alternativa, la spalla dell'attaccante di turno. Insomma, le variabili da proporre sono davvero tante, proprio come richiesto dallo stesso Ancelotti durante il meeting di un mese fa con De Laurentiis e Giuntoli. I due sono quindi pronti ad abbracciarsi per proseguire un discorso di vittorie cominciato ai tempi del Real Madrid, quando assieme alzarono una Supercoppa e un Mondiale per Club. Nulla, in confronto a ciò che significherebbe regalare un grande successo a una città che lo attende da tantissimi anni.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.