MotoGP, Puig: "Marquez vince, nessun alibi per Lorenzo e Crutchlow"

Crutchlow e Lorenzo lamentano qualche problema in sella alla RC213V. Ma il team manager Alberto Puig non vuole alibi: "Marquez vince, se sei in Honda corri e stai zitto".

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Fino agli ultimi test invernali di MotoGP in casa Honda c'era una flebile voce di dissidio. Da oltre un anno Cal Crutchlow lamenta un problema di feeling con l'avantreno della RC213V e di surriscaldamento della gomma anteriore. Un problema che si amplifica quando la moto nipponica è costretta all'inseguimento ravvicinato. Soffre in frenata, l’avantreno diventa instabile, nella percorrenza di curva non gira alla perfezione e al momento di frenare bisogna fare più pressione sui freni. Non a caso neppure Marc Marquez, nella stragrande maggioranza dei casi, riesce a montare la gomma Soft all'anteriore alla pari degli avversari, ma con il suo talentoso stile di guida riesce a colmare la lacuna tecnica.

Nella scorsa stagione il pilota britannico ha lamentato anche un certo ritardo nel ricevere alcune componenti a disposizione dei piloti ufficiali, ad esempio il forcellone in carbonio. Ma in casa HRC sono stati sempre bravi a lavare i panni sporchi in famiglia, almeno fino all'arrivo di Jorge Lorenzo. Con l'ingresso del tre volte campione del mondo di MotoGP, in grande difficoltà a centrare persino una top-10 in sella alla moto iridata, i problemi del team giapponese iniziano a riecheggiare all'interno del paddock e oltre. Per tentare di soddisfare le numerose richieste del maiorchino è stato necessario un viaggio del diretto interessando nella fabbrica madre, per trovare soluzioni ergonomiche e dare consigli sul prototipo 2020 su cui già stanno lavorando a pieno ritmo.

La nuova specifica di motore, che ha consentito di guadagnare in termini di top-speed sui rettilinei e di arrivare ad ingresso curva in maniera più rilassata, è subito piaciuta al Cabroncito, ma ha reso la guida più fisica e nervosa. Già nel primo test di febbraio a Sepang, Cal Crutchlow aveva evidenziato la mancanza di feeling con l'anteriore, Jorge Lorenzo era fuori per infortunio. Al rientro in pista, ancor più con l'inizio del campionato, le noci nel sacco Honda sono diventate due e iniziano a fare rumore. L'impressione è che il prototipo RC213V sia disegnato troppo a misura di Marquez, costringendo gli altri piloti del costruttore nipponico ad adattarsi a gran fatica. Nella stagione 2018 solo Crutchlow è riuscito a vincere una gara in sella alla RC213V. Al contrario della Ducati che finora ha portato entrambi i suoi alfieri sul gradino più alto del podio. Uno smacco che in casa Honda dà un certo fastidio.

Honda RC213V Test MotoGP
La Honda di Marc Marquez

MotoGP, Puig: "Se sei in Honda corri e stai zitto"

Alberto Puig non ha mai avuto nessun timore ad affiancare Jorge Lorenzo ad un campione del calibro di Marc Marquez. Il team manager è conosciuto per essere una persona dal carattere coriaceo e tale si sta dimostrando. Non si espone facilmente ai microfoni, ma dinanzi alle domande più scomode non cerca il dribbling. Risponde con il suo cinismo, anche a costo di seminare qualche malumore. Le difficoltà dell'ex pilota Yamaha e Ducati iniziano a pesare in casa HRC, motivo per cui si è tentata la mossa del viaggio in Giappone.

Ha provato molte cose - ha detto in un'intervista a PecinoGP.com -, ma non è ancora ciò che vuole, e ovviamente non è quello che vogliamo. Bisogna continuare a provare con lui e cercare di dargli quello che sta chiedendo. Crediamo che un giorno tornerà al suo vero potenziale. Ha chiesto molte cose ed è stato accontentato. Ora è ad un punto in cui ha capito che deve lavorare con ciò che ha e assemblare una moto adatta a lui.

Difficile negare che la RC213V sia più difficile da guidare rispetto all'anno scorso. Una prova è il fatto che Takaaki Nakagami, con la moto dell'anno scorso, sta ottenendo grandi risultati ed è provvisoriamente davanti a Crutchlow in classifica. Ma Alberto Puig non vuole sentire parlare di passi indietro nello sviluppo del prototipo.

Abbiamo un pilota che vince quasi ogni gara, quindi c'è ben poco da dire. Fine della discussione. I ragazzi possono dire ciò che vogliono, ma c'è qualcuno che vince. Se vieni qui e hai questa moto devi stare zitto e correre. Vedendo i risultati di Marquez non possono fare altro che lavorare e vincere.

Il rischio è che un giorno Marc Marquez possa decidere di andare via. A quel punto Honda si ritroverebbe con una moto difficile da guidare per chiunque. Una filosofia di pensiero che non impensierisce il team manager Puig.

Per ora crediamo che Marc sia il nostro pilota e abbiamo molta fiducia in lui. Vorremmo che restasse con noi per sempre. Per il futuro non si sa mai. Quando Pedrosa, Lorenzo o Stoner hanno iniziato erano giovani emergenti. Se vedremo un talento gli chiederemo se vuole provare la nostra moto, semplice. Crediamo nel nostro prodotto, nel nostro team e nella nostra moto. Se qualcuno vuole guidare la nostra moto lo prenderemo in considerazione e poi valuteremo.

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