Milan, le prime parole di Giampaolo: "Tanto lavoro per arrivare qui"

L'allenatore espone i suoi piani in rossonero: "Dobbiamo giocare un calcio affascinante e poi, attraverso quel calcio, arrivare a vincere le partite. Boban e Maldini la storia del club".

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Le radici di casa per preparare al meglio l'avventura professionale più importante della sua carriera. Marco Giampaolo racconta i primi passi nel Milan ai microfoni della Tv ufficiale del club rossonero e lo fa da casa sua, a Giulianova, dove è cresciuto ed è nata la grande passione per il calcio. Coltivata prima con i tacchetti ai piedi con le maglie di Giulianova, Gubbio, Licata, Siracusa, Fidelis Andria e Gualdo e passando poi per una lunga gavetta in panchina prima di consolidarsi in Serie A grazie al triennio con la Sampdoria.

Tanti i temi toccati in una chiacchierata lunga quattro minuti e mezzo, anticipata sui canali social del Milan. Giampaolo ha parlato San Siro, di Milanello, delle proprie idee di calcio e del prossimo campionato, spendendo anche il primo "Forza Milan!" del suo cammino in rossonero. Senza nascondere l'emozione per essere approdato in uno dei club più importanti del mondo.

Il primo aspetto sul quale Giampaolo si è concentrato ha riguardato il passato: i sacrifici di una carriera che ha conosciuto la sua prima svolta nel 2006, con la panchina del Cagliari in Serie A, ma che appena quattro anni fa lo vedeva chiudere all'ottavo posto il campionato di Lega Pro con la Cremonese.

Per me è una grandissima opportunità, sono felice e motivato. Il percorso è stato lungo, lo sarà ancora perché non si finisce mai di costruire idee, progetti e cose. Sono stato colpito dalla serietà, dalla competenza e dalla passione di Maldini e Boban. Loro trasmettono il significato di Milan, di cosa significa giocare nel Milan, allenarlo o far parte di questo club. Sono persone di livello e di spessore. Ci conosceremo lavorando insieme, perché adesso possiamo raccontarci di tutto ma le esperienze maturate giorno dopo giorno sul campo di lavoro poi affinano le interazioni tra gli uomini.

 Milan, Giampaolo in panchina a San Siro con la Sampdoria nell'ottobre 2018: ora sarà casa sua
Milan, Giampaolo in panchina a San Siro con la Sampdoria: ora quello stadio è casa sua

Il Milan secondo Giampaolo: "L'obiettivo deve essere giocare un calcio affascinante"

Dal Ferraris di Genova alla Scala del calcio. Quello stadio vissuto sin qui solo da avversario diventerà la casa di Giampaolo. Che non nasconde i sentimenti che San Siro fa emergere. Nella sua voce c'è tanta voglia di partire, tanto da ipotizzare l'avvio in anticipo della stagione 2019/2020:

Giocare a San Siro è sempre un’emozione particolare; da avversario per me ha significato questo. Lo considero lo stadio più affascinante d’Italia se rimaniamo nell’ambito nazionale. Giocare a San Siro è sempre una grande emozione. Sono ansioso anche di entrare dentro Milanello, ho sempre sentito parlare benissimo delle strutture, dell’organizzazione, della possibilità di lavorare bene e quindi probabilmente anticiperò di qualche giorno la data del raduno.

La richiesta del club e della coppia Boban-Maldini al nuovo allenatore è duplice. Lavorare per tornare tra le prime quattro squadre della Serie A, obiettivo mancato per un passo a Rino Gattuso nella stagione precedente, e fare del Milan una squadra dotata di una propria cultura di gioco. Appello al quale Giampaolo risponde "presente":

La storia del Milan racconta di un club e di una squadra che ha sempre ricercato la bellezza, l’estetica oltre che il risultato. O meglio, raggiungere il risultato attraverso la bellezza del gioco perchè il Milan ha cultura di gioco. Non ho la presunzione di paragonarmi a quel Milan ma quello deve essere l’obiettivo. La mission, la visione deve essere quella di giocare un calcio appetibile e affascinante e poi, attraverso quel calcio, arrivare a vincere le partite.

Il nuovo allenatore rossonero si è anche soffermato sul prossimo campionato, con un occhio attento alle novità in panchina. Da Sarri alla Juventus a Conte alla guida dell'Inter, non mancano gli elementi da analizzare:

Credo che sarà un campionato ancor più competitivo rispetto allo scorso. C’è stata un’inversione di tendenza, un cambio di mentalità da parte di tante squadre. Anche le piccole hanno l’ambizione di andarsela a giocare a San Siro, tanto per restare in tema, e quindi le differenze, alcune volte, sono sottili. Gli equilibri sono spostati da piccole cose. Alcuni dettagli possono fare la differenza. Sarà una Serie A impegnativa.

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