Juventus, Sarri chiama de Ligt: come giocherebbe la difesa bianconera

L'ipotetico innesto dell'olandese regalerebbe al tecnico un interprete fondamentale sul quale costruire la retroguardia bianconera del futuro.

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Matthjis de Ligt alla Juventus? Più una suggestione che altro. O, almeno, è quello che ci è stato raccontato fino a oggi, perché effettivamente il difensore centrale dell'Ajax - reduce da una stagione straordinaria - ha raggiunto valutazioni a livello di cartellino molto difficili da soddisfare. Inoltre, non è un mistero che su di lui si siano concentrate le attenzioni di gran parte delle big d'Europa, con Barcellona, Real Madrid e PSG in pole position. Però i bianconeri, a oggi, possono giocarsi una carta che nessun altro può pescare dal mazzo, ovvero quella dell'amicizia e della grande stima professionale che intercorre tra la dirigenza e Mino Raiola.

Già direttore all'affare Pogba in due occasioni, il plenipotenziario agente ha imbastito un asse privilegiato con la società piemontese e adesso, visto il grande interesse di Fabio Paratici per il talento olandese, vuole capire se effettivamente ci possano essere le condizioni per definire l'affare, dirottando il suo assistito a Torino. In attesa di sciogliere le ultime riserve, sarebbe molto interessante capire se e come l'eventuale innesto di de Ligt potrebbe diventare un valore aggiunto per Maurizio Sarri.

Chiariamo subito una cosa: in questo momento non c'è un allenatore al mondo che non vorrebbe allenarlo. Il classe 1999 cresciuto nel vivaio dell'Ajax ha stregato tutti per la sua personalità e per l'attitudine con la quale si è approcciato al grande calcio, mostrando grande carattere e quella leadership che gli ha permesso di diventare uno dei più giovani capitani della storia dell'Ajax. Inoltre è certo che lascerà Amsterdam, sulla scia di una Champions League giocata da protagonista come referente centrale di una retroguardia comunque molto giovane.

De Ligt con l'Ajax
Matthijs de Ligt è l'obiettivo principale per la difesa della Juventus: il classe 1999 dell'Ajax è seguito da mezza Europa, ma potrebbe approdare in bianconero sfruttando i buoni rapporti tra il club e Raiola

Sarri studia la nuova difesa della Juventus: de Ligt il sogno, ma occhio all'underdog Demiral

Partiamo col collocarlo precisamente in campo: de Ligt agisce principalmente sul centro-destra, ruolo ricoperto per anni nei Lancieri dove, come suo complementare, si è spesso mosso un mancino naturale come Daley Blind. Idealmente il 20enne di Leiderdorp sarebbe l'alternativa a Leonardo Bonucci, ma tutti sappiamo che - qualora la Juventus dovesse decidere di investirci più di 70 milioni di euro - difficilmente lo farà per fargli scaldare la panchina. Più probabile quindi che possa diventare un interessante ricambio di Giorgio Chiellini, per il quale il peso dell'età comincia a farsi sentire. In ogni caso, l'olandese già da oggi possiede tutti i crismi necessari per diventare un titolare inamovibile, anche in virtù delle sue doti che si sposerebbero bene con l'impostazione difensiva che Sarri ha intenzione di dare ai bianconeri.

Attitudine al pressing e raddoppi costanti: per lui garantisce l'Ajax

Pressing alto, praticamente a metà campo per giocare sul fuorigioco avversario, e aggressività per evitare risalite pericolose sono i due capisaldi inderogabili all'interno del dogma tattico impartito dall'ex manager del Chelsea. E, soprattutto, caratteristiche che de Ligt ha già affinato nell'Ajax del 4-3-3 proposto sin dai tempi dell'era de Boer, fino ad arrivare alla grande esplosione sotto la gestione ten Hag. Bravo in marcatura, spesso lo si vede uscire con determinazione fino a rincorrere l'avversario di turno per giocare sull'anticipo, in modo - qualora il pallone venisse recuperato - da creare un break positivo e far cominciare l'azione offensiva molti metri più avanti.

In fase di non possesso le squadre di Sarri difendono invece con un 4-1-4-1, nel quale gli esterni si abbassano un po' andando a comporre una catena verticale con i terzini e chiudendo, con la collaborazione del mediano basso, una sorta di esagono che accerchia il possessore della palla. Una specie di gabbia, dalla quale i centrali a turno escono per andare sull'avversario, consapevoli di aver sempre qualcuno pronto a intervenire in raddoppio.

Per questo, oltre a de Ligt, sarà molto importante l'arrivo e la (si spera) crescita di Merih Demiral, classe 1998 acquistato dal Sassuolo, un difensore molto spigoloso che gioca principalmente sull'uomo provando sistematicamente a prenderlo alle spalle, non concedendogli così lo spazio per girarsi. Proprio per queste sue peculiarità il turco è stato preferito all'argentino Romero, destinato a rimanere ancora un anno al Genoa o, in alternativa, a diventare una contropartita in qualche trattativa. Il pacchetto centrale verrà poi completato dai già citati Bonucci - che, sulla carta, verrà utilizzato sulla falsariga di Koulibaly a Napoli - e Chiellini, oltre al confermato Rugani, pupillo di Sarri.

Lavori in corso sulle fasce: Cancelo e Alex Sandro sul piede di partenza?

Capitolo terzini. Joao Cancelo rappresenterebbe un'ottima alternativa per differenziare le soluzioni di risalita del campo, ma non è il prototipo di laterale che il tecnico predilige. Per questo verrà a breve monetizzato, con il Manchester City pronto ad abbracciarlo. Al suo posto arriverà un profilo alla Hisaj, che potrebbe essere direttamente l'albanese o, meglio, un suo upgrade. De Sciglio rimarrà come alternativa, mentre a sinistra si valutano le posizioni di Alex Sandro e Spinazzola, sui quali andranno fatti ragionamenti circa l'adattabilità all'abito tattico che verrà costruito attorno alla Juventus. Se il brasiliano potrebbe partire, l'ex Atalanta ha tutte le carateristiche per diventare un'ottima risorsa.

Spinazzola sa attaccare ma anche difendere a tutta fascia, ha un'intelligenza tattica che lo porta spesso a imboccare le scelte di gioco adeguate e, soprattutto, se sta bene ha una gamba invidiabile. In ogni caso, va specificato come nel calcio di Sarri la retroguardia debba muoversi come un blocco unico, trovando sincronismi che permettano alla squadra di difendersi come collettivo. Le linee di pressing sono molto corte tra loro e la prima si posiziona sempre a pochi metri dal portatore di palla avversario. Avere una condizione fisica perfetta è la discriminante principale, poi - solo dopo - vengono le abilità del singolo. Proprio per questo motivo dirigenza e tecnico sono già al lavoro per capire il da farsi, visto che - come recita un famoso detto - a vincere i trofei non sono mai stati gli attacchi.

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