Europei 2020, Mancini suona la carica: "Ora nulla ci è precluso"

Il commissario tecnico è sicuro che la nazionale possa far bene da qui a breve: "Il mio programma è ambizioso: voglio vincere prima gli Europei e poi i Mondiali".

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A fatica, ma stiamo ripartendo. Roberto Mancini è riuscito a toccare le corde giuste dei tifosi. Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali 2018 il pubblico si era staccato dalla nazionale. C'era disaffezione, c'era sfiducia. Per questo il commissario tecnico ha deciso di dare spazio ai giovani ripartendo da zero: l'idea era quella di stimolare i tifosi con le potenzialità dei ragazzi, anziché deprimerli con i limiti che la squadra aveva quando si è insediato. Con l'obiettivo di creare una squadra in tempo per gli Europei 2020.

Il percorso non è stato semplice: nelle sue prime 6 partite da commissario tecnico Mancini ha battuto solo l'Arabia Saudita, fra l'altro con uno striminzito 2-1. Per il resto aveva collezionato una sconfitta contro la Francia e una contro il Portogallo, oltre ai tre pareggi contro l'Olanda, l'Ucraina e la Polonia. Nulla di entusiasmante. Piano piano però il commissario tecnico ha plasmato la squadra e nel 2019 ha ottenuto solo vittorie: 4 su 4, contro Finlandia, Liechtenstein, Grecia e Bosnia. Ben 13 i gol segnati, uno solo quello subito.

L'Italia insomma è ripartita, il progetto sta funzionando. E il pubblico si sta nuovamente affezionando. Traguardi importanti in vista degli Europei 2020, come ammesso proprio da Mancini in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport:

Era triste che gli italiani non avessero più affetto per la nazionale. Purtroppo i momenti di difficoltà capitano, tutte le nazionali ci sono passate. In Italia però i calciatori di talento ci sono sempre stati, per questo avevo fiducia. In questo momento solo la Francia è avanti perché piena di giovani di talento, tutte le altre però stanno ricostruendo. Non dobbiamo precluderci nulla.

In vista degli Europei 2020 Roberto Mancini ha rivoluzionato l'Italia
Roberto Mancini ha rivoluzionato l'Italia in vista degli Europei 2020

Europei 2020, Mancini indica la strada: "Spazio ai giovani" 

A differenza di quanto succedeva in passato Mancini dà spazio in nazionale anche a chi non ha ancora grande esperienza internazionale. Lo dimostrano le convocazioni di Zaniolo, Barella, Chiesa e altri. Per il Mancio indossare la maglia azzurra è un modo per responsabilizzare i giovani e farli maturare più in fretta:

In questi anni non abbiamo avuto campioni assoluti, ma siamo pieni di talenti. Per questo dispiace che in Serie A si faccia fatica a dare spazio ai giovani, preferendo stranieri che magari non sono all'altezza. Bisogna solo avere pazienza con i giovani. Si guardi Zaniolo: è stato perfino paragonato a Totti anche se sono giocatori molto diversi. Gli è capitato tutto così all’improvviso… Non aveva mai giocato fra i professionisti, poi tutti parlavano di lui. Il calo, sia fisico che psicologico, degli ultimi mesi è normale. Ma dalla prima volta che l'ho chiamato è cresciuto, è un altro giocatore.

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Nazionale, Mancini ammette: "Se potessi inserirei Totti in squadra"

La squadra insomma sta crescendo. Come collettivo, ma soprattutto nelle individualità. Eppure Mancini non guarda solo al futuro. Pensa con nostalgia al passato, dal quale prenderebbe un giocatore in particolare per inserirlo in squadra:

La nazionale più forte che abbiamo mai avuto è quella di Bearzot con Zoff, Rossi, Tardelli, Cabrini. Se potessi prendere un giocatore dal passato però prenderei Totti: per come siamo costruiti lui ci completerebbe. Il problema oggi è anche che non ci sono squadre pronte a competere con la Juventus. Se ci sono due o tre formazioni che lottano al vertice fino alla fine, la qualità sale, così come la pressione che c’è sui giocatori. Quando giochi sotto pressione maturi. Penso che con Conte però l'Inter possa crescere.

La speranza di Mancini è che da qui agli Europei 2020 emergano altri giocatori come successo in questa stagione con Zaniolo. Gente che alzi il livello qualitativo della squadra:

Da qui a giugno 2020 possiamo trovare qualcuno che ancora non è esploso. Capita spesso. Il mio programma è vincere gli Europei e vincere i Mondiali. D'altronde non vinciamo gli Europei dal ’68, è ora di farlo.

A fatica, ma stiamo ripartendo. Roberto Mancini è riuscito a toccare le corde giuste dei tifosi. E a poco più di un anno dall'incredibile sconfitta con la Svezia già si parla di titolo. L'obiettivo dell'Italia, d'altronde, non può che essere quello. Per storia, per mentalità, e presto, forse, anche per qualità.

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