Serie A e Decreto Crescita: i campioni dall'estero costeranno la metà

Fondamentale ora che il decreto sia approvato entro il prossimo 29 giugno. Poi i club italiani godranno di consistenti sgravi fiscali e potranno offrire ingaggi più alti.

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A questo punto diventa importante, anzi fondamentale, il rispetto delle date. Il 30 aprile scorso, infatti, il governo italiano aveva varato il cosiddetto Decreto Crescita, un insieme di misure volte appunto a migliorare l'andamento economico del nostro paese. Misure che vanno dal "salva-Roma" ai provvedimenti in favore delle banche in difficoltà, di Radio Radicale, di Mercatone Uno e che fra le altre sono portatrici anche di alcune novità che faranno piacere alle nostre società di calcio, in particolare a quelle di Serie A.

L'articolo 5 del dl, infatti, riprende, conferma e amplia un provvedimento ideato nel 2015 dal governo Renzi che aveva lo scopo di agevolare il rientro in Italia dei nostri "cervelli in fuga" attraverso una serie di sgravi fiscali per aziende e istituzioni che riportano lavoratori nel nostro paese. In origine tale provvedimento prevedeva requisiti decisamente più stringenti  - che andavano da un alto titolo di specializzazione all’essere iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero dall'essere fuori dai nostri confini da almeno 5 anni fino al fatto che le tasse venivano calcolate sul 70% dell'imponibile.

Ora il governo Conte, anche nell'ottica di preparare il terreno alle multinazionali nel post-Brexit, ne ha decisamente esteso l'applicabilità al punto che per rientrare nell'ombrello del decreto sarà sufficiente non essere stati residenti in Italia negli ultimi due anni e rimanerci per almeno i prossimi due. Niente più titoli accademici necessari, dunque, né lo sbarramento precedente dei 5 anni, e soprattutto è anche stato notevolmente abbassato l'imponibile su cui verranno conteggiate le tasse da pagare: dal 70 al 30%.

Serie A 2019
Serie A: l'importanza del Decreto Crescita

Serie A: i campioni dall'estero costeranno la metà

Approvato in origine con la formula "salvo intese", in questi quasi due mesi, il Decreto Crescita ha subìto diversi emendamenti, alcuni dei quali riguardano direttamente i club di Serie A. Resosi infatti conto degli effetti che avrebbe potuto avere nel mondo del calcio, il Governo ne ha innanzitutto attenuato la portata limitatamente alle società professionistiche, per le quali l'imponibile da tassare passa al 50% anziché al più favorevole 30%, che rimane però pur sempre un bello sgravio per i nostri club che ora potranno meglio competere con quelli esteri. In secondo luogo, poi, ha introdotto, per i beneficiari dello sgravio, l'obbligo del versamento dello 0,5% del totale che finirà in un fondo destinato a finanziare la crescita dei settori giovanili e in ultimo ha cancellato, solo per le società calcistiche, il cosiddetto supersconto per il Sud e le Isole.

Napoli Cagliari
Annullati i benefici particolari per Sud e Isole che avrebbero troppo avvantaggiato alcune società a discapito di altre

Una norma che, per quelle regioni, abbassa l'aliquota agevolata addirittura al 10% e che nasce in origine - e rimane, comunque, per tutti gli altri settori - per aiutare l'economia del nostro Meridione, ma che se fosse stata applicata al calcio avrebbe creato uno squilibrio poco equo fra i club del centro-nord e quelli del Sud, Napoli in testa, tanto che qualcuno si è già affrettato a chiamarla norma anti-De Laurentiis. Rimane il fatto, comunque, che grazie a questo decreto aumenterà notevolmente la possibilità per i nostri club di mettere sotto contratto campioni dagli ingaggi finora quasi proibitivi, potendo contare su un tesoretto fiscale che consentirà loro a scelta di risparmiare sugli stipendi lordi o di offrire contratti più vantaggiosi, attirando stelle da altre leghe.

Un esempio molto basico per facilitare la comprensione della portata di questi provvedimenti e dei vantaggi che porteranno ai club: partiamo da un ingaggio offerto a un calciatore proveniente dall'estero pari a 10 milioni di euro netti all'anno, molto vicino, per dire, a quanto pare sia stato promesso dall'Inter a Romelu Lukaku. Ipotizzando un'aliquota del 43%, col vecchio regime fiscale il belga sarebbe costato ai nerazzurri 14,30 milioni, mentre con i nuovi sgravi previsti dal dl, invece, il costo per il club diventerà di "soli" 12,15 milioni, con un risparmio pari a 2,15 milioni.

Giuseppe Conte Nibali
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha già mostrato attenzione al mondo dello sport

A quanto è dato sapere queste nuove norme che riguardano le società calcistiche avrebbero applicazione a partire dal 1° gennaio 2020 - prepariamoci dunque a un calciomercato che benchè invernale si annuncia già "rovente" - e quindi nella prima stagione gli sgravi varrebbero solo la metà. Ma da quella seguente i club godranno di vantaggi reali dove la nuova capacità di attrarre nel nostro campionato i migliori calciatori - e allenatori, non sottovalutiamo pure questo aspetto - è solo la punta dell'iceberg, il volano che può permettere di innescare un circolo virtuoso che, attraverso l'aumento dei ricavi da merchandising, diritti televisivi e ticketing, consentirebbe di attirare nuovi sponsor e, di conseguenza, aiuterebbe a rimettere seriamente la Serie A in competizione con Liga e Premier League.

James Rodriguez
James Rodriguez: il Napoli lo tiene d'occhio e gli sgravi del Decreto Crescita potrebbero rivelarsi utili

Come detto all'inizio, però, ora occorre fare presto e non lasciare passare la scadenza del 29 giugno: il Decreto Crescita, infatti, già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e quindi già in vigore, ha superato il vaglio della Camera, ma entro quella data dovrà avere passato anche quello del Senato. Pena la decadenza, è bene chiarirlo, e a questo punto sarebbe davvero un peccato.

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