Fernando Torres: l'addio del Niño d'Europa dopo 18 anni di carriera

L'attaccante spagnolo, che ha annunciato il suo ritiro dal Giappone, non ha mai vinto un campionato nazionale, ma a livello internazionale ha un palmares straordinario.

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Ti giri indietro e sembra ieri che scoprivamo quel biondino che con la maglia dell'Atletico Madrid segnava gol a raffica, tanto che ben presto lo hanno chiamato perché ne segnasse anche con la maglia della Roja. In Spagna lo chiamavano El Niño, un soprannome che non ha mai avuto bisogno di traduzioni per via di quella faccia dai tratti giovani e gentili che è quasi la stessa anche oggi, mentre dal Giappone Fernando Torres ha comunicato il suo addio al calcio.

Un soprannome, quello, che gli calzava a pennello anche perché richiamava il tornado che periodicamente ribalta l'Oceano Pacifico, così come lui ha ribaltato per tanti anni le aree di rigore e i portieri avversari, ai quali in 18 anni di carriera ha rifilato quasi 300 gol, compresi quelli che ha messo a segno con la maglia della Nazionale spagnola.

Nel suo paese è una vera e propria gloria nazionale: non per niente quando nel 2009 ha deciso di sposarsi gli sono state spalancate le porte dell'Escorial, mentre a Fuenlabrada, la città di 200mila abitanti della comunità autonoma di Madrid dove è nato nel marzo del 1984, non ci hanno pensato due volte e già nel 2011 gi hanno intitolato, con tutti gli onori del caso, lo stadio del club cittadino.

Fernando Torres Atletico Madrid
Fernando Torres, qui con la maglia dell'Atletico Madrid, ha giocato l'ultima stagione al Sagan Tosu in Giappone

Fernando Torres: una carriera lunga 18 anni

Il nome di Fernando Torres è indissolubilmente legato all'Atletico Madrid, il club dove è cresciuto, dove ha esordito fra i professionisti, ha giocato per più tempo, è tornato per provare a rigenerarsi in un momento difficile della sua carriera e, soprattutto, il club per il quale ha segnato come non ha mai fatto per nessun'altra squadra: 121 reti complessivamente. Con i Colchoneros ha esordito nel 2001, a soli 17 anni appena compiuti, alla 39esima giornata del campionato della Segunda Division della Liga. L'appuntamento col primo gol fu rinviato solo di un turno e arrivò - decisivo per la vittoria, fra l'altro - sul campo dell'Albacete, al termine di un'azione avviata, pensate un po', da tale Jean-François Hernandez, padre di Theo e del suo futuro compagno di squadra Lucas. Ci volle poi ancora una stagione in purgatorio prima di approdare finalmente in Primera.

Fernando Torres
Fernando Torres a inizio carriera

Da lì, dalla stagione 2002-03, comincia la sua inarrestabile scalata. Fernando ha solo 18 anni ma nel primo anno in Liga mette a segno già 13 gol e nel settembre successivo viene chiamato dal ct Saez in Nazionale dove insieme a Raul, Marchena e Baraja, trova già Casillas, Puyol e Xavi, compagni dei futuri trionfi con le Furie Rosse. Non sono anni di vacche grasse per l'Atletico Madrid che in Europa arriva al massimo all'Intertoto, ma i suoi gol in Liga, 76 nelle prime cinque stagioni, lo mettono nel mirino di diversi grandi club. Il più lesto è il Liverpool che nel 2007 lo porta in Premier League per 38 milioni. La prima stagione ad Anfield è straordinaria - 24 gol in campionato e 6 in 10 partite di Champions League - e probabilmente anche la migliore di tutta la sua carriera. Nelle due successive, infatti, incappa in alcuni guai fisici che lo tengono lontano a tratti dai campi da gioco per circa 7 mesi complessivi. Una rottura delle fibre muscolari che gli crea problemi a coscia e ginocchio e non gli permette di sprigionare quella velocità esplosiva che era il suo marchio di fabbrica.

Fernando Torres
Tre stagioni e mezza per Fernando Torres con la maglia del Liverpool

Da Anfield Road a Stamford Bridge

Così quando nel mercato del gennaio 2010 il Chelsea offre 58 milioni, a Liverpool non ci pensano due volte. A Stamford Bridge El Niño non segna molto ma comincia la sua trasformazione da prima punta a uomo assist - 45 i gol realizzati con i Blues a fronte di ben 35 passaggi smarcanti per mandare in rete i compagni - e soprattutto arriva a vincere il suo primo trofeo con una squadra di club: la Champions League 2011-12 con Roberto Di Matteo in panchina. Un anno d'oro, almeno dal punto di vista delle vittorie, quel 2012: pochi mesi dopo la Champions, infatti, arriva il secondo Europeo con la Spagna, uno storico bis inframmezzato dal trionfo nel Mondiale 2010, e l'anno seguente ancora un trionfo internazionale, l'Europa League col Chelsea.

Fernando Torres Champions League
Col Chelsea ha vinto la Champions League nel 2012

Le stagioni successive - con una tanto fugace quanto sicuramente dimenticabile parentesi nel Milan e un discreto ritorno al suo Atletico Madrid - poco hanno aggiunto a una carriera già così straordinaria, nella quale Fernando Torres, se stranamente non ha mai vinto un campionato nazionale nelle tre leghe in cui ha militato, a livello internazionale non si è fatto mancare nulla. Campione d'Europa con la rappresentativa Under 19 nel 2002 e due volte con la Nazionale maggiore - 2008 e 2012 - ha allargato poi il dominio nel 2010 con il trionfo nel Mondiale sudafricano del 2010. In seguito, oltre alle due vittorie continentali col Chelsea, è arrivata a fine carriera l'Europa League 2017-18 con l'Atletico Madrid, lasciando nel lato della sua personale bacheca dedicato alle vittorie nazionali, la sola FA Cup conquistata con i Blues nel 2012.

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