Messi e l'ammissione nel 2014: "Sono il più forte, ma non un campione"

L'ex presidente della FIFA Blatter torna indietro di cinque anni per rivelare un retroscena sulla Pulga: "Parlava da solo e si ripeteva di non meritare quel premio".

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Il calcio degli ultimi 20 anni è stato contraddistinto da uno dei più grandi dualismi di sempre, quello tra Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. I due si sono sfidati più volte e lo hanno fatto soprattutto in Liga, segnando le relative epoche recenti dei loro rispettivi club di appartenenza. Se il portoghese un anno fa ha preso la decisione di lasciare il Real Madrid, il campione argentino del Barcellona è rimasto in quella che praticamente è la sua casa da sempre, preparandosi a un'altra stagione di record infranti, com'è poi effettivamente stata quest'ultima annata.

Di recente Messi ha di nuovo sbaragliato tutta la concorrenza e lo ha fatto a 32 anni, all'età in cui tanti suoi colleghi avrebbero già imboccato la strada di una lenta discesa a livello di carriera. La Pulga no: dopo aver sfondato nuovamente quota 50 gol stagionali, non solo si è preso il lusso di vincere (un'altra volta) la Scarpa d'Oro, ma ha anche agganciato nella classifica del Pichichi un attaccante come Telmo Zarra, che del calcio spagnolo ha scritto pagine indelebili di storia. Insomma grandi risultati che nascondono però una persona dall'animo molto sensibile, particolarmente severa con sé stessa.

Di quelli, insomma, che ogni giorno scendono dal letto con la voglia e l'attitudine a migliorarsi continuamente. Per questo c'è una cosa che Messi non è mai andata particolarmente: essere ancora a bocca asciutta per quanto riguarda le vittorie con la propria nazionale, cosa che - per esempio - CR7 non può (più) dire visti i recenti successi agli ultimi Europei e la vittoria della Nations League ottenuta pochi giorni fa. Questo fattore ha inciso molto anche dal punto di vista esterno: fare la differenza con la propria selezione è diventata una discriminante decisiva in alcuni giudizi e la cosa, ovviamente, alla Pulga non ha fatto piacere.

Blatter durante un convegno della FIFA
L'ex presidente della FIFA, Sepp Blatter, ha raccontato un episodio su Messi risalente al Mondiale del 2014, quando la Pulga - premiato come miglior giocatore della manifestazione - ammise più volte davanti a lui di non considerarsi un campione

Blatter e i retroscena su Messi: "Si ripeteva di non essere un campione"

La storia del migliore al mondo è tornata nuovamente a galla di recente ed è un fatto che si porta dietro strascichi da circa 5 anni, ovvero da quando l'Argentina della Pulga ha perso 1-0 la finale del Mondiale 2014 contro la Germania, una partita abbastanza brutta e bloccata risolta solo nei tempi supplementari da un'estemporanea giocata di Mario Gotze. Al termine di quell'anno il numero 10 argentino venne comunque insignito del Pallone d'Oro, ma qualche tempo dopo l'allora presidente della FIFA Joseph Blatter ammise che forse la decisione presa non era stata poi così corretta:

Assegnargli il premio in quella precisa stagione fu un grosso errore. Io personalmente era combattuto anche al momento della decisione, però solo oggi mi accorgo che avremmo dovuto procedere diversamente.

A distanza di tempo è tornata in auge la ricostruzione su come andarono realmente i fatti durante quei concitati minuti postpartita, quando la Pulga venne premiata come miglior giocatore della rassegna iridata nonostante la sconfitta in finale. Blatter, ai tempi in prima linea per tutto ciò che riguardava la federazione internazionale, ha raccontato al quotidiano La Nacion come anche lo stesso Messi fosse convinto di non meritare la nomina:

Era deluso. L'ho visto chiaramente ripetersi più volte che forse era il migliore, ma anche che non si era assolutamente dimostrato un campione.

Parole forti, probabilmente di un uomo profondamente deluso per la difficoltà a impattare con la stessa efficacia in nazionale rispetto alle prestazioni straripanti messe in evidenza con il Barcellona. Di lì a poco arriveranno altre due delusioni belle cocenti, visto che tra il 2015 e il 2016 Messi dovrà incassare la doppia sconfitta contro il Cile in due differenti finali di Copa America. Al termine dell'ultima la Pulga, bersagliato dall'opinione pubblica, ha anche annunciato l'addio alla Seleccion, poi rientrato grazie al grande lavoro di mediazione della federazione.

Oggi si riparte da zero, con un altro trofeo a cui dare l'assalto. Ma quella frase pronunciata cinque anni fa resta e riecheggerà periodicamente fino a quando il fenomeno argentino non alzerà un trofeo con l'Albiceleste. E, qualora questo non dovesse accadere mai, ecco che la macchia sulla carriera di uno dei calciatori più forti della storia rischierebbe seriamente di rimanere indelebile.

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