La parabola dell'ex predestinato: Andrea Stramaccioni sbarca in Iran

Dopo tre esoneri consecutivi l'ex prodigio della Primavera nerazzurra riparte dall'Asia, dove ha firmato per due anni con il colosso Esteghal.

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Nell'estate del 2017 l'attuale giocatore del Parma Jonathan Biabiany accettò un'offerta dello Sparta Praga e decise di trasferirsi nella capitale della Repubblica Ceca per rimettersi in gioco dopo alcune stagioni deludenti, principalmente costellate da infortuni. Durante la conferenza di presentazione alla stampa disse che aveva scelto la destinazione perché convinto dalla voglia di rivincita e dalle capacità di quello che, di lì a poco, sarebbe diventato il suo allenatore. Quel tecnico era Andrea Stramaccioni, un personaggio molto particolare che, anni fa, veniva indicato dai più come il nuovo che avanzava tra le ultime generazioni della scuola italiana.

In realtà le cose non sono andate proprio come ci si aspettava: l'anno scarso passato a Praga si era poi concluso con un inevitabile esonero, figlio dei pochi risultati raccolti dopo una della campagne acquisti più ricche della storia effettuate dalla dirigenza dei granata. Il feeling con la piazza poi non era mai veramente sbocciato, soprattutto a causa di un'incredibile eliminazione al terzo turno di Europa League per mano della Stella Rossa, al termine di un doppio confronto senza storia che portò subito i tifosi del club a contestate la scelta della società.

Dopo un anno sabbatico il momento di tornare in panchina sembra finalmente essere tornato: poche ore fa Andrea Stramaccioni ha firmato un contratto biennale con l'Esteghlal, colosso iraniano con sede nella capitale Tehran che vuole a tutti i costi rilanciarsi dopo anni di vacche magre, passati a collezionare delusioni in patria - dove non vince il campionato dalla stagione 2012/13 - vivendo nell'ombra del Persepolis, l'altra metà cittadina acerrima rivale dei Blues, contro i quali si gioca uno dei derby più caldi e sentiti al mondo, in grado di raccogliere costantemente oltre 100mila persone per volte.

Stramaccioni ai tempi dell'Udinese
Andrea Stramaccioni riparte dall'Iran: l'ex allenatore di Udinese e Inter ha firmato un biennale con l'Esteghlal, dove approda in seguito a due esoneri con Panathinaikos e Sparta Praga

Dall'Inter all'Esteghlal: Stramaccioni riparte da un colosso asiatico

Ecco, in questo contesto dovrà lavorare Stramaccioni, consapevole che ripartire da un calcio emergente come quello asiatico potrebbe finalmente permettergli di trovare quel microcosmo adatto a rilanciarsi definitivamente dopo annate passate a mettere insieme delusioni su delusioni. Eppure la sua carriera, sviluppatasi nel settore giovanile della Roma, non era neppure cominciata malissimo: dopo aver abbandonato i giallorossi nel 2011, "Strama" si accorda con l'Inter per allenare la squadra Primavera, dove prende il posto di Fulvio Pea venendo inserito nella trattativa di mercato che porterà poi Burdisso nella capitale.

In quel momento il tecnico si trovava sulla cresta dell'onda, a tal punto che addirittura Massimo Moratti si scomodò di persona più volte per andarlo a osservare dal vivo. Una sorta di predestinato, insomma, il che è difficile da credere oggi, vista la recente firma con un club iraniano e le scorie che, ad anni di distanza, le sue gestioni hanno lasciato in eredità tra Praga e Atene, dove in un anno è riuscito prima a farsi sfuggire la qualificazione in Champions League in extremis e poi, nel 2016, a farsi esonerare dopo la fragorosa eliminazione dalla Coppa di Grecia.

In mezzo, anche una parentesi all'Udinese, dove Stramaccioni arrivò e dovette subito fare i conti con una realtà profondamente diversa da quella che si aspettava, con una proprietà che in tema di investimenti cominciava a guardare all'estero e una situazione interna abbastanza delicata, con Di Natale in età avanzata e pochi giovani da valorizzare. Il risultato non può che essere un anonimo 16esimo posto con conseguente separazione. Già, se c'è una costante nella (fino a oggi) breve carriera di questo romano originario di San Giovanni, è proprio la mancanza di continuità, dovuta principalmente a quelle scelte professionali che, a suo dire, sarebbero sempre ponderate al meglio.

Le prime idee tattiche e la lite con Cassano

Così non è, invece, come dimostra la sua difficoltà a portare avanti un incarico su più anni. Ma di che personaggio parliamo? Ecco, per descrivere al meglio Stramaccioni ci può venire in soccorso il caso della sua presunta rissa con Antonio Cassano, che di recente ha raccontato di essere venuto alle mani con il suo ex tecnico ai tempi dell'Inter, andando poi in tv a lanciare accuse pesanti definendolo come il peggior uomo mai incontrato nel mondo del calcio. Il che è strano, perché fu proprio lui ad avallare lo scambio messo in piedi con il Milan, quello che portò Pazzini in rossonero e Fantantonio in nerazzurro.

Il tecnico non ha mai risposto a tono a queste accuse, ma si è limitato ad abbozzare, parlando sì di una lite furiosa ma senza che la situazione desse mai l'impressione di poter trascendere. In ogni caso, la linea di continuità della sua carriera è sempre stata rappresentata da quella sensazione di essere forse arrivato troppo presto - e soprattutto casualmente - al grande calcio, nonostante i suoi atteggiamenti sempre molto moderati e la figura di antidivo che si è voluto ostinatamente cucire addosso. Anche per questo ha subito parecchie contestazioni, scegliendo quasi sempre di non affrontarle mai apertamente.

La prossima fermata lo porta dritto a Tehran, una città che andrà comunque scoperta e capita. Un mondo diverso, quasi un universo parallelo nel quale Stramaccioni potrà permettersi di portare in dote quelle sue intuizioni tattiche di inizio carriera, quando - dopo aver vinto il NextGen Series con la Primavera dell'Inter - si è affacciato in prima squadra promosso dal suo grande estimatore Moratti, proponendo un 4-2-3-1 organizzato e parzialmente produttivo, prima che il suo carattere e i tanti infortuni portassero la stagione a prendere una brutta piega. Una deriva che "Strama" paga ancora oggi, in un mondo nel quale le etichette si appiccicano con estrema facilità. Riazzerare tutto, a questo punto, sembra l'unica soluzione.

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