Pescara-Milan 4-5: quando Massara spaventò i rossoneri con un gol

Era il 13 settembre 1992: gli abruzzesi, appena sbarcati in Serie A, misero in difficoltà i giocatori di Capello anche grazie a una rete dell'attuale ds rossonero.

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Il calcio professionistico è così: anni fa un Gattuso a fine carriera di giocatore insultava pesantemente Leonardo che aveva lasciato la scrivania al Milan per sedersi, chiamato da Moratti, sulla panchina dei cugini interisti, così come oggi i puristi del sarrismo attaccano il Comandante in odore di bianconero e gli juventini se la prendono con Conte.

È così da sempre - rarissime le eccezioni - e così sempre sarà. Per esempio sapete a quale squadra segnò la sua prima rete in Serie A Massimiliano Allegri? La segnò con la maglia del Pescara al Milan, il club dove poi, da allenatore, vinse il suo primo scudetto. Ma non è tutto: l'assist per quello storico gol di Max arrivava da quel Frederic Massara, allora attaccante dei Delfini, che oggi Maldini ha voluto in rossonero nel ruolo di direttore sportivo.

Ma andiamo con ordine. Il Pescara sale in Serie A al termine della stagione 1991-92, sospinto dai gol di Edi Bivi e della sua spalla, Massara appunto, arrivato in estate grazie a un'intuizione di Giovanni Galeone. Il massimo campionato comincia col botto per gli abruzzesi che espugnano l'Olimpico battendo la Roma grazie a un gol di Nobile e si apprestano all'esordio casalingo contro un'altra grande del campionato, il Milan di Capello che si presenta all'Adriatico da campione d'Europa.

Milan: Maldini e Donadoni
Era, quello, il Milan di Maldini e Donadoni (foto), van Basten e Rijkaard

Pescara-Milan 4-5: quando Massara spaventò i rossoneri

È il 13 settembre 1992 e Galeone, grandissimo assemblatore di calcio e sfrontatezza, tecnica e schemi, ha preparato il trappolone. Certo a leggere le formazioni non c'è partita - i rossoneri sono in versione "galattica" con Maldini e Baresi, Rijkaard e Donadoni, van Basten e Savicevic, tanto per dire - ma le api operaie del tecnico napoletano pungono subito, dopo meno di 50 secondi, con Allegri, appunto, servito proprio da Massara. Il tempo di scuotersi, riassestarsi la maglietta e i milanisti ribaltano il risultato con Maldini al 3' e Lentini al 6'. Il pubblico non ha ancora finito di riempire tutti i posti sugli spalti e in campo hanno già segnato 3 gol. Il match sembra indirizzato, ma Galeone l'ha studiata giusta: il suo centrocampo - Sivebaeck, Ferretti e Allegri - ben coadiuvato da Massara e Sliskovic, è in costante superiorità numerica su quello del Milan e poi gli esterni pescaresi sbucano sfrecciando da tutte le parti.

Prima che Capello trovi le contromosse i rossoneri vanno letteralmente al tappeto, storditi da 3 gol dei padroni di casa. Ebbene sì, al 23' il risultato è già di 4-2: prima due autoreti di Franco Baresi, su punizione di Nobile e su sventola da lontano di Allegri, poi il sigillo - così almeno sperano i tifosi locali - che arriva proprio da Frederic Massara: un Baresi decisamente in giornata no sbaglia a dirigere la linea del fuorigioco e l'attuale ds lanciato, guarda un po', da Max, si invola e batte un Antonioli non proprio inappuntabile, in un Adriatico che esplode. Pazienza se poi i Delfini non riescono a reggere fino in fondo l'onda d'urto dei galattici in rossonero. Troppe le individualità di spicco e il divario tecnico a favore della formazione di Capello. Quella domenica ci pensa van Basten che ribalta il risultato con una tripletta e confeziona il 4-5 finale, al termine di un match folle, pirotecnico e avvincente che, indipendentemente dal risultato, rimane una fra le pagine più belle e intriganti della storia del Pescara e dell'intera Serie A.

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