NBA, mistero Durant: si è operato all'oscuro di Golden State?

La stella degli Warriors, dopo il grave infortunio patito in gara 5, è stato operato al tendine d'achille. Nel frattempo, però, Steve Kerr ha annunciato di non avere notizie su KD.

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In un mondo complesso come quello della NBA, può succedere che spesso le società perdano di vista qualcosa. Specialmente se impegnate nelle Finals più equilibrate e tirate degli ultimi anni. È il caso dei Golden State Warriors, sotto 3-2 nella serie contro Toronto e prive di Kevin Durant, infortunatosi al tendine d'achille nel corso di gara 5.

Una batosta per tutto l'ambiente dei Campioni in carica, che nonostante tutto sono riusciti ad espugnare la Scotiabank Arena garantendosi gara 6 alla Oracle Arena. Nel frattempo, però, la situazione con il numero 35 sembra essere sfuggita di mano. Steve Kerr, infatti, nella conferenza stampa della vigilia non ha saputo rispondere alle domande su KD in quanto non in possesso di aggiornamenti.

Peccato che qualche minuto dopo queste dichiarazioni, è stato lo stesso Durant a fare chiarezza con un post su Instagram in cui spiega di essersi già operato in una clinica di New York (città che lo accoglierebbe molto volentieri anche come giocatore). A questo punto, a tutti è sorto un dubbio: i californiani sapevano oppure è stato fatto alle loro spalle?

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NBA, Golden State sapeva dell'operazione di Durant?

Dubbio più che lecito, dato che da parte dei Campioni NBA non era filtrato nulla prima del post di KD. C'erano state le parole del GM Bob Myers, che in lacrime subito dopo gara 5 aveva annunciato l'entità del problema, rimproverandosi di aver spinto un po' troppo per far sì che il numero 35 giocasse quella sfida. Tant'è che ora l'ex Thunder ha davanti un calvario di circa un anno, poiché dovrebbe saltare tutta la prossima stagione.

La cosa che più di tutte insospettisce, però, sono le parole di Steve Kerr. Appena si è presentato in conferenza stampa, infatti, l'ex giocatore dei Chicago Bulls ha anticipato le domande dei giornalisti dicendosi totalmente all'oscuro sulla situazione Durant. Praticamente in contemporanea a queste parole, è arrivato il già citato post su Instagram del numero 35 a chiarire tutto. Essendo però l'operazione già avvenuta, il dubbio che lo staff degli Warriors non ne fosse a conoscenza è davvero grande.

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What’s good everybody I wanted to update you all: I did rupture my Achilles. Surgery was today and it was a success, EASY MONEY My road back starts now! I got my family and my loved ones by my side and we truly appreciate all the messages and support people have sent our way. Like I said Monday, I'm hurting deeply, but I'm OK. Basketball is my biggest love and I wanted to be out there that night because that’s what I do. I wanted to help my teammates on our quest for the three peat. Its just the way things go in this game and I'm proud that I gave it all I physically could, and I'm proud my brothers got the W. It's going to be a journey but I'm built for this. I’m a hooper I know my brothers can get this Game 6, and I will be cheering  with dub nation while they do it.

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A placare gli animi sono stati gli stessi Warriors, che con un tweet hanno dato aggiornamenti sulle condizioni della loro stella. Il tutto, però, qualche ora dopo il post di KD. Insomma, una situazione non proprio chiara che è stata evidenziata dai media di tutto il mondo. Tornando al prodotto dei Texas Longhorns, sembra che squadre come Knicks e Lakers vogliano comunque puntare su di lui nella prossima free agency, consci che potrebbero non utilizzarlo per un anno intero.

Se così non fosse, per Golden State sarebbe una bella gatta da pelare, poiché il giocatore eserciterebbe una player option da 31,5 milioni di dollari per rimanere un anno nell'infermeria degli Warriors, per poi essere appetibile nella free agency del 2020. Insomma, un futuro tutto da delineare in cui nulla è scontato.

Gara 6 è alle porte, Thompson: "Vinceremo per Kevin"

Per i Campioni NBA però è tempo di concentrarsi esclusivamente su gara 6, assolutamente decisiva per le sorti di queste Finals. Una vittoria dei Raptors significherebbe primo storico titolo, in caso contrario si tornerebbe in Canada per un'estasiante gara 7. Ed è l'obiettivo fissato da Klay Thompson, che come al solito ha le idee chiarissime.

Posso dirvi con certezza che vinceremo questa partita, e lo fare per Kevin. Lui vuole vederci competere al più alto livello possibile, e noi pensiamo a lui ogni volta che scendiamo sul parquet anche solo per allenarci. Ha sacrificato sé stesso per la squadra, ora anche noi dobbiamo fare lo stesso per lui. Vogliamo completare questa rimonta e goderci l'ultima gara della storia della Oracle Arena, dopo 47 anni di grande basket. 

A queste parole risponde Kyle Lowry, che in gara 5 ha avuto la palla dello storico titolo: il suo tiro da tre dall'angolo, però, non ha colpito neanche il ferro.

Dobbiamo vivere il presente, sapendo che in gara 5 non abbiamo finito il lavoro e quindi dobbiamo farlo adesso. Non importa cosa stia succedendo, abbiamo il dovere di fare un passo alla volta senza esaltarci o deprimerci. È soltanto una partita: se dovessimo perderla, sotto con la prossima e occhi puntati sull'obiettivo.

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