Formula 1, caso Vettel: niente appello Ferrari. Ma non è finita...

Niente ricorso al Tribunale Internazionale dell'Appello della FIA, ma la scuderia di Maranello valuta altre azioni. Si va al TAS?

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Il Gran Premio del Canada 2019 di Formula 1 è terminato sulla pista, ma fuori ancora no. Si continua a discutere della penalità inflitta a Sebastian Vettel, privato della vittoria nonostante fosse arrivato primo al traguardo.

I commissari sportivi hanno preso una decisione unanime nel sanzionare il pilota tedesco durante la gara. Il quattro volte campione del mondo della Formula 1 è apparso visibilmente arrabbiato al termine della corsa e anche la Ferrari ha protestato per il provvedimento, considerato ingiusto. La scuderia di Maranello aveva manifestato l'intenzione di presentare ricorso presso il Tribunale Internazionale d'Appello della FIA.

Ma oggi il Daily Mail rivela che Mattia Binotto, team principal della Ferrari, avrebbe comunicato alla FIA stessa che l'appello non verrà presentato. C'erano 96 ore di tempo dopo il GP per avviare la pratica e sembra che la squadra italiana non procederà, salvo sorprese dell'ultimo minuto.

Sebastian Vettel dopo la gara di Formula 1 in Canada
Sebastian Vettel arrabbiato dopo la gara di Montreal, mai visto così deluso il pilota Ferrari.

Formula 1, GP Canada 2019: la Ferrari si rivolge al TAS di Losanna?

In ogni caso, la Ferrari non ritiene ancora conclusa la partita. Infatti, i legali sono al lavoro per studiare al meglio le possibili azioni da portare avanti. Un ricorso al Tribunale Internazionale d'Appello probabilmente sarebbe stato un fiasco, dato che per regolamento le penalità di tempo non sono appellabili. Anche se venisse accettato un ricorso, la Mercedes potrebbe facilmente appellarsi a sua volta sostenendo che Lewis Hamilton ha adeguato la propria tattica di gara alla decisione presa dal collegio dei commissari sportivi. 

Gli avvocati della Ferrari stanno valutando di spostare la questione fuori dal giudizio sportivo. Come riportato da Motorsport.com, la scuderia di Maranello potrebbe richiedere l'applicazione dell'Articolo 14.1.1 del Codice Sportivo che concede di portare nuove prove (diritto di revisione) oppure fare ricorso a un Ente esterno alla FIA come il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna. Il TAS è un organismo autonomo al quale vengono affidate diverse controversie giuridiche, regolamentari e finanziarie in ambito sportivo. Ad esso si era rivolto, ad esempio, Valentino Rossi nel 2015 dopo la sanzione di 3 punti sulla patente ricevuta in seguito all'ormai celebre scontro con Marc Marquez a Sepang. Il ricorso non ebbe successo e venne confermato che il pilota Yamaha avrebbe dovuto partire ultimo nel successivo GP a Valencia.

In casa Ferrari stanno valutando come procedere, dato che c'è la convinzione di essere nel giusto. Il team, anche analizzando i dati della telemetria, ritiene di poter dimostrare che Vettel non ha voluto ostacolare Hamilton al 48° giro della gara di Montreal. Le sue manovre, comunque al limite, sarebbero state effettuate solamente per restare in pista ed evitare di finire contro il muretto. Dopo l'uscita sull'erba alla chicane, il driver tedesco aveva perso il controllo della SF90. Ma secondo i commissari sportivi, in realtà Seb avrebbe potuto stare più a sinistra e non stringere Hamilton verso il muretto. Vedremo se ci saranno sviluppi in questa vicenda. A Maranello sembrano decisi a far valere le proprie ragioni.

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