Abusi, condannato a 24 anni l'ex allenatore del Southampton Bob Higgins

Tecnico delle giovanili per Saints e Peterborough, in un periodo di 25 anni avrebbe abusato di almeno 24 ragazzi approfittando della sua figura. Un caso che ricorda da vicino quelli di Barry Bennell e John Broome.

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È stato condannato a 24 anni e 3 mesi di prigione l'ex allenatore del settore giovanile di Southampton e Peterborough Bob Higgins, 66 anni: in un lungo periodo di tempo compreso tra il 1971 e il 1996 avrebbe abusato di almeno 24 giovani calciatori, approfittando della sua figura di scopritore di talenti. Dietro la maschera dell'esperto di calcio, figura di riferimento per i più giovani, si nascondeva infatti un diavolo, "un predatore manipolatore che abusava della sua posizione."

Queste le parole con cui il giudice Peter Crabtree ha concluso un processo che ricorda da vicino altri casi simili che solo recentemente il calcio inglese ha deciso di affrontare di petto: qualcuno ricorderà infatti i nomi di Barry Bennell, ex tecnico delle giovanili di Manchester City e Crewe Alexandra condannato a marzo a 31 anni di reclusione, e di John Broome, che agiva in sintonia con Bennell e che non è stato processato in quanto morto già nel 2010.

Come Bennell, pare che anche Bob Higgins avesse una sorta di socio, il 75enne Kit Carson: nome emerso come gli altri in seguito all'indagine del 2016 fatta dal Guardian sugli abusi sessuali nel calcio giovanile, Carson è scomparso a gennaio in un incidente automobilistico lo stesso giorno in cui il suo processo, che riguardava almeno 11 casi documentati di abusi, avrebbe avuto inizio.

Scandalo abusi nel calcio giovanile inglese, condannato Bob Higgins

Condannato per aver abusato sessualmente di 24 ragazzi, Bob Higgins in realtà potrebbe aver fatto ben di peggio: l'ex tecnico delle giovanili del Southampton conservava foto e lettere delle vittime nel suo attico come trofei e la polizia ritiene che possano essere ben più numerosi i casi che lo hanno visto approfittare della sua posizione. In molti casi minacciava i giovani calciatori del fatto che non avrebbero mai fatto carriera senza compiacerlo, in altri sfruttava l'idolatria e l'affetto degli stessi ragazzi che avrebbe dovuto educare.

Era un tipico predatore pedofilo, era considerato un grande allenatore e i ragazzi avrebbero fatto qualsiasi cosa per lui. Ha approfittato della sua posizione, individuando gli elementi più deboli e poi sfruttandoli per soddisfare i suoi bisogni sessuali. 

Queste le parole di Dave Brown, investigatore che ha indagato su Higgins e che ha definito i ragazzi che hanno testimoniato contro di lui come "incredibilmente coraggiosi". Qualcuno in aula è scoppiato a piangere, altri invece sono riusciti a fissare negli occhi l'uomo che avrebbe dovuto lanciarli nel calcio che conta e che invece non solo ha frantumato i loro sogni, ma anche le loro stesse vite.

Particolarmente toccante la testimonianza della madre di Billy Seymour, ex talento del Southampton e vittima di Higgins che aveva rinunciato all'anonimato per sensibilizzare il pubblico nel processo a Higgins. Morto a gennaio in un incidente, non ha potuto prendere parte al processo ma è comunque stato presente con una lettera, che aveva scritto a suo tempo e che è stata letta in tribunale. Dopo gli abusi aveva più volte tentato il suicidio e si era visto diagnosticare un disturbo bipolare della personalità.

Sento dolore allo stomaco soltanto all'idea di doverti dedicare ancora dei pensieri. Sono stato un uomo distrutto, hai rovinato la mia intera vita. La nebbia adesso si sta schiarendo e posso finalmente vedere la luce in fondo al tunnel. Riuscirò ad avere la meglio sull'odio nei tuoi confronti nella mia anima. Questa è la fine. Addio, Bob Higgins.

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