"Caso Oikos": il Girona chiede l'allargamento della Liga a 21 squadre

Il club catalano scrive alla federazione sollecitando la penalizzazione del Valladolid o, in alternativa, il ripescaggio in attesa della sentenza definitiva sullo scandalo scommesse.

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Mentre in tutta Europa ci si prepara all'inizio ufficiale del calciomercato, in Spagna - oltre ai botti in entrata delle big - tiene ancora banco il "Caso Oikos", l'inchiesta nata in seguito ad alcune intercettazioni telefoniche tramite le quali venivano "aggiustate" una serie di partite grazie al coinvolgimento di alcuni giocatori attualmente militanti in Liga. Per questo motivo sono finiti in manette Raul Bravo e Carlos Aranda, con quest'ultimo che - almeno secondo le prove attualmente in possesso alla polizia - si occupava in prima persona di raccogliere le puntate e di informare gli scommettitori sulle mosse da fare.

I match incriminati sono principalmente due, l'ultimo dei quali risalente all'ultima giornata di campionato, quando il Valencia - grazie alle reti di Carlos Soler e Rodrigo - ha battuto 2-0 il Valladolid strappando così ufficialmente il pass per la prossima fase a gironi di Champions League. L'ultimo turno di Liga ha però anche decretato la retrocessione matematica del Girona, che adesso non ci sta e ha deciso di esporsi ufficialmente con la federazione. Pere Guardiola, numero uno dei catalani, ha chiesto formalmente la salvezza per la sua squadra, estranea ai fatti e vittima di una situazione che sembrerebbe ben lontana dal trovare un epilogo definitivo.

Secondo il Girona, la Pucela dovrebbe essere penalizzata di almeno 6 punti, in modo da scalare al terzultimo posto e retrocedere proprio al posto del Girona, che così non solo preserverebbe la categoria, ma salvaguarderebbe anche un bottino da circa 40 milioni di euro legato ai proventi di sponsor e diritti tv. Se verranno provate le irregolarità di cui sopra, il destino della società presieduta da Ronaldo sarà segnato, ma i tempi burocratici in Spagna potrebbero essere anche abbastanza lunghi e il primo grado di giudizio non arrivare prima della fine del mese di luglio.

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Tanto tempo, soprattutto per chi come il Girona deve iniziare a breve a programmare la prossima stagione. I legali e il presidente Guardiola, proprietario dell'88,6% del club assieme al Football City Group, hanno così chiesto in alternativa di allargare eccezionalmente la Liga a 21 squadre, in modo che le indagini a carico del Valladolid possano procedere con ordine e precisione fino al verdetto finale. In caso contrario, il quotidiano spagnolo El Mundo ha rivelato che la società biancorossa è pronta a intraprendere una dispendiosa battaglia legale costituendosi parte civile anche contro la federazione.

Che, nel frattempo, ha praticamente bocciato l'idea di un campionato allargato: con un comunicato uscito nella tarda serata di martedì, il segretario Delfi Geli ha voluto rassicurare tutta l'opinione pubblica chiarendo che alla RFEF tutti hanno voglia di risolvere in maniera veloce questa fastidiosa questione, coscienti di cosa potrebbe significare mantenere in Primera Division il Valladolid dopo uno scandalo del genere. La vicenda nel frattempo si è però arricchita di ulteriori particolari. In primis, sono finalmente state divulgate le telefonate tra Aranda e chi ha preso parte allo scandalo.

Nelle intercettazioni si sente chiaramente l'ex attaccante del Granada, che oggi possiede alcuni locali nel centro di Malaga, mettersi d'accordo sulle puntate e garantire vincite raddoppiate in più occasioni, specificando chiaramente che sul campo c'erano vari calciatori del Valladolid d'accordo per aggiustare la partita contro il Valencia. Inoltre, poche ore fa la Guardia di Finanza spagnola ha fatto irruzione nella sede dell'Huesca sequestrando alcuni registri nei quali erano state appuntate tutte le giocate fatte fino a quel momento con i relativi nomi segnati a fianco.

Secondo le prime ricostruzioni, anche alcuni dirigenti (oltre al presidente Lasaosa) azulgrana sarebbero stati coinvolti nella combine dello scorso anno in occasione del match giocato in casa contro il Nastic, al termine del quale in molti sarebbero passati all'incasso. Dietro a questo grande giro di scommesse ce ne sarebbe uno ancora più enorme legato al traffico internazionale di droga: l'intenzione di Aranda e soci sarebbe state quella di ripulire più denaro possibile in modo da far perdere le loro tracce alle forze dell'ordine, ma lo scandalo ormai è stato definitivamente scoperchiato. E, a pagarne lo scotto maggiore, potrebbe essere l'incolpevole Girona.

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