Roland Garros, chi è la sorpresa Salvatore Caruso?

Dal circolo di Avola agli allenamenti con Roger Federer a Zurigo: la storia del tennista siciliano che è sceso a patti con i genitori per continuare a tenere in mano la racchetta.

2 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Salvatore Caruso, per gli amici Sabbo, al Roland Garros ha già una fama che lo precede. È noto come il ragazzo siciliano che - a sorpresa - ha battuto il tennista di casa, il francese Gilles Simon. L’italiano, fino a giovedì 147esimo nel ranking Atp, per la prima volta nella sua carriera ha conquistato l’accesso al terzo turno di uno Slam. E al cospetto del suo prossimo avversario, il numero uno Novak Djokovic, ci arriva determinato tanto quanto basta per non lasciarsi sopraffare dall’emozione.

Anche prima di sfidare Simon, Caruso sapeva di potercela fare a vincere. Entrare in campo con la determinazione giusta lo riempie di adrenalina. A partita conclusa, però, l’effetto svanisce e davanti agli spettatori rimane il ventiseienne che li guarda scuotendo prima la testa e poi il dito indice. Quello incredulo, che non si capacita di aver superato il turno. Perché Sabbo, prima di essere la “sorpresa” del Roland Garros, è il ragazzo siciliano di provincia che a sedici anni scese a patti con i genitori per continuare a praticare lo sport di cui si era innamorato. Aveva scoperto il tennis per caso, grazie a un volantino del circolo del suo paese. 

Caruso viene da Avola, ma al famoso vino rosso tipico della sua terra preferisce il latte di mandorla della mamma. Ne deve aver bevuto a volontà quando, adolescente, tornava stanco dagli allenamenti di tennis. E magari è proprio davanti a un bicchiere di latte che i suoi genitori gli hanno fatto il temuto “discorsetto”. Furono chiari: gli avrebbero permesso di continuare a giocare, ma in cambio avrebbe dovuto prendere il diploma. Gli spiegarono che quel titolo avrebbe potuto aiutarlo nella vita. E Sabbo, che è di sani principi, ne è tuttora convinto. Anche dopo aver incassato 143mila euro grazie alla qualificazione al terzo turno del Roland Garros. Sa, infatti, che nel tennis come nella scuola è il lavoro che premia.

Salvatore Caruso, tennista italiano
Salvatore Caruso durante gli Australian Open del 2018

Caruso e i tre giorni di allenamento con Roger Federer

Caruso è stato di parola e così i suoi genitori. Ecco perché, dopo il diploma, il ragazzo ha impegnato tutte le sue energie nel tennis. Nel 2009 ha iniziato la carriera da professionista e dopo quattro anni è riuscito a incontrare il suo idolo, Roger Federer. Era il 2013 e allo svizzero serviva qualcuno che potesse fargli da sparring partner. Sabbo ha colto l’occasione al volo e lo ha raggiunto a Zurigo, dove ha trascorso tre giorni in compagnia del campione. Ed è stato proprio dopo un allenamento che, a detta del siciliano, Federer gli avrebbe “rubato” una racchetta.

Nel 2016, invece, Caruso ha avuto la possibilità di partecipare per la prima volta agli Internazionali d’Italia grazie a una wild card. È stato Kyrgios a eliminarlo, in due set. Il tennista siciliano in quell’occasione non ha saputo tirare fuori il meglio di sé e ha capito che avrebbe dovuto imparare a gestire meglio le emozioni durante i tornei di tale prestigio.

Nel gennaio del 2018 ha superato le qualificazioni per gli Australian Open e ha fatto il suo debutto nei tornei del Grande Slam. Si è fermato al primo turno, dopo essere stato sconfitto in cinque set da Malek Jaziri. Otto mesi più tardi, a Como, ha conquistato il suo primo titolo Challenger contro Christian Garin.

Salvatore Caruso, tennista italiano
Salvatore Caruso durante il Roland Garros 2019

Roland Garros, Caruso è pronto per Djokovic: il siciliano spera di imitare Cecchinato 

È anche e soprattutto grazie alle dritte del suo allenatore, Paolo Cannova, che Caruso è riuscito a superare primo e secondo turno del Roland Garros. Gli sono tornate utili prima nella vittoria contro il giovane Jaume Munar e poi in quella a sorpresa contro Simon (6-1, 6-2, 6-4). In conferenza stampa il siciliano ha ammesso di averne bisogno anche per affrontare Djokovic: 

Seguirò le indicazioni del mio allenatore e le metterò in pratica. Spero di riuscirci. 

L'avversario, questa volta, è davvero ostico. È da un anno che Djokovic non esce sconfitto da uno Slam. L'ultimo ad averlo battuto in un Major è stato Marco Cecchinato, che il 5 giugno del 2018 lo ha sconfitto nei quarti di finale degli Open di Francia. Ora il serbo dovrà sfidare un altro siciliano nello stesso torneo. E Caruso, inutile dirlo, spera di ripetere l'impresa del suo collega. Oltre alla sorte, li accomuna anche la terra di origine. 

Caruso sta vivendo l'attesa del match contro Djokovic con serenità. Comunque vada, sa di aver già lasciato un segno importante in questa edizione del Roland Garros. Avrà la mano ben salda sulla racchetta: nessun tremolio alle dita. Ha ancora tanta determinazione: è convinto di poter dimostrare quanto vale. L'idea, ora, è quella di continuare a stupire il pubblico fino a quando il suo talento non sarà più una sorpresa. 

Scenderò in campo come sempre. Alla fine è solo una partita di tennis, nient'altro. 

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.