"Storie di wrestling", Michele K. Posa presenta il suo nuovo libro

Presentata la seconda edizione della raccolta di storie curiose legate al mondo del wrestling.

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L’appuntamento è fissato alle 15 di giovedì 30 maggio, a via degli Scipioni 116, nel centro di Roma. È lì che Michele Posa - storica voce del wrestling WWE su Sky Sport (e delle relative emittenti antenate) insieme all’immancabile partner Luca Franchini - è ospite per una nuova tappa di presentazione del suo nuovo libro, la seconda nella Capitale. La location è la fumetteria dello Star Shop Scipioni, il titolo del volume è "Storie di Wrestling", seconda edizione di quella prodotta nel 2013, che per l'occasione è stata rivisitata, integrata con 7 storie aggiuntive e rinnovata nella copertina, che passa da CM Punk a Seth Rollins come soggetto principale.

All'interno ci sono dunque 67 capitoli (rispetto ai 60 della prima versione), 67 racconti divertenti, commoventi, curiosi e poco conosciuti, legati in qualche modo alle stelle che vediamo o abbiamo visto in passato sul ring, mostrandoceli in una versione inedita, a tratti più umana.

Dagli imprevisti riscontrati da Chris Jericho nel tentativo di rimorchiare una ragazza ai problemi alimentari dell'Hulk Hogan bambino, dall'annuncio "cercasi receptionist" che ha portato all'inizio della carriera di Trish Stratus ad Antonio Martìnez, "che nell'oscurità di un piccolo monolocale ha aperto sotto voce le porte all'era moderna del wrestling messicano" e così via. Tanti aneddoti succosi e interessanti, in cui scoprirete "miti e leggende del wrestling come mai ne avete letto prima d'ora. Sessantasette storie divertenti, estreme e bizzarre per scoprire i campioni moderni e antichi alle prese con le disavventure di tutti i giorni fuori e dentro il ring".

A Roma la presentazione di Storie di Wrestling, il nuovo libro di Michele Posa
Storie di Wrestling, Michele Posa presenta il suo nuovo libro

"Storie di Wrestling", il nuovo libro di Michele Posa

Noi arriviamo all'appuntamento in leggero anticipo, ma quando entriamo nella fumetteria Michele Posa è già lì, in postazione, con una pila di libri posizionata in ordine di fronte a lui e una lunga schiera di appassionati pronti a sfruttare l'occasione per acquistare il suo libro, farlo autografare, realizzarci pure una foto ricordo insieme e, soprattutto, "interrogare" l'autore su qualsiasi argomento riguardi il mondo del wrestling.

Michele K. Posa, come da firma su ogni sua opera (la K è in onore di Knulp, una delle tante opere del premio nobel per la letterature Hermann Hesse), risponde entusiasta a ogni quesito, lo argomenta con la sua consueta loquacità e quella competenza che lo rende una vera e propria enciclopedia vivente della disciplina. Ci mettiamo in fila anche noi e, quando arriva il nostro turno, ci presentiamo di fronte alla sua postazione. Chiediamo l'intervista e lui, con la solita gentilezza, acconsente. Ci limitiamo solo a tre domande, d'altronde la fila di fan dietro di noi si è fatta ancora più lunga e consistente, tanto da uscire fuori dallo Star Shop Scipioni.

In compenso, però, le sue risposte non sono certo striminzite, anzi. Sono argomentate e approfondite. Sembra quasi di ascoltare un professore in classe durante una spiegazione, anche perché mentre Michele Posa ci parla, nella fumetteria tutti ascoltano, in religioso silenzio e con grande interesse. La prima curiosità che gli domandiamo riguarda la sua modalità di ricerca, cioè il modo in cui è riuscito a scoprire tutte queste storie di wrestling raccontate all'interno del libro:

Diciamo che i percorsi acquisitivi di informazione sono due: il primo è l’esperienza, visto che ormai seguo la disciplina da qualcosa come 36 anni. Il secondo è la grande biblioteca sulla quale posso poggiarmi e che ho a casa. Al momento consta di più di 420 libri in lingua originale (inglese, messicana e giapponese) e di circa 8000 riviste, arrotondando per difetto. In più cosa facevo da bambino, quando ancora non c’era internet. Spendevo quintalate di denaro in inchiostro (e ancora non conoscevo il "Frank", quindi era roba mia), stampavo informazioni editoriali, le news più importanti e le rilegavo in fascicoli. Oggi questo lo faccio a livello digitale, ai tempi cartaceo.

Una raccolta resa possibile anche dalla presenza di un apposito negozio vicino al suo vecchio posto di lavoro:

Dove andavo a lavorare c’era uno di questi negozi antichi, che fortunatamente c’è ancora visto che sono mestieri fantastici. Lì me li rilegavano. Quindi molte cose che dal web sono sparite e non ci sono più, perché non esiste l’immortalità sulla rete, io le ho ancora scritte stampate. Ho sempre pensato che la carta e l’informazione cartacea equivalessero a potere, oggi forse vale l’assioma contrario, l’informazione del web ha più forza. Però in quel marasma tante cose non le leggi e alla lunga molte scompaiono. Quindi io ho la fortuna di possedere un archivio che ritengo, senza modestia, uno dei più nutriti tra quelli europei. Anche in America sono andato in alcune librerie rinomate, a New York e altrove, e avevano 80-100 libri di wrestling al massimo. Alcune molto famose ne avevano 20 o 30. Io ho un’intera sala praticamente solo di roba cartacea sulla disciplina.

Così è nata dunque l'idea di scrivere "Storie di Wrestling", così come i tanti altri libri sulla disciplina prodotti da Michele Posa:

Questo è quello a cui sono più legato. Quello su Chris Benoit ("Chris Benoit: silent but violent", ndi), ad esempio, era un’autoproduzione che esiste solo a livello di ebook, questo invece è un libro che è nato anch'esso principalmente come un’auto produzione su internet, con poche storie vendute a prezzi minori. Poi ha attirato l’interesse di un editore che ha detto: “Sembra esserci una platea per queste storie”. Il mio editore è incredibilmente appassionato di wrestling, mi telefona la notte per chiedermi di CM Punk. Io gli rispondo: “Ma scusa, hai una moglie, dedicati a lei”, e lui insiste: “Dai che torna CM Punk”. Però, al di là di queste battute, ha detto "proviamoci". Il mercato dei libri di wrestling è piccolo e marginale. Io scrivo più per vocazione che per guadagno. Se dovessi mettere su una bilancia i soldi che guadagno e il tempo che ci spendo, sono in netta perdita. Ma lo faccio, lo faccio perché è quello che so fare. A questo sono più legato perché è il primo che è arrivato in Italia, con un editore. Quindi c'è una distribuzione, significa che puoi andare in una libreria blasonata o una indipendente (che vanno sempre sostenute tra l’altro, mi piacciono tanto) e puoi trovarlo a scaffale, oppure visto che la tiratura è quella che è, puoi ordinarlo e farlo arrivare. Quindi sì, sono affezionato.

Con la speranza, tra l'altro, che sia un modo per stimolare altri appassionati di wrestling:

È la testa di ponte, l’ariete che sta cercando di aprire spazi editoriali in un ambiente dove è difficile aprire brecce o varchi. Da questo sono arrivati altri, come “Intorno al ring”, ne arriveranno altri ancora entro la fine dell’anno visto che ci sto lavorando. Non ci sono affezionato tanto per contenuti, che pure ritengo validi, ma perché è l’avanguardia di una fiamma che si è accesa. Ora non so quanto resterà viva, ma la fiamma c’è e il mio editore può confermarti che altri ragazzi stanno iniziando a mandare i loro manoscritti, le loro idee. Quindi magari un domani al posto mio ci sarà qualcuno che aggiungerà punti di vista, storie, racconti. Un’occasione anche per altri, oltre che per me, che magari hanno questa musa della scrittura e vogliono continuare a inseguirla nella notte.

Oltre ad avvicinare chi ha la passione per la scrittura, però, questo genere di libri possono essere anche l'occasione per mostrare il wrestling nella sua dimensione più profonda:

Io non spero che sia un antidoto per le persone che non lo seguono, anche se avrei piacere che leggessero qualcosa di aggiuntivo per modificare le loro convinzioni. Questo libro non vuole essere una sorta di pozione, ma un modo per entrare in contatto. A Games of Thrones di recente si chiedevano cosa è che unisce gli uomini. I vincoli di sangue, la parentela, quello che abbiamo vissuto assieme…. Sì, ma in realtà la cosa che più unisce sono le storie. E le storie le puoi apprezzare anche se non ami il wrestling, anche se lo ritieni una buffonata o qualcosa di finto. Italo Calvino, quando gli hanno chiesto delle chiavi per l’uomo del nuovo millennio, rispose “imparate delle poesie a memoria”. Perché magari non si sintonizzano su di voi, sulla vostra sensibilità, però la poesia - e questo lo aggiungo io - non può mai essere falsa, sta cercando di suonare delle corde. E io ci aggiungo non solo la poesia, ma anche la musica, le storie. Siamo in un luogo che è il tempio delle storie (dice indicando gli scaffali della fumetteria intorno a sé, ndi). La storia ci fa emozionare, ci fa ridere, ci fa piangere, ci fa litigare, ci fa avvicinare, diventa una scala o un ponte verso emozioni che abbiamo dimenticato, verso uno ieri che sembra sparito e ci proietta verso un futuro che sta arrivando. La storia ti aiuta a capire meglio chi eri o chi sei. E come “Le Sirene” di Vinicio Capossela, ti cantano ciò che è stato e ti fanno vivere senza averlo vissuto quello che hai soltanto intravisto, ma non avrai. Oppure ti daranno qualcosa che avevi dimenticato.

Michele Posa poi continua a spiegare, mentre tutti i suoi fan, affascinati, si avvicinano per ascoltare meglio:

Quindi non vuole essere come un proporsi, come un libro che diventa un "Vangelo" per il "non ti piace? Ecco la soluzione". Però può essere una scialuppa di avvicinamento. Ma non per il wrestling, per ricordarci che sono le storie quelle che ci uniscono. The Bard’s Song dei Blind Guardian a tal proposito è bellissima e dice: “Attorno al fuoco ti serve il coraggio, deve affrontare una grande impresa". E la grande impresa può anche essere arrivare a fine mese, visto che il costo della vita è sempre più alto. E attorno al fuoco ci si racconta una storia prima di addormentarsi. Lo si fa con i bambini, con la favola. Noi adulti possiamo raccontarci una storia con la musica, con una poesia, con i racconti, con i fumetti, con i film, con l’arte. E questo libro racconta la vita artistica dei combattenti che sono degli eroi, dei miti messi alle prese con qualcosa che a volte è improbabile, assurdo. Per vedere come se la cavano loro e per immaginarti magari come te la saresti cavata tu.

L'autore del libro arriva così alla conclusione del suo ragionamento:

Quindi è più un gommone di salvataggio, non una contrapposizione. Non vi piace il wrestling? La vostra opinione è legittima. Volete fare uno sforzo per capirlo e poi non vi piace lo stesso? Apprezzo lo sforzo, ci sono delle storie che però potete apprezzare, perché comunque entrano in quella casistica che già ti ho dipinto. Perché queste storie che hanno come filo conduttore il wrestling, in realtà vogliono risvegliare un qualcosa insito in te, al di là del fatto che il tema sia il wrestling. Un po’ come il film “The Wrestler” con Mickie Rourke. È una critica a tutto il mondo dell’intrattenimento, usando la lente d’ingrandimento del wrestling. Ma il protagonista poteva essere un cantante, un attore,, uno scrittore che non riesce più a scrivere, che ha fatto un best-seller e poi si è inceppata la voglia e la capacità, che ha buttato via tutti quei soldi. Quindi, paradossalmente è un sipario. Quello che c’è dietro il sipario, ognuno di noi può prenderlo a modo suo. Ecco, io la vedo così.

Avremmo ancora altre domande e curiosità da chiedere, ma ci voltiamo e la fila, per quanto interessata al nostro botta e risposta, si è allungata ancora di più. Così ci defiliamo, lasciamo spazio ai fan in attesa. Ma con la promessa di una nuova intervista da realizzare in futuro, per entrare nel dettaglio e scoprire ancora di più sul mondo del wrestling. Nel frattempo ci "accontentiamo" delle 67 storie raccontate nel suo libro.

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