River Plate, Gallardo in doppia cifra: vinta la Recopa Sudamericana

I Millonarios battono 3-0 l'Atletico-PR e si portano a casa l'ennesimo trofeo della gestione tecnica del Muñeco, uno degli attuali allenatori più vincenti del mondo.

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Nella storia del calcio ci sono sempre state squadre abituate a monopolizzare di vittorie un particolare lasso di tempo. Attualmente questo compito è toccato al River Plate, uno dei club più vincenti in circolazione: negli ultimi 5 anni i Millonarios si sono portati a casa la bellezza di 10 titoli, un bottino incredibile se si considera come nell'immaginario collettivo di club e tifoseria sia ancora vivissima la retrocessione del 2010, un evento tanto storico quanto tragico, dal quale però la Banda è risorta più forte che mai. Merito, soprattutto, dell'arrivo a Nuñez di Marcelo Gallardo, l'allenatore più impattante del momento e fautore di tutti i successi biancorossi in epoca recente.

L'ultimo in ordine cronologico è la Recopa Sudamericana, trofeo che si gioca tra le vincenti delle ultime rispettive edizioni di Copa Libertadores e Sudamericana, una doppia sfida dal valore complementare a quella che per gli europei è la Supercoppa di agosto. Dopo aver perso la partita di andata a Curitiba, il River Plate ha spazzato via le (poche) resistenze dell'Atletico Paranaense, strapazzato con un sonoro 3-0 dalla truppa del Muñeco. A decidere il match sono state le reti di Ignacio Fernandez, Lucas Pratto e Matias Suarez, quest'ultimo di recente inserito da Scaloni tra i 23 prescelti per la prossima Copa America.

Il trionfo è maturato interamente nella ripresa in seguito a un primo tempo di studio, nel quale a fare gli straordinari è stato Franco Armani - decisivo sull'ex della serata, Lucho Gonzalez, e poi sul giovane terzino sinistro Lodi - uno di quei giocatori che negli ultimi anni hanno vinto tutto ciò che c'era da vincere, portando prima l'Atletico Nacional di Medellin sul tetto del continente, per poi accettare la sfida del River Plate, alla ricerca di una riconferma dopo aver di fatto smantellato il grande gruppo che, in un solo anno solare, era stato capace di vincere Sudamericana e Libertadores in rapida successione.

Il River Plate festeggia la Recopa Sudamericana
Giocatori e staff del River Plate festeggiano la conquista della Recopa Sudamericana: per i Millonarios è il decimo titolo degli ultimi 5 anni, ovvero da quando Gallardo si è seduto sulla panchina della Banda

River Plate, vinta anche la Recopa: decimo titolo per Gallardo

Già, perché nell'arco di un lustro i Millonarios hanno perso una vera e propria miniera di talento, un'emorragia tecnica comune a tante realtà del continente, nessuna delle quali però ha mai potuto contare su cotanta qualità tutta così fortemente concentrata nello stesso gruppo. Gallardo in tutto ciò si è inventato prima psicologo, rianimando un ambiente ancora abbattuto dalle ultime deludenti stagioni, poi architetto, andando a porre le basi dei successivi successi, per poi vestire i panni del restauratore, sostituendo al meglio ogni pezzo da novanta costretto a lasciare Buenos Aires per motivi economici.

E, fidatevi, si parla di gente di primissima qualità come Barovero, Funes Mori, Sanchez, Mercado, Vangioni, Alario e molti altri. L'ultimo a salutare la compagnia è stato l'eroe di Libertadores, Gonzalo Martinez: il Pity, giustiziere del Boca Juniors, ha accettato l'offerta degli Atlanta United ed è volato in MLS lasciando un buco che Gallardo ha dovuto coprire cambiando modulo, mettendo in primo piano Suarez e rilanciando definitivamente il colombiano Santos Borré, una seconda punta abbastanza fumosa tornata a essere straripante sotto la cura del tecnico riverplatense.

L'infortunio di Quintero ha poi fatto il resto, ma il Muñeco ha tenuto la barra dritta e rifornito la prima squadra con sempre più talenti provenienti dal vivaio. Di recente è toccato a Julian Alvarez, attaccante classe 2000, e al centrocampista Cristian Ferreira, di un anno più vecchio e attualmente impegnato come il compagno al Mondiale under 20. Prima invece era stato il momento di Exequiel Palacios, nuova plusvalenza che cammina del River Plate, per il quale il Real Madrid si sarebbe mosso da tempo.

Un occhio ai conti, che di recente hanno rappresentato il vero tasto dolente della gestione societaria marchiata d'Onofrio, costretto a far fronte agli ingenti danni lasciati in eredità da Passarella, e l'altro sempre rivolto al campo, dove alla Banda manca un solo titolo (la Superliga) per chiudere il cerchio in bellezza e permettere a Gallardo di approdare finalmente in Europa. Nel frattempo però è arrivata una Recopa importante, conquistata grazie a una grande rimonta e alla voglia di vincere che gli argentini non hanno mai perso, evitando di imbattersi nella classica sindrome da pancia piena.

Il direttore tecnico ha plasmato un 4-3-1-2 nel quale Fernandez fa le veci di Quintero e a centrocampo il leader è ancora Leo Ponzio, l'unico reduce di una vecchia guardia che, di recente, ha perso anche Maidana ritrovandosi con due ragazzi del settore giovanile (Montiel e Martinez Quarta), Pinola e un onesto incursore di fascia come Angileri in luogo dello squalificato Casco. Visibilmente commosso, il mediano cresciuto nelle giovanili del club ha fissato gli obiettivi per l'immediato futuro, mettendo nel mirino l'ennesima rincorsa alla Libertadores, che diventerebbe così la terza negli ultimi 5 anni. Questione di record, come quello che potrebbe battere il Muñeco, già oggi il tecnico più vincente della storia del River Plate alla pari di Ramon Diaz.

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