Milan - UEFA, ultima puntata: il club chiede di unificare le sanzioni

Rossoneri e Camera giudicante alla stretta finale: entro i primi dieci giorni di giugno arriverà la sentenza definitiva riguardo le violazioni del fairplay finanziario.

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Tempi duri in casa Milan. Il club rossonero è alle prese con un forte rinnovamento societario e tecnico, visto che - solo nell'ultima settimana - in via Aldo Rossi hanno dovuto incassare prima le dimissioni di Gennaro Gattuso e poi quelle di Leonardo. L'addio delle due storiche bandiere rossonere ha causato buchi in dirigenza e la consapevolezza di non poter sbagliare la scelta del sostituto di Ringhio, per la quale al momento sono in lizza una lista di nomi dalle caratteristiche abbastanza variegate. Poi ci sono anche le questioni legate al calciomercato e allo status di Paolo Maldini, al quale Ivan Gazidis ha offerto il posto occupato fino a qualche giorno fa dallo stesso Leonardo.

A fare da sfondo a tutto ciò si staglia l'ennesima nube nera chiamata UEFA, che a giorni si troverà a deliberare in maniera definitiva le sanzioni nelle quali il Milan dovrà incappare per non aver soddisfatto i paletti economici legati al soddisfacimento dei parametri del fairplay finanziario. La trattativa con la Camera giudicante va avanti ormai da mesi e, anche se a fine 2018 sembrava che le due parti potessero venirsi incontro, adesso a Nyon attendono la disputa della partita decisiva.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il club rossonero è intenzionato a ricorrere al TAS non appena la sentenza sarà resa pubblica, chiedendo al tribunale sportivo di unificare in maniera definitiva le sanzioni legate al triennio 2014-17 a quelle del periodo successivo, che va dal 2015 al 2018. In questo modo il Milan avrebbe chiara in tempi brevi la situazione legata al proprio futuro, che potrebbe anche passare da una possibile esclusione dalla prossima edizione di Europa League. A metà luglio usciranno i calendari definitivi e, per studiare definitivamente una strategia d'azione sul mercato, la dirigenza milanista vuole sapere se dovrà programmare una campagna europea o potrà farne a meno.

Il Milan attende la sentenza UEFA
Leonardo e Maldini si intrattengono con l'amministratore delegato Gazidis: il dirigente brasiliano ha già lasciato vacante il suo posto da direttore dell'area tecnica del Milan, l'ex difensore sta pensando se ereditarne il posto

Milan, stretta finale con la UEFA: cosa prevede la sentenza di dicembre

La querelle tra Milan e UEFA va avanti da parecchio tempo. A metà dicembre la Camera giudicante del massimo organismo calcistico europeo aveva comunicato alla società le proprie decisioni riguardo alla sanzione definitiva, spezzata in tre parti nelle quali erano previste un'ammenda pecuniaria da 12 milioni di euro (trattenuta dai ricavi della stagione attuale in Europa League, terminata per i rossoneri alla fase a gironi), seguita dall'obbligo di limitazioni in rosa e soprattutto dall'imposizione del pareggio di bilancio fissato al giugno del 2021.

Quest'ultima parte aveva indispettito il Milan, che nei mesi successivi ha provato invano a incontrare la UEFA per sedersi a tavolino e provare a capire se i tempi potessero allungarsi di almeno un paio di anni. L'argomentazione portata dal presidente Scaroni verteva sul fatto (incontestabile) che i danni al bilancio fossero stati causati dalla scellerata gestione precedente, quella dei cinesi e della coppia Fassone - Mirabelli, dei 230 milioni di euro spesi sul mercato e delle "cose formali". Sebbene in Svizzera abbiano ascoltato con piacere il numero uno del club, la trattativa si è ben presto arenata e, entro i primi dieci giorni di giugno, arriverà la resa dei conti.

Qualora il Milan non riuscisse a raggiungere il pareggio di bilancio entro tale data, i rossoneri verrebbero esclusi dalla prima competizione europea utile alla quale si dovessero qualificare da lì in poi, il che rappresenta un enorme problema visto che il progetto sportivo imbastito dal fondo Elliott punta forte su un ritorno immediato in Champions League, quella competizione attorno alla quale i rossoneri girano intorno da due anni senza però riuscire a staccare il pass decisivo. Insomma, si preannunciano tempi duri per una società che potrebbe spendere ma viene limitata, ritrovandosi nella situazione che di recente ha messo in difficoltà anche Inter e Roma. Ma le regole parlano chiaro e la legge non ammette ignoranza: ora la palla passa alla UEFA.

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