Giro d'Italia, l'Ecuador tifa Carapaz: scuole e uffici chiusi per seguirlo

C'è un popolo intero incollato davanti alla tv (di mattina per colpa del fuso orario) a guardare le imprese del corridore in rosa, che da oggi avrà anche la famiglia accanto.

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In Ecuador non è festa nazionale, ma poco ci manca. Un paese intero fa il tifo per Richard Carapaz al Giro d’Italia. Il corridore della Movistar, in maglia rosa da sei giorni, è diventato un vero eroe in patria. E per queste ultime tre tappe, decisive per la vittoria finale, l'euforia sale ancora di più. Tutti a casa o nelle piazze: scuole chiuse, uffici pubblici sbarrati, negozi con le saracinesche abbassate. Bisogna stare incollati alla tv.

Carapaz è di El Carmelo, comunità di La Playa nel canton Tulcan. Qui la bicicletta è un oggetto sacro. Siamo nella capitale del ciclismo ecuadoriano. La moglie gestisce un negozio di materiale tecnico per andare in bici. Il suocero, che lo ha scoperto e allenato, tifa da lontano vedendo uno dei suoi sogni realizzati: un ecuadoriano con la maglia rosa.

E complice il fuso orario, che in Ecuador è di -7 ore, al mattino si fa colazione con il Giro d’Italia. Ecco perché il Paese si blocca: tutti a fare il tifo per Carapaz. Anche in Italia, dove sono presenti circa 80mila ecuadoriani. E l’ambasciatore dell’Ecuador a Roma è pronto ad accogliere la famiglia del corridore.

Giro d'Italia, il sorriso di Carapaz ancora in rosa
Giro d'Italia, il sorriso di Carapaz: l'Ecuador fa il tifo per lui

Giro d’Italia, l’Ecuador tifa Carapaz: un popolo davanti alla tv

Prima di Verona è ancora dura. Il Giro d’Italia entra nella fase finale: due tappe di montagna, una crono finale per niente scontata. Richard Carapaz però non molla, vuole difendere il suo vantaggio da Nibali e Roglic. E deve pure stare attento a Landa, suo compagno di squadra, ma ancora in lizza per prendersi la maglia rosa. Può contare però sul tifo di un Ecuador scatenato. Scuole e uffici chiusi per guardarlo. Tutti davanti alla tv, ai maxi schermi allestiti nelle piazze per vedere le imprese di questo piccolo e forte corridore. L’ambasciatore a Roma ha già fatto recapitare il suo messaggio:

Grazie Richard per tutto quello che stai facendo. Ti stiamo vicini con immenso affetto, siamo sicuri del tuo trionfo, che sarà il nostro.

La responsabilità è tanta. Un popolo intero sulle sue spalle. Un popolo che già si è emozionato vedendo un loro compaesano con la maglia rosa, uno dei simboli massimi del ciclismo. 

Arriva la famiglia

Carapaz non sarà solo sulle ultime montagne di questo Giro. È in arrivo la sua famiglia: Tania la moglie e i genitori Antonio e Ana. Un volo via Parigi per vedere le ultime fatiche. I figli sono rimasti a tifare in Ecuador, dove non è facile ottenere i visti per uscire dal Paese. Pochi giorni fa ha ricevuto un pacco regalo della moglie portato da alcuni amici in occasione del suo 26esimo compleanno. Conteneva dei dolci e un messaggio d’amore. Viva la semplicità.

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