Ufficiale, Conte all'Inter: "Qui per la serietà, la storia e il progetto"

Ufficiale l'arrivo sulla panchina nerazzurra dell'ex ct che firma fino al 2022 a 12 milioni di euro annui e ritrova la Serie A cinque anni dopo l'ultima volta. Lo precede un lungo passato tra campo e panchina con la Juve.

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L'Inter riparte da Antonio Conte, Antonio Conte riparte dalla Serie A. Dopo mesi di rumors, avvicinamenti e parziali smentite, è arrivata l'ufficialità sul nome del nuovo allenatore nerazzurro. Che firma fino al 2022 a 12 milioni di euro annui ed eredita una squadra qualificata alla prossima Champions League e attesa da un'intensa sessione di calciomercato. Prima uscita ufficiale programmata per sabato 1 giugno al Wanda Metropolitano di Madrid, in occasione della finale di Champions tra Liverpool e Tottenham, quando si farà vedere con il presidente Steven Zhang, il CEO Alessandro Antonello, l'amministratore delegato Beppe Marotta e il direttore sportivo Piero Ausilio.

Inizia un nuovo capitolo della mia vita - ha dichiarato Conte - sono entusiasta. Cercherò con il lavoro di ricambiare tutta la fiducia che il Presidente e i dirigenti hanno riposto in me. Ho scelto l'Inter per la Società, per la serietà e l'ambizione del progetto. Per la sua storia. Mi ha colpito la chiarezza del Club e la voglia di riportare l'Inter dove merita

Così invece il presidente Steven Zhang: 

Sono sicuro che Antonio Conte sia uno dei migliori allenatori che esistano. Sono certo che ci aiuterà a raggiungere il nostro obiettivo, a realizzare la nostra missione che è sempre la stessa: riportare questo club tra i migliori al mondo

Sulla panchina dell'Inter, Conte ci arriva fresco di una recente vittoria. Ma questa volta il campo non c'entra. L'allenatore ha infatti vinto la causa che lo vedeva opposto al Chelsea per il licenziamento del 13 luglio 2018, con il club londinese obbligato a pagare i 10 milioni di euro di stipendio che gli sarebbero spettati e un risarcimento danni per l'interruzione del contratto con 12 mesi di anticipo rispetto alla scadenza e l'impossibilità di trovare una nuova sistemazione in tempo per l'inizio della stagione 2018/2019.

La firma con l'Inter permette a Conte di ritrovare quella Serie A salutata nello stupore generale cinque anni fa, a luglio 2014, quando lasciò la Juventus accettando un mese dopo la panchina della Nazionale, condotta fino ai quarti di finale di Euro 2016. La parentesi al Chelsea ha prodotto la conquista della Premier League e la sconfitta nella finale di FA Cup nella stagione 2016/2017, risultati ai quali ha fatto da contraltare una seconda annata meno positiva dal punto di vista sportivo e ambientale. La vittoria della FA Cup contro il Manchester United non è stata sufficiente, complice il quinto posto e il mancato accesso alla prossima Champions, a guadagnarsi la riconferma. Un addio seguito da un anno sabbatico.

Antonio Conte nella sua ultima panchina al Chelsea contro il Manchester United in FA Cup
Antonio Conte nella sua ultima partita sulla panchina del Chelsea contro il Manchester United

Conte e la Serie A: cinque anni dopo, Antonio is back

Gli ultimi scatti di Antonio Conte su una panchina di Serie A sono quelli che lo ritraggono nel 2014 durante il ritiro estivo con la Juventus. In quei giorni le tensioni con la dirigenza guidata da Andrea Agnelli diventarono tali da consigliare all'allenatore salentino un repentino addio, che aprì le porte della squadra bianconera a Massimiliano Allegri. Con lui andò via un bottino di tre scudetti vinti in altrettanti anni e due Supercoppe nazionali, ma anche e soprattutto il cuore pulsante del nuovo ciclo Juventus.

Squadra ereditata dopo due settimi posti e rilanciata instillando una mentalità vincente, figlia dei 13 anni trascorsi in campo con la maglia della Vecchia Signora. Cambiano i colori, resta immutato lo spirito: lo conferma il biennio trascorso in una Nazionale reduce dal deludente Mondiale 2014 e condotta fino ai quarti di finale di Euro 2016, tappa intermedia prima del passaggio al Chelsea.

Antonio Conte con la maglia della Juventus: in bianconero 419 presenze e 44 reti dal 1991 al 2004
Antonio Conte con la Juventus: in bianconero 419 presenze e 44 reti dal 1991 al 2004

Il passato bianconero e l'accoglienza nerazzurra

Per qualcuno sarà una motivazione in più, per altri una piccola "macchia" da dimenticare in fretta. Impossibile però ignorare un fattore che ha accompagnato buona parte della carriera di Antonio Conte, prima in campo con fascia di capitano al braccio e poi in panchina: la militanza nella Juventus, club storicamente rivale dell'Inter. Chissà, allora, se i tifosi nerazzurri baderanno più al passato del loro nuovo allenatore o al curriculum. In 28 anni nel mondo del calcio, Conte ha conquistato 20 trofei. Eccezion fatta per il campionato di B vinto a Bari e per i due successi in Inghilterra, ben 17 di questi sono arrivati in bianconero. Numeri da vincente che suonano come una garanzia.

Dicembre 2013, Antonio Conte guida la Juventus nel ko per 1-0 a Istanbul contro il Galatasaray
Dicembre 2013, Antonio Conte in panchina con la Juventus nel ko per 1-0 a Istanbul contro il Galatasaray

E ora l'Europa

Conte raccoglierà quindi quel quarto posto che l'Inter ha rischiato di perdere nel finale di stagione e la conseguente partecipazione alla prossima Champions League. Proprio l'Europa è sin qui il grande cruccio nella carriera dell'allenatore bianconero. In due partecipazioni alle coppe con la Juventus, ha portato a casa un ko agli ottavi contro il Bayern Monaco nella stagione 2012/2013, peggiorando il suo score nell'annata successiva: eliminazione nella neve di Istanbul contro il Galatasaray nella fase a gironi e retrocessione in Europa League, con ko a sorpresa in semifinale contro il Benfica. Rendimento che non è migliorato al Chelsea. Dopo una prima stagione senza coppe, i Blues hanno preso parte alla Champions League 2017/2018: secondo posto in un girone complicato, completato da Roma, Atletico Madrid e Qarabag, prima del ko agli ottavi di finale per mano del Barcellona. In campionato e in Europa le sue squadre sin qui hanno viaggiato a due velocità distinte e con l'Inter ci sarà la possibilità di invertire la tendenza: un'altra sfida nella sfida per il Conte nerazzurro.

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