Atalanta, Gasperini: "Roma? Sono già in una big. Terremo i migliori"

L'allenatore nerazzurro parla della scelta di restare e poi fa anche il punto sulle strategie: "Roma era allettante, ma qui sono già una una big. Terremo i nostri top player".

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È l'autore di un'impresa e adesso il re di una città che lo ama e che dopo la conquista della Champions League, festeggia anche la sua permanenza. Gian Piero Gasperini si gode il momento, il meritato riposo e già pensa al futuro che per lui è dietro l'angolo. Perché va bene staccare la spina, ma quando pensa alla competizione continentale più prestigiosa allora l'adrenalina comincia a girare a mille.

Una prospettiva che lo ha convinto a dire no a tanti club, in Italia e all'estero, che lo avevano cercato per rilanciare i propri progetti tecnici. Il Milan, ma soprattutto la Roma che dopo aver incassato il no di Conte, ha dovuto portare a casa anche quello del Gasp.

Altro che complesso della grande squadra, voglia di affermarsi in una piazza più grande dopo la parentesi breve ma molto negativa alla guida dell'Inter. Bergamo per l'allenatore di Grugliasco è quanto di meglio si possa avere. Per questo ha scelto di rinnovare il contratto con la Dea, convinto dal futuro prospettato da Percassi, dalla volontà di migliorare ancora la rosa e competere su tre fronti nel miglior modo possibile.

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Eppure il suo approdo alla Roma sembrava quasi scontato. La società giallorossa si era mossa con forza per convincerlo a raccogliere l'eredità di Ranieri e a sposare il progetto che ha in mente Petrachi, ma dopo il confronto con il proprio presidente ecco il no di Gasperini che a La Gazzetta dello Sport rivela:

A Roma c'erano i presupposti per fare un buon lavoro, poi Roma è Roma e avrei guadagnato di più. Ma a tutti i club che mi hanno contattato ho spiegato che non avrei risposto prima dell’incontro con il presidente Percassi. Ho avuto le garanzie che volevo, garanzie tecniche e non economiche. Poi per società, tifosi e squadra qui sono giù in una big del calcio italiano. Non potevo lasciare Bergamo.

L'estate che arriva sarà un periodo intenso per Percassi, Sartori e Gasperini. L'intenzione è quella di mantenere intatta l'ossatura della squadra e avere la rosa praticamente al completo prima del ritiro: 

Non vendiamo i big, lo dico anche alle pretendenti. Certo poi se arrivano offerte fuori mercato, allora se ne dovrà parlare. Di sicuro servono in avanti, giocatori in grado di dare il cambio a Gomez, Ilicic e Zapata. Poi un centrocampista, due se non dovessimo riscattare Pasalic. Vedremo le opportunità che si presenteranno, il mercato ormai si fa così. Non inseguendo i sogni. Sicuramente dovremo avere la rosa quasi al completo già all'inizio del ritiro. L'asticella si è alzata. 

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E pensare che la stagione dell'Atalanta, conclusasi poi il terzo posto e con un'impresa che rimarrà per sempre nella storia del club, era partita con l'eliminazione ai playoff di Europa League e con una partenza lenta in campionato. Avvio difficoltoso, condizionato proprio dalla sconfitta di Copenaghen:

L’eliminazione è stata molto dolorosa, perché avevamo lavorato tanto per arrivare in Europa League. Ma col senno del poi non eravamo nelle condizioni di competere, eravamo incompleti e i nuovi erano arrivati troppo tardi. Dalle ceneri di quell’amarezza però è nata la nostra reazione e la spinta per una stagione esaltante. 

Dopo otto giornate di campionato, l'Atalanta era sedicesima con sei punti. Solo una lunghezza avanti rispetto all'Empoli terzultimo e lontana nove dalla zona Champions. Il giocattolo sembrava essersi rotto, tanto che qualcuno cominciava a mettere in dubbio la permanenza di Gasperini che rivela un aneddoto significativo:

Nel momento più critico chiesi ai ragazzi di scrivere sulla lavagna delle tattiche quale sarebbe stato il traguardo da raggiungere. Nessuno scrisse Champions; un paio dei ragazzi più giovani, ottimisti, scrissero Europa League. La maggior parte: "Togliersi dai guai". Mentre Ilicic scrisse che l'obiettivo era la salvezza. I ragazzi sono stati straordinari.

Come il loro tecnico. Per sempre nel cuore di una città. 

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