Inter alle stelle: il valore del club sale del 41% rispetto al 2018

Secondo il report di Kpmg Football Benchmark, il club nerazzurro è quello con la crescita più importante e si piazza 15esimo, secondo italiano dopo la Juventus, 10ma.

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I 5 scudetti consecutivi e l'inseguimento alla Champions League, peraltro coronato verso la fine dell'era Moratti, ne aveva arricchito la bacheca ma pure sfiancato le casse, ormai esauste dopo le vacche grasse dell'epoca mouriniana: l'Inter era insomma arrivata a un punto di non ritorno.

Massimo Moratti, con tutti i suoi straordinari meriti, aveva "finto di non capire" che era finita l'era dei mecenati. Come accecato dall'obiettivo dalle grandi orecchie che suo padre aveva sollevato oltre 40 anni prima, aveva ignorato i ripetuti segnali della spia della riserva, anzi aveva sgasato in accelerazione. Ma, tagliato il traguardo, era inevitabilmente rimasto senza benzina.

Con gli "ispettori" del Fair Play Finanziario che gli avevano piombato il serbatoio, non gli era rimasto che vendere a Thohir, un tycoon indonesiano che andava matto per Nicola Ventola e che, se non altro, ebbe il merito di trovare in Suning prima dei compagni di viaggio, poi dei continuatori entusiasti. Gli Zhang ci si sono messi di buzzo buono e in tre anni hanno già compiuto una buona parte dell'opera di risollevamento finanziario e, di conseguenza, sportivo del club.

Inter: Steven Zhang
Inter: funziona la cura della famiglia Zhang

Inter: il valore sale del 41% rispetto al 2018

Una vera e propria scalata quella messa in atto dal gruppo guidato da Zhang Jindong - il cui figlio Steven è da circa sei mesi presidente dell'Inter - che, presi finalmente sul serio i parametri del FPF, hanno avviato l'opera di risanamento dei conti e contemporaneamente quella di crescita del club. E i risultati si vedono, sia sul campo dove la squadra ha riconquistato il diritto a partecipare alla Champions League per la seconda stagione consecutiva, sia dal punto di vista finanziario. Non mancano i riconoscimenti, l'ultimo dei quali arriva dal report The European Elite 2019 di Kpmg Football Benchmark che assegna al club nerazzurro una crescita del 41% rispetto al 2018.

Inter in festa
Per l'Inter è arrivata la seconda qualificazione consecutiva alla Champions League

The European Elite 2019 è basato su cinque parametri: la profittabilità - in soldoni il rapporto fra stipendi e fatturato - la popolarità, il valore della rosa, la gestione diritti televisivi e infine l'eventuale stadio di proprietà. Ebbene l'Inter occupa oggi il 15esimo posto in Europa a quota 692 milioni di euro, con un balzo in avanti di ben 5 posizioni rispetto a un anno fa. Il primo step dunque è compiuto ma, attenzione, il bello della sfida comincia adesso. Sì perché a guardare la classifica del report, si può dire il club nerazzurro è nel gruppo di testa dei peones: il suo vantaggio sulle "inseguitrici", infatti, è ancora piuttosto ridotto, mentre a parte lo Schalke che è 14esimo, il disavanzo con chi sta davanti è tuttora piuttosto sostanzioso.

Dal Real Madrid alle italiane

In vetta c'è il Real Madrid che con 3.224 milioni ha scavalcato il Manchester United a 3.207, con il Bayern Monaco a completare il podio. Prima delle italiane, la Juventus che occupa il 10mo posto a quota 1.548. Le altre rappresentanti della Serie A nella Top 32 del report sono il Napoli, 18esimo con 569 milioni di euro davanti al Milan a quota 555 e infine le romane: al 21esimo posto c'è proprio la Roma accreditata di 516 milioni, mentre la Lazio sta sul gradino numero 28 con 297 milioni di euro.

Top 32 ReportKpmg
Il report delle Top 32 The European Elite 2019 di Kpmg Football Benchmark

Un dato per riflettere

C'è un dato molto importante che balza all'occhio e sul quale sarebbe utile che l'intero movimento calcistico italiano si fermasse a riflettere: prendendo come base la somma dei valori assegnati a ciascuno dei 32 club in classifica, infatti, il 43,4% appartiene a società della Premier League. Una percentuale astronomica che lascia le briciole agli altri: 22,1% alla Liga, 12,8 alla Bundesliga e 11,7 alla Serie A. Per completezza d'informazione nel 2016 la Premier aveva 7 club in graduatoria e ora sono 9 (quasi la metà degli iscritti), la Liga è cresciuta da 5 a 6 mentre noi siamo scesi da 7 a 6 nello stesso periodo. A volte, magari, sarebbe sufficiente avere l'umiltà di saper copiare bene da chi si dimostra più bravo.

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