Europa League: perché Baku è uno dei nuovi centri dello sport europeo?

L'Azerbaijan sta cercando di farsi strada sulla mappa dello sport europeo, fra mille contraddizioni e difficoltà politiche, logistiche e organizzative.

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La finale di Europa League 2019 è già una delle più controverse degli ultimi anni, ancor prima di essere giocata. Le polemiche sulla città di Baku, sede scelta per la partita, e sulla distanza e i problemi logistici per i tifosi, fino alle controversie politiche e la questione-Armenia: tutto ha contribuito ad alzare il volume delle critiche contro la UEFA per la decisione presa nel settembre 2017.

Ma Baku rappresenta uno dei nuovi centri sulla mappa dello sport europeo, che lo si voglia o no, e i motivi sono molteplici, a cominciare ovviamente da quello economico, che traccia la strada di molte scelte recenti nel calcio contemporaneo. La percezione dell'Europa verso l'Azerbaijan è ancora di forte diffidenza, e lo sport diventa la carta migliore da giocare per questo paese, per farsi accettare a livello internazionale.

L'entusiasmo locale per questi eventi, però, è un dettaglio non indifferente. Dall'edizione di Eurovision 2012, ai Giochi Europei del 2015, fino alla finale di quest'anno e alle partite già in calendario per Euro 2020, l'Azerbaijan sta cercando di proporsi all'Europa come un parente con cui riuscire a intrecciare qualche relazione, e non come un vicino di casa scomodo e antipatico. Ma il percorso è lungo e per il momento ancora ricco di contraddizioni.

Il calcio verso Baku, nuova città sulla mappa dello sport europeo
L'interno dell'Olympic Stadium di Baku, che ospiterà la finale di Europa League 2019

Europa League, Baku è uno dei nuovi centri dello sport europeo

Il caso più eclatante, nell'avvicinamento alla finale di Europa League Chelsea-Arsenal, è stato quello riferito al centrocampista dei Gunners Henrikh Mkhitaryan. Il 30enne nazionale dell'Armenia ha dovuto rinunciare a viaggiare verso Baku e giocare la finale, di concerto con il club, a causa dei rischi per la sua stessa incolumità, in conseguenza alle tensioni politiche fra Armenia e Azerbaijan ormai presenti da tempo.

Una situazione ai limiti della realtà, che la UEFA avrebbe dovuto tenere in considerazione nella scelta della sede della finale, nonostante non si tratti di una questione strettamente legata al rettangolo di gioco. Ma, allo stesso tempo, cosa succederà se l'Armenia dovesse qualificarsi a Euro 2020, ed eventualmente giocare a Baku (città scelta fra le sedi ospitanti dei prossimi Europei)?

A questo si sono poi aggiunte le difficoltà logistiche per i tifosi nel raggiungere Baku. La casualità di avere due squadre londinesi a giocarsi la finale ha posto l'accento sulla quasi totale assenza di voli di linea da Londra a Baku, e riportato alla ribalta la questione di quanto e se la UEFA tenga in considerazione le necessità dei tifosi nella gestione delle proprie competizioni.

Il calcio verso Baku, nuova città sulla mappa dello sport europeo
Una panoramica notturna di Baku nel contrasto fra città vecchia e nuova

Il complesso percorso di affermazione dell'Azerbaijan sulla mappa sportiva europea

Per una nazione così distante dall'Europa, e già non vista di buon occhio a livello politico, è molto difficile riabilitarsi solo attraverso lo sport e, per il momento, il percorso rimane complesso. I soldi messi sul piatto dal governo azero per conquistarsi una posizione rilevante all'interno del calendario sportivo europeo, per ora, non stanno dando i frutti sperati.

600 milioni di dollari sono stati spesi nel 2015, quando Baku si era aggiudicata la prima edizione dei Giochi Europei di atletica, e la città è un perfetto mix eurasiatico, in grande trasformazione, che merita di essere visitata e apprezzata al di là delle questioni geopolitiche internazionali. La Terra del Fuoco, come viene soprannominata è un luogo in parte ancora misterioso, ma in costante rilancio.

L'Heydar Aliyev Centre, il moderno centro culturale dal profilo ondeggiante progettato dal celebre architetto Zaha Hadid, è uno dei simboli della nuova Baku, insieme allo Stadio Olimpico, che ospiterà la finale di Europa League. È lo slancio di una città e di un paese, il tentativo di trovare il proprio posto in mezzo ai grandi nonostante (o grazie, a seconda dei punti di vista) la posizione di confine fra due mondi così diversi come sono Europa e Asia. E lo sport non può fare miracoli, ma può aiutare.

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